Al CASVA – Centro di Alti Studi sulle Arti Visive di Milano, Somaini. Giardini inquieti: la filosofia del paesaggio porta in primo piano un aspetto della ricerca di Francesco Somaini (1926-2005), meno indagato rispetto alla sua opera scultorea, quello del rapporto con la natura, il verde urbano e il paesaggio, considerati non come sfondo o complemento, ma come materia stessa del progetto.
La mostra, curata da Fulvio Irace in collaborazione con la Fondazione Francesco Somaini Scultore ETS e organizzata nel centenario della nascita dell’artista, riunisce un centinaio di lavori provenienti dall’Archivio dell’artista: disegni, documenti, fotografie, fotocollage, fotomontaggi, modelli e sculture realizzati tra il 1965 e il 1999, in alcuni casi inediti o raramente esposti. Il percorso ricostruisce così oltre trent’anni di attività, durante i quali i confini della scultura si ampliano progressivamente fino a comprendere la città, il territorio e il rapporto tra ambiente naturale e spazio costruito.
Veduta dell’ingresso alla mostra Somaini. Giardini inquieti: la filosofia del paesaggio al CASVA di Milano. Foto IM / weArch.
Il tema non è del tutto nuovo nella lettura dell’opera di Somaini. Già la grande rassegna milanese del 2022 aveva dedicato una parte consistente al suo rapporto con la città e a un’indagine che andava ben oltre l’oggetto scultoreo. Giardini inquieti concentra però l’attenzione su un nodo più specifico: il ruolo attribuito alla natura e al paesaggio nella trasformazione dell’ambiente urbano.
Per Somaini il giardino non rappresenta infatti una parentesi rassicurante all’interno della città. Il verde inteso come semplice elemento ornamentale o compensativo è estraneo alla sua idea di paesaggio. I suoi “giardini inquieti” nascono piuttosto dalla volontà di alterare condizioni consolidate, introdurre percorsi, discontinuità e occasioni di esperienza, riportando la natura all’interno del progetto urbano come presenza attiva. Una posizione che matura anche nel rapporto quotidiano con Lomazzo, dove Somaini aveva scelto di vivere e lavorare fin dai primi anni Cinquanta, nella casa di famiglia e nell’atelier immersi nel paesaggio rurale.
Francesco Somaini, Milano dall’alto (vista n. 2), 1980, fotomontaggio. Courtesy Archivio Francesco Somaini / Fondazione Francesco Somaini Scultore ETS.
Ampio spazio è dedicato al Monumento ai Marinai d’Italia e alla sistemazione dell’area dell’ex Verziere di Milano, alla quale Somaini lavorò a partire dalla metà degli anni Sessanta nell’ambito della collaborazione con Luigi Caccia Dominioni. Il monumento, inaugurato nel 1967 e ancora oggi caratterizzato dalla grande forma bronzea emergente dalla vasca d’acqua, doveva costituire soltanto uno degli elementi di un progetto più ampio.
Francesco Somaini, Studio per la sistemazione a giardino dell’ex Verziere di Milano, 1965-66, tecnica mista su carta da lucido. Courtesy Archivio Francesco Somaini / Fondazione Francesco Somaini Scultore ETS.
Disegni e modelli mostrano infatti l’idea di un paesaggio artificiale articolato in percorsi, variazioni del terreno, rilievi, zone appartate e luoghi di sosta, capaci di proteggere almeno in parte dal rumore e dalla pressione della città. Non un monumento collocato all’interno di un giardino, dunque, ma uno spazio pubblico nel quale scultura e paesaggio avrebbero dovuto concorrere alla costruzione di un’unica esperienza. Somaini arriva a immaginare il giardino come un’“immensa scultura fatta luogo”, spostando l’attenzione dall’oggetto alla configurazione complessiva dello spazio.
Francesco Somaini, studi per la sistemazione a giardino dell’area dell’ex Verziere di Milano nell’allestimento della mostra. Foto IM / weArch.
Il progetto dell’ex Verziere rimase in gran parte incompiuto e della sistemazione immaginata dall’artista resta soprattutto la fontana con la grande scultura bronzea del Monumento ai Marinai d’Italia. La sua rilettura assume oggi un interesse ulteriore anche per la trasformazione in corso dell’area, destinata ad accogliere la BEIC – Biblioteca Europea di Informazione e Cultura. I materiali esposti consentono così di tornare su un episodio della storia urbana milanese proprio mentre quella parte di città è nuovamente chiamata a ridefinire il proprio ruolo e i propri spazi pubblici.
Francesco Somaini, Bozzetto per il Monumento ai Marinai d’Italia II [IV variante], 1967, bronzo su base in legno. Milano, Palazzo Morando | Costume Moda Immagine. Courtesy Archivio Francesco Somaini / Fondazione Francesco Somaini Scultore ETS.
