Il futuro degli scali ferroviari milanesi

Nell’ambito del ciclo di conferenze “La Cultura del Territorio”, organizzato, presso la sede di Italia Nostra a Milano, da Umberto Vascelli Vallara, si è tenuta una conferenza sul tema della riconversione degli scali ferroviari milanesi con relatore Piergiorgio Vitillo.
Questo incontro si pone in continuità con quello precedente sul nuovo PGT di Milano, illustrato dall’sssessore Pierfrancesco Maran e di cui abbiamo già parlato sulle pagine di weArch (vedi qui).

Il tema della dismissione degli scali è da tempo al centro del dibattito sulle scelte di sviluppo urbanistico di Milano. Si tratta di sette aree localizzate lungo la linea ferroviaria che corre intorno al centro di Milano, dismesse dalle ferrovie a seguito della riorganizzazione dei trasporti. La superficie considerata copre più di un milione di mq. Rispetto alla destinazione di queste aree, ci si interroga sulla possibilità di riservare buona parte di questa superficie a verde, aumentando considerevolmente la presenza di parchi in città e riqualificando il paesaggio urbano, e sulla opportunità di contenere la nuova edificazione, destinandola semmai alla soddisfazione della domanda inevasa di alloggi popolari.

Scalo Porta Genova. Immagine tratta dalla pubblicazione di Italia Nostra – Sezione di Milano.

Piergiorgio Vitillo, docente del Politecnico, ha collaborato alla stesura dello studio sulle potenzialità degli scali ferroviari svolto dalla stessa Università, per incarico del Comune di Milano. L’architetto ha illustrato la seconda edizione del Rapporto sulla Trasformazione degli scali ferroviari milanesi, a cura del DAStU (Dipartimento di Architettura e Studi Urbani – Politecnico di Milano), i cui contenuti sono stati rivisti nel 2017, in seguito alla pubblicazione della Delibera n. 14 del Consiglio Comunale del 14.11.2016, che individua gli obiettivi strategici prioritari dell’Accordo di programma.
Tale delibera, giunta dopo la mancata approvazione dell’Accordo di programma da parte del Consiglio comunale, è coincisa con il tentativo, da parte dell’amministrazione comunale di Milano, di riprendere la trattativa con FS Sistemi Urbani (sui precedenti atti di questo iter procedurale si veda anche Rigenerazione urbana a Milano: gli scali ferroviari).

Lo Studio del Politecnico sugli scali declina gli obiettivi del Documento di inquadramento dell’amministrazione comunale, relativamente alle possibili trasformazioni attuabili in un ampio periodo di tempo (15 /20 anni circa).
Le priorità sono: aumento del verde; housing, mix sociale e funzionale; potenziare il sistema dei trasporti.
Vitillo, dopo aver sottolineato che, tra i bisogni emergenti, l’unica domanda reale espressa dalla città è oggi quella dell’edilizia in affitto, nelle sue varie articolazioni (affitto sociale in primis), si è soffermato sugli indici di edificabilità, ammessi dall’Accordo di programma, dati importanti per capire l’idea di progetto nei confronti del coinvolgimento e compromissione dei suoli. L’indice di edificabilità medio è di 0,65 mq/mq, che si traduce in un indice di utilizzazione territoriale medio, equivalente a 674.460 mq di superficie lorda di pavimento totale, in rapporto a una superficie complessiva di 1.247.605 mq.
Gli indici territoriali massimi si differenziano nelle aree dei diversi scali: ad esempio, Scalo Farini 0,86 mc/mq, Scalo Lambrate 0,34 mc/mq. Il rapporto fissa delle quote minime delle volumetrie complessive da destinare a funzioni non residenziali, per garantire un mix funzionale.

Indice territoriale massimo negli scali e Percentuale minima di funzioni non residenziali. Immagine tratta dalla pubblicazione di Italia Nostra – Sezione di Milano.

Una delle tematiche prevalenti è quella di sostenere la presenza di quote di residenza sociale e convenzionata (30%), all’interno della quale trovano posto le diverse tipologie di edilizia: ordinaria, convenzionata agevolata, a canone moderato e a canone sociale. Tutte queste diverse soluzioni di produzione abitativa sono allo studio all’interno delle previsioni edificatorie per lo Scalo Farini.
Per il verde sono previsti: la “massimizzazione della dotazione di verde pubblico” (65%) nell’area degli scali e un sistema di connessioni ecologiche lungo i binari ancora attivi, per un totale di superficie globale a verde di 676.867 mq e di 200.000 mq per le connessioni ecologiche. Nella tavola del verde si osserva il sistema di connessione tra le aree rinaturalizzate e i parchi esistenti intorno al capoluogo, tra cui il PLIS Media Valle del Lambro, il Parco agricolo Sud, il Parco Nord.

“Tavola del Verde”. Immagine tratta dalla pubblicazione di Italia Nostra – Sezione di Milano.

Per quanto riguarda le infrastrutture di trasporto, si conferma il circuito parziale della Circle Line (30 km di percorso e 11 stazioni), progetto riformato rispetto agli obiettivi iniziali di completamento dell’anello intorno a Milano.
Rispetto agli strumenti attuativi, è previsto, in particolare per le zone di Farini, Romana e Genova, l’obbligo di concorsi aperti per la redazione di masterplan, finalizzati alla stesura dei piani attuativi. Il primo di questi concorsi internazionali è stato bandito nel 2018 per la redazione del masterplan di rigenerazione degli scali ferroviari dismessi, Farini e San Cristoforo, i cui risultati sono attesi per i primi di aprile 2019.
Anche per la realizzazione dei nuovi parchi, degli spazi collettivi e degli edifici pubblici si prevede la procedura concorsuale. L’architetto Vitillo ha evidenziato che lo studio del Politecnico ha messo in luce una preziosa risorsa, quella del patrimonio sociale nei quartieri, con i numerosi gruppi, i comitati e le associazioni di cittadini che sono in grado di produrre partecipazione, creatività e progettualità per ridisegnare la città.
Infine, sono state richiamate le proposte progettuali di cinque studi internazionali, che furono esposte nell’aprile 2017 in una mostra, a Porta Genova, in occasione del Fuori Salone: Boeri Studio (Fiume Verde); Mad Architects (Memoria e Futuro: Milano rinasce); Mecanoo (Ripensare gli scali ferroviari come catalizzatori di vita sostenibile); Miralles Tagliabue (Miracoli a Milano); Cino Zucchi Architetti (Sette Bellissimi Broli). Tali soluzioni progettuali prospettano diverse configurazioni possibili per la Città a partire dalla rigenerazione dei sette scali ferroviari.

Boeri Studio, Fiume Verde. Immagine tratta dalla pubblicazione di Italia Nostra – Sezione di Milano.

Miralles Tagliabue, Miracoli a Milano. Immagine tratta dalla pubblicazione di Italia Nostra – Sezione di Milano.

A conclusione dell’evento, si è sviluppato un dibattito tra gli intervenuti, a partire da alcune problematiche rimaste aperte in questi anni: prima fra tutte, la questione della proprietà dei suoli demaniali che FS vuole utilizzare come se fossero di proprietà privata della Società Sistemi Urbani; in secondo luogo, la mancanza di proporzione tra le previsioni di crescita del nuovo PGT, contenute in circa 80.000 ab. al 2030, e le ingenti quantità edificabili di residenza privata, ammesse dal piano degli scali; la possibilità, ormai sfumata, che tutti gli utili derivanti dalla vasta operazione immobiliare possano essere reinvestiti sulla città, ad esempio sulla realizzazione integrale della Circle Line, che ora sarà parziale.