ISSN 2611-8777
14 agosto 2026

Ulica Štefana Kovača 12, Murska Sobota

Durante la progettazione della casa per il veterinario Šerbec, Novak lavorava nello studio parigino di Le Corbusier. Le descrizioni contenute nelle lettere inviate da Parigi al committente permettono di ricostruire con precisione l’assetto originario dell’edificio, oggi profondamente alterato. I disegni originali sono purtroppo andati perduti.
“La casa sarà un po’ diversa dai modelli consueti di Murska Sobota e qualcuno avrà sicuramente da ridire, ma non importa (…) Si tratta di realizzare qualcosa di bello e pratico, difficilmente paragonabile a ciò che si costruisce qui” (corrispondenza tra Novak e dr. Šerbec, 1938, archivio MAO, fondo Feri Novak, Metka Hari).
L’esperienza nello studio di Le Corbusier si riflette chiaramente nell’architettura di Novak, che in questo progetto assume un carattere nuovo e riconoscibile. Le influenze emergono nell’applicazione dei principi dei “cinque punti dell’architettura”, nella composizione della facciata e in alcune soluzioni distributive.
Come scrive lo stesso Novak: “Forse sotto l’influenza di Corbusier, o addirittura delle palafitte preistoriche del Barje di Lubiana, ho sollevato l’intera casa dal suolo. Considerata la presenza di acque di falda, questa soluzione mi permetterà di evitare problemi di umidità” (corrispondenza tra Novak e dr. Šerbec, 1938).

Veduta di Ulica Štefana Kovača prima della seconda guerra mondiale. L’intervento di Novak contribuì alla trasformazione di questo asse urbano. Archivio: ZEU Murska Sobota, foto Jože Kološa.

L’edificio è impostato su pilotis, con una struttura portante costituita da pilastri in calcestruzzo collegati da travi, sui quali poggia un solaio ligneo più economico. Due pareti interne portanti organizzano lo spazio, consentendo una maggiore flessibilità nell’uso dei diversi livelli.
Anche la distribuzione interna è attentamente studiata. Al primo piano, lo spazio principale è separato dalla sala da pranzo da una parete vetrata. La cucina ha un accesso indipendente dal corridoio ed è collegata alla sala da pranzo tramite un’apertura per il passaggio dei cibi. Di fronte all’ingresso della cucina si trova la stanza per il personale di servizio. Al piano superiore, la camera dei genitori è suddivisa in due ambienti distinti, uno maschile e uno femminile, ed è collegata direttamente al bagno.
Nel progetto si coglie anche l’atteggiamento pragmatico dell’architetto, disposto a mediare tra le proprie idee e le richieste del committente. L’edificio, con le finestre a nastro, i pilastri non visibili dall’esterno, la copertura apparentemente piana e il piano terra modellato in modo fluido, sembra a prima vista aderire ai principi dell’architettura funzionalista. In realtà si tratta di una soluzione più articolata.

La casa Šerbec, con la facciata bianca e la copertura piana, si distingue nel contesto ancora provinciale di Murska Sobota negli anni Trenta. Archivio privato: Stanka Dešnik, foto Jerolim Purač.

La casa è sì sollevata dal suolo, ma parte del piano terra resta chiusa e destinata a spazi di servizio che, in una configurazione tradizionale, si troverebbero in cantina. La copertura è piana solo sul fronte principale, dove è prevista una terrazza con pensilina in calcestruzzo, mentre sul lato nord assume la forma di un tetto a falda unica. In questo modo Novak raggiunge un compromesso tra le proprie convinzioni e le richieste del committente: “Sebbene abbiate desiderato un tetto a due falde, ho previsto sul lato strada una terrazza praticabile per il sole e l’attività fisica” (corrispondenza tra Novak e dr. Šerbec, 1938).
Per contenere i costi e rendere sostenibile l’idea di un impianto più libero, Novak rinuncia a una struttura interamente in cemento armato, adottando soluzioni costruttive ibride.
Particolare attenzione è riservata anche agli elementi naturali, considerati parte integrante del progetto. L’edificio è arretrato rispetto alla linea stradale per lasciare spazio a un giardino anteriore, concepito come una terrazza verde aperta. Come scrive Novak al committente: “Immagino la vostra casa come un’eccezione nella continuità dell’edificato, arretrata rispetto alla strada. Il giardino non dovrebbe essere recintato, ma apparire come una superficie verde continua, delimitata solo da un basso basamento in pietra e arricchita da alberi e vegetazione ornamentale” (corrispondenza tra Novak e dr. Šerbec, 1938).

