The Sunny Side of Modernism

Presso la galleria e centro di architettura Dessa, a Lubiana, Slovenia, è stata inaugurata da pochi giorni un’interessante mostra “estiva”, dedicata alle opere di architettura moderna, realizzate tra gli anni Sessanta e Settanta in Croazia e Slovenia nel campo dell’architettura alberghiera.

Hotel Adriatic II, Opatija, 1971, arch. Branko Žnidarac, photo arhiv Aleksandar Karolyi.
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L’esposizione illustra, attraverso fotografie d’epoca e ricostruzioni grafiche, nove realizzazioni di importanti architetti “jugoslavi” dell’epoca ed è il seguito di due mostre precedentemente dedicate dalla galleria allo stesso argomento nel 2017 e 2018.

Hotel Libertas, Dubrovnik, 1968–74, arch. Andrija Činin-Šain, Žarko Vincek, photo arhiv Činin-Šain/HMA HAZU.
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L’architettura moderna “jugoslava” è una tematica riscoperta relativamente da poco – grazie, soprattutto, ad alcune ricerche fotografiche pubblicate inizialmente, con grande successo, su numerose pagine social – tanto è vero che, poi, anche l’autorevole MoMA le ha dedicato una grande retrospettiva (vedi qui l’articolo pubblicato su weArch).

Auditorium and open summer theatre, Portorož, 1970–72, arch. Edo Mihevc, photo Pokrajinski arhiv Koper, arhiv Avditorij Portorož.
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Le opere presentate rispecchiano i canoni del modernismo, che in quegli anni incarnava una visione internazionale dell’architettura e della società e, in un certo modo, rappresentava anche gli ideali del “nuovo” e del socialismo propagato.
L’architettura alberghiera “jugoslava”, formata da numerosi nuovi complessi turistici e hotel, nasce innanzitutto dall’esigenza di ospitare il sempre crescente numero di turisti stranieri che si affacciavano per la prima volta sulle coste adriatiche del paese socialista. Ciò detto, è interessante notare come si sviluppò parallelamente un turismo “domestico”, quando, anche in Jugoslavia, fu vissuto il “boom” economico degli anni Sessanta, che coincise con un maggiore potere d’acquisto della classe media e nuove liberalizzazioni sociali.

Hotel Solaris, Zablaće near Šibenik, 1967–68, arch. Boris Magaš, photo arhiv Magaš.
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Le nove opere illustrate nella mostra sono, appunto, espressioni di quel periodo architettonico, internazionale, “jugoslavo” e sociale, coinciso con lo sviluppo economico degli anni Sessanta. Vi si trovano esempi di realizzazioni alberghiere originali – a opera di architetti, quali Boris Magaš, Julije De Luca, Edo Mihevc, Petar Kušan e altri –, che, in buona parte, hanno contribuito a caratterizzare il paesaggio delle coste “jugoslave” e hanno portato alcune interessanti nuove soluzioni tipologiche e morfologiche di insediamenti turistici.
Molti degli esempi presentati sono tutt’ora operanti.

Hotel Kanin, Bovec, 1969–73, arch. Janez Lajovic, Mija Zrnec, Janez Kovič, photo Janez Kališnik.
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La mostra è stata organizzata in collaborazione tra la galleria Dessa e i colleghi croati, nell’ambito del progetto di ricerca di Architettura turistica, diretto da Goran Rako, presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Zagabria.
Partner del progetto è il Museo croato di architettura dell’Accademia croata delle scienze e delle arti di Zagabria.

Hotel Haludovo, Malinska, island Krk, 1969–72, arch. Boris Magaš, photo arhiv Aleksandar Karolyi.
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