ISSN 2611-8777
20 maggio 2026

Architettura per l’uomo futuro
Franc Novak nacque nel 1906, un anno prima che Murska Sobota fosse raggiunta dalla prima linea ferroviaria locale proveniente da Körmend, in Ungheria. La famiglia Novak viveva all’estremità di una tipica strada pannonica, oggi intitolata a Novak, nelle immediate vicinanze della stazione. Poiché il padre, capomastro muratore, morì prematuramente, trascorse l’infanzia con la nonna, che si occupava del trasporto della posta con un carro trainato da cavalli.
All’epoca Murska Sobota era poco più di un villaggio di pianura, privo di un vero centro urbano. Il tessuto edilizio, composto da circa quattrocento case a un piano con tetti a due falde disposte lungo ampie strade, era stato fino ad allora interessato soprattutto dall’intervento di costruttori ungheresi. Alcuni nuovi edifici, realizzati in una variante locale della Secessione, introdussero un diverso sviluppo in altezza. Il vero boom edilizio si ebbe però con il collegamento ferroviario con il resto della Slovenia nel 1924 e con la grande ricostruzione seguita alla catastrofica alluvione del novembre dell’anno successivo. Questo rapido sviluppo coincise con gli anni della formazione di Novak, segnati da tempi turbolenti.
Frequentò dapprima la scuola locale biennale per capisquadra edili, quindi completò gli studi tecnici a Lubiana. Per andare oltre l’attività familiare decise di proseguire gli studi di architettura. Inizialmente prese in considerazione Praga, ma scelse infine l’Accademia di Belle Arti di Vienna, dove studiò con Peter Behrens. Nel 1933 i giornali locali riferirono con orgoglio della sua laurea come primo architetto diplomato di Murska Sobota (1).
Dopo la laurea divenne architetto convenzionato del comune, condizione che gli permise di progettare opere rilevanti come il piano regolatore, la piazza centrale alberata, il complesso balneare e la ristrutturazione del castello con la prima sala culturale. Nel 1938 lasciò nuovamente la città natale per lavorare nello studio parigino di Le Corbusier, da cui riportò idee radicali per il contesto locale. Prima della guerra si trasferì ancora a Vienna, iscrivendosi alla Technische Hochschule, studi che non poté completare a causa del conflitto. Durante gli anni di guerra non ricevette nuovi incarichi, ma conobbe la futura moglie, figlia di uno dei suoi committenti.
Nel dopoguerra partecipò alla ricostruzione della città. Fu tra i fondatori dell’Ufficio di progettazione distrettuale e dal 1954 fino alla morte ne fu direttore. Morì il 18 dicembre 1959 in un incidente automobilistico. La sua scomparsa interruppe l’intensa attività progettuale per i blocchi residenziali lungo via Štefan Kovač e per la costruzione dell’ospedale, di edifici industriali e di un nuovo centro culturale.