Piante e prospetti.

La casa Šerbec è l’unico edificio residenziale in cui Novak tenta di applicare in modo sistematico i principi dell’architettura funzionalista di Le Corbusier. Nonostante sia tutelata come monumento culturale, oggi risulta fortemente modificata. Con la perdita delle sue soluzioni originarie si attenua anche la memoria di una fase significativa nello sviluppo della città.

Originariamente: abitazione unifamiliare
Oggi: banca
Status: bene architettonico, categoria 1 – monumento culturale
Stato di conservazione: conservata la linea della facciata su strada, il balcone al primo piano e parte della facciata posteriore; fortemente modificati gli interni, la facciata principale e la copertura

Oggi l’edificio, pur tutelato come monumento, risulta fortemente trasformato rispetto all’assetto originario. Foto: Miran Kambič, 1993.

English Summary
The Šerbec House (1938), also known as the “house on pilotis”, represents Novak’s most direct engagement with the principles of modern architecture associated with Le Corbusier. Designed while Novak was working in Paris, the project reflects the influence of the “five points of architecture”, particularly in the use of pilotis, horizontal windows and a more flexible spatial organisation.
The building is conceived as a raised structure supported by concrete columns, with an internal layout based on a clear functional distribution. The main living space is located on the upper floor and connected to the dining area through a glass partition, while service spaces are arranged in a more pragmatic way. The design shows careful control of spatial relationships and attention to everyday use.
At the same time, the project reveals Novak’s pragmatic approach. Several elements only partially follow modernist principles, such as the combination of a flat roof on the main façade with a sloped roof on the rear side, and the partial enclosure of the ground floor. These adjustments reflect a compromise between the architect’s intentions and the client’s requests, resulting in a coherent architectural solution.

La casa Šerbec è l’unico edificio residenziale in cui Novak cercò di applicare in modo sistematico i principi architettonici di Le Corbusier; già alla fine degli anni Sessanta subì interventi che ne alterarono l’impianto originario. Archivio: Osnovna šola I Murska Sobota.

Slovenski povzetek
Hiša Šerbec (1938), znana kot “hiša na kolih”, predstavlja najbolj neposreden stik Novakove arhitekture z načeli moderne arhitekture, povezanimi z Le Corbusierjem. Projekt je nastal v času njegovega dela v Parizu in odraža vpliv “petih točk arhitekture”, zlasti v uporabi pilotov, trakastih oken in bolj svobodne prostorske zasnove.
Stavba je zasnovana kot dvignjen objekt na betonskih stebrih, z notranjo razporeditvijo, ki temelji na jasni funkcionalni organizaciji. Osrednji bivalni prostor je umeščen v nadstropju in povezan z jedilnico s stekleno steno, medtem ko so servisni prostori urejeni bolj pragmatično. Zasnova kaže na premišljeno organizacijo prostora in pozornost do vsakodnevne rabe.
Hkrati projekt razkriva tudi Novakovo pragmatičnost. Nekateri elementi le delno sledijo načelom modernizma, na primer kombinacija ravne strehe na glavni fasadi in enokapne strehe na zadnji strani ter delno zaprt pritlični nivo. Te prilagoditve kažejo na kompromis med arhitektovimi zamislimi in zahtevami naročnika ter oblikujejo usklajeno arhitekturno rešitev.

2026-04-03T22:11:58+02:00