Da quell’esperienza prende forma un filone destinato a proseguire a lungo. Le Spine Verdi pensate per Milano nel 1972, le ricerche dedicate a Mantova e Duisburg, l’Azione nell’Orto botanico di Lucca del 1980, le visioni di Milano dall’alto dello stesso anno, i progetti per il concorso del Parc de la Villette a Parigi del 1982 e, più tardi, le Riflessioni sul tema dell’albero mostrano la continuità di un percorso condotto con strumenti differenti. Il fotomontaggio, in particolare, diventa un mezzo per verificare possibili trasformazioni della città, introducendovi presenze naturali alterate, ingrandite o volutamente perturbanti.
Veduta dell’allestimento della mostra Somaini. Giardini inquieti: la filosofia del paesaggio al CASVA di Milano. Courtesy CASVA – Centro di Alti Studi sulle Arti Visive, Milano.
È all’interno di questo percorso che Somaini arriva a parlare di “ecologia totale”. L’esposizione mette questa sensibilità in relazione con alcuni temi che Gilles Clément avrebbe successivamente sviluppato nel Manifesto del Terzo paesaggio del 2004. Più che cercare una diretta anticipazione teorica, il confronto aiuta a comprendere come Somaini avesse progressivamente spostato il proprio interesse verso questioni legate al rapporto tra natura e artificialità, trasformazione urbana e qualità dello spazio collettivo. La natura non è dunque una presenza da confinare in aree verdi separate, ma un elemento attivo nella costruzione della città.
Francesco Somaini, una delle grandi “tracce” ottenute dall’impronta di una matrice scultorea, nell’allestimento della mostra. Foto IM / weArch.
Anche la sede aggiunge un ulteriore livello di lettura. Dal 2025 il CASVA occupa l’ex mercato comunale coperto del QT8, recentemente recuperato e situato in prossimità del Monte Stella, la grande collina artificiale che caratterizza il quartiere sperimentale ideato da Piero Bottoni nel secondo dopoguerra. Qui urbanistica, architettura e paesaggio sono intrecciati fin dalle origini: un contesto nel quale la riflessione di Somaini sul rapporto tra natura e città trova una collocazione particolarmente significativa.
La sede del CASVA nell’ex mercato comunale coperto del QT8. Foto IM / weArch.
Giardini inquieti è il secondo appuntamento della trilogia promossa dalla Fondazione Somaini per il centenario della nascita dell’artista, dopo Somaini. Premonizioni alla Biblioteca Braidense. Alle iniziative milanesi si affianca inoltre il programma Un’eredità viva a Lomazzo. Francesco Somaini 1926-2005, avviato nel paese natale dell’artista con installazioni, fotografie, cinema e attività pubbliche. Un insieme di occasioni che consente di rileggere da prospettive diverse un’opera nella quale il rapporto tra scultura, architettura e spazio urbano occupa una posizione centrale.
La mostra del CASVA porta così in primo piano una concezione del paesaggio che non riduce il verde a semplice decorazione o compensazione della città costruita. Più che proporre un Somaini “ecologista” ante litteram, restituisce una visione nella quale il paesaggio diventa progetto: uno strumento attraverso il quale interrogare la forma della città, i modi di abitarla e le relazioni tra spazio, natura e vita collettiva.
Veduta dell’allestimento con, in primo piano, una scultura di Francesco Somaini e, sulla sinistra, una delle grandi “tracce” ottenute dall’impronta di una matrice scultorea. Courtesy CASVA – Centro di Alti Studi sulle Arti Visive, Milano.
English summary
Francesco Somaini’s relationship with nature, landscape and the urban environment is at the heart of Somaini. Giardini inquieti: la filosofia del paesaggio, on view at CASVA in Milan. Curated by Fulvio Irace in collaboration with the Fondazione Francesco Somaini Scultore ETS, the exhibition brings together around one hundred works from the artist’s archive, dating from 1965 to 1999, including drawings, photographs, photomontages, models and sculptures. Particular attention is given to Somaini’s projects for Milan and to his conception of landscape as an active part of urban design rather than a merely decorative element.
The exhibition is part of the programme marking the centenary of the artist’s birth.


















![Francesco Somaini, Bozzetto per il Monumento ai Marinai d’Italia II [IV variante], 1967, bronzo su base in legno. Milano, Palazzo Morando | Costume Moda Immagine. Courtesy Archivio Francesco Somaini / Fondazione Francesco Somaini Scultore ETS.](https://www.wearch.eu/wp-content/uploads/2026/09/06-2-Bozzetto-per-il-Monumento-ai-Marinai-dItalia-320x202.jpg)