In ambito urbanistico riuscì a realizzare solo parte dei suoi progetti. Immaginava la città come un sistema di quartieri residenziali disposti attorno al centro e organizzati in zone funzionali immerse nel verde. La zonizzazione individuava le principali funzioni della città moderna: un’area ferroviaria destinata allo sviluppo industriale, una zona ricreativa a nord con un moderno stabilimento balneare e, accanto al parco, il centro cittadino con Trg zmage. Lungo le ampie strade, siepi di rose rosse avrebbero esaltato il bianco delle facciate moderniste. Queste idee furono sviluppate dai collaboratori più giovani nel programma urbanistico del 1960, senza però trovare piena realizzazione.
Attraverso le opere costruite, Novak indicò quali requisiti dovesse soddisfare un’architettura moderna a misura d’uomo. L’architettura realizzata a Murska Sobota tra le due guerre segnò una rottura con la tradizione delle case pannoniche a un piano, introducendo l’estetica delle facciate bianche e dei tetti piani. Le sue visioni contribuirono alla trasformazione dell’insediamento in una città dotata delle principali funzioni. Alcuni edifici sono oggi fortemente modificati, con una conseguente perdita del messaggio originario e della memoria di una stagione significativa nello sviluppo urbano della città.
Novak diffuse le proprie idee anche attraverso un intenso coinvolgimento nella vita culturale del Prekmurje, spesso con articoli critici pubblicati soprattutto sulla rivista “Mladi Prekmurec”. Con tale impegno contribuì al riconoscimento formale di Murska Sobota come città nel 1952.
Due costanti caratterizzarono il suo percorso professionale: il contatto diretto con la pratica costruttiva e l’orientamento verso il progresso, con il rifiuto dell’imitazione del passato (2). Già durante la formazione lavorò nei cantieri, spesso con il maestro muratore Štefan Mesarič. Anche più tardi, da studente di Behrens, ebbe l’occasione di verificare nella pratica i propri principi progettando la Villa Keršovan. Sviluppò così una particolare sensibilità per le difficoltà esecutive e una visione pragmatica, evidente, ad esempio, nell’uso di solai lignei più economici su strutture in cemento armato o nell’impiego solo apparente del tetto piano.
Dovette anche confrontarsi con la mentalità dei committenti. Cercò di convincere il dottor Šerbca ad accettare un progetto noto come “casa su pilotis”, mentre nei confronti di chi non mostrava apertura verso l’architettura moderna poteva assumere un tono ironico.
La sua opera può essere suddivisa in tre periodi creativi. In tutti i progetti emerge un’attenta relazione tra spazi interni e natura, insieme a una costante attenzione alla funzionalità.
Ai dubbiosi e ai critici si rivolgeva con queste parole: “Oggi, quando si delineano chiaramente i contorni dello sviluppo futuro, possiamo affermare che l’architettura moderna è un’arte nella quale si riflette l’immagine dell’uomo e della società futura… Gli edifici sono pensati per l’uomo del futuro, forse già della prossima generazione” (3).

Note
1. Jutro, 8 luglio 1933, “Prekmurska kronika”, pp. 5-6.
2. Franc Novak, Čas in arhitektonsko oblikovanje, “Mladi Prekmurec”, 1939.
3. Franc Novak, Človek in tehnika, “Mladi Prekmurec”, 1940.

Novak progettò nel 1931 una villa unifamiliare per la famiglia Hirschl (in seguito Keršovan). In una Murska Sobota ancora caratterizzata da edifici a un piano, l’intervento introdusse un linguaggio architettonico inedito, suscitando un ampio dibattito.

English Summary
Franc Novak (1906–1959) was a key figure in the introduction of modern architecture and urban planning in Murska Sobota, Slovenia. Trained in Vienna under Peter Behrens and later working for a short period in Le Corbusier’s studio in Paris, he brought international modernist ideas into a local context still rooted in traditional Pannonian building culture.
As a municipal architect, Novak contributed to the early urban development of the city, designing both public and residential buildings. His vision for Murska Sobota was based on functional zoning, the integration of green spaces and a clear organisation of urban functions. Although only partially realised, his plans played a significant role in the transformation of the settlement into a modern urban centre.
Novak’s work reflects a balance between modernist principles and practical constraints, combining innovation with an understanding of local construction methods and conditions. His buildings, characterised by white façades and flat roofs, marked a clear break with traditional forms and introduced a new architectural language.

Slovenski povzetek
Franc Novak (1906–1959) je deloval v času, ko se je Murska Sobota iz manjšega panonskega naselja začela razvijati v mesto. Njegovo šolanje, od tehnične šole v Ljubljani do študija na dunajski Akademiji pri Petru Behrensu, je potekalo vzporedno s tem razvojem.
Po diplomi je kot občinski arhitekt sodeloval pri ključnih urbanističnih in arhitekturnih posegih v mestu. Pomembna izkušnja je bilo tudi delo v ateljeju Le Corbusierja v Parizu, od koder je prinesel sodobne ideje, ki jih je prilagajal lokalnim razmeram. Po drugi svetovni vojni je sodeloval pri obnovi mesta in vodil projektivni biro.
Njegova urbanistična zasnova je temeljila na funkcionalni razdelitvi mesta, vključevanju zelenih površin in jasni organizaciji prostora. Čeprav ni bila v celoti uresničena, je pomembno vplivala na razvoj mesta. Novakova arhitektura je pomenila prelom s tradicijo pritličnih panonskih hiš ter uvedla moderno arhitekturno izraznost z ravnimi strehami in belimi fasadami.

2026-04-04T00:32:08+02:00