Slovenska ulica 6, Murska Sobota
Lo sviluppo e la realizzazione del progetto per la costruzione di un edificio destinato a ospitare l’ufficio di collocamento e spazi di accoglienza per i lavoratori stagionali furono seguiti con attenzione dalla stampa locale, che ne documentò a più riprese le diverse fasi.
“L’ufficio di collocamento non dispone di spazi adeguati per i lavoratori. Ogni giorno vi si recano anche più di quattrocento persone e il servizio riesce a funzionare solo con grande difficoltà. I lavoratori, costretti ad attendere per ore, restano al freddo sulla strada fangosa. Di notte cercano riparo negli androni o nelle stalle. Non è necessario sottolineare quali conseguenze ciò abbia sulla loro salute (…) Con un minimo di volontà si potrebbe realizzare in tempi brevi un edificio che, anche per il suo aspetto esterno, rappresenterebbe un vero ornamento per la città” (“Murska Krajina”, 1935, Delavski dom, 20, 19 maggio, pp. 4-5).
L’edificio presenta un volume compatto, scandito da una griglia regolare di finestre. Il pannello verticale in rosso scuro accentua l’angolo semicircolare. Foto: Miran Kambič, 1993.
Il progetto del Delavski dom, avviato già nel 1929, ebbe una lunga gestazione. I fondi furono infine raccolti grazie al contributo dei lavoratori stagionali impiegati all’estero, mentre una parte fu concessa come prestito senza interessi dall’ufficio di collocamento.
“Il progetto è pronto, il sito è già stato individuato e sono stati approvati alcuni finanziamenti, ma le basi su cui tutto si fonda continuano a sfuggire alla realtà (…) Da tempo è stato deciso che il Delavski dom sarà costruito dal comune di Murska Sobota, che ne curerà anche la gestione… Il progetto elaborato dall’architetto Novak prevede ampie sale d’attesa e locali riscaldati per uomini e donne, oltre a dormitori e spazi adeguati per l’ufficio di collocamento” (“Murska Krajina”, 1935, Zahteva naših delavcev, 46, 17 novembre, pp. 1-2).
Veduta del centro cittadino nel 1939, subito dopo il completamento del Delavski dom. L’edificio segna l’angolo del futuro isolato urbano, allora ancora occupato dal parco. Archivio: ZEU Murska Sobota.
Novak elaborò le prime idee per l’edificio durante i suoi studi all’Accademia di Vienna. Data la posizione di grande rilievo, all’angolo tra l’asse monumentale che si sviluppa dal parco urbano e l’incrocio di importanti vie cittadine, il progetto iniziale prevedeva un edificio espressionista, articolato orizzontalmente e caratterizzato da un forte accento sul volume d’angolo.
In questa prima proposta, particolarmente interessante era il piano terra completamente vetrato nel punto in cui il volume si incurva, ulteriormente enfatizzato da una pensilina orizzontale d’ingresso. Il motivo dell’angolo curvo è tipico della prima fase progettuale di Novak, nella quale è ancora evidente l’influenza di Behrens. L’idea rimase però sulla carta, poiché fu ritenuta troppo audace dalle autorità cittadine.
Piante e prospetti.
La versione realizzata, completata nel 1939, è più contenuta, ma conserva le caratteristiche del primo periodo di Novak. L’edificio, allora di due piani e successivamente sopraelevato, trasmette un senso di solidità e stabilità. La facciata, scandita da una griglia regolare di finestre, assume il carattere di un involucro continuo.
L’angolo semicircolare, elemento centrale della composizione, è sottolineato da una superficie verticale nel tipico colore rosso scuro, che incide il volume e lo divide in due parti lungo l’asse verticale.
Al piano terra, nella zona centrale, Novak prevedeva spazi organizzati radialmente per l’ufficio di collocamento, con sale d’attesa separate per uomini e donne. Una parte del piano era destinata anche alla cassa di risparmio comunale e all’azienda elettrica.
Il primo piano ospitava i dormitori maschili, mentre il secondo quelli femminili, entrambi dotati dei servizi necessari.
In seguito l’edificio fu sopraelevato di un ulteriore piano, mantenendo invariato l’effetto di compattezza e unità formale. Oggi l’esterno si presenta sostanzialmente conservato, mentre è andato perduto il caratteristico rosso degli infissi, tipico dell’architettura di Novak.
Originariamente: casa del lavoro
Oggi: edificio comunale
Status: bene architettonico, categoria 2 – patrimonio culturale
Stato di conservazione: conservati i volumi esterni e la facciata; modificati il colore degli infissi e l’intero interno
English Summary
Delavski dom (1933–36) was conceived as a public building to house the labour exchange and provide accommodation for seasonal workers in Murska Sobota, Slovenia. The project, initiated in 1929 and completed in 1939, reflects both the social conditions of the time and the intention to create a representative building for the city centre.
Novak’s initial design, developed during his studies in Vienna, proposed a more expressive, horizontally articulated building with a strongly emphasised corner and a fully glazed ground floor. This proposal was considered too radical and was not realised. The built version is more restrained, but it retains key features of Novak’s early work, including the regular grid of windows and a clearly defined volumetric composition.
Organised around the functions of the labour exchange and temporary accommodation, the building combines public and residential uses within a compact form. Its semicircular corner, marked by a vertical element in dark red, remains a defining feature. Despite later modifications, the building still retains the sense of solidity and urban presence characteristic of Novak’s early work.
Slovenski povzetek
Delavski dom (1933–36) je bil zasnovan kot javna stavba za borzo dela in nastanitev sezonskih delavcev v Murski Soboti. Projekt, ki se je začel leta 1929 in bil dokončan leta 1939, odraža socialne razmere tistega časa ter prizadevanje za reprezentativno mestno stavbo.
Prvotna Novakova idejna zasnova, nastala v času njegovega študija na Dunaju, je predvidevala izrazitejšo, horizontalno členjeno stavbo z močno poudarjenim vogalom in popolnoma zastekljenim pritličjem. Ta predlog je bil ocenjen kot preveč drzen in ni bil realiziran. Izvedena različica je bolj zadržana, vendar ohranja ključne značilnosti njegovega zgodnjega obdobja, kot sta mrežna razporeditev oken in jasno oblikovana volumenska zasnova.
Stavba združuje funkcije borze dela in začasnega bivanja v strnjeni prostorski zasnovi. Polkrožni vogal, poudarjen z vertikalnim elementom v temno rdeči barvi, ostaja njen prepoznavni element. Kljub kasnejšim spremembam stavba še vedno ohranja občutek masivnosti in mestne prisotnosti, značilen za Novakovo zgodnje ustvarjanje.







