Salviamo i “mostri di cemento” brutalisti

A Vienna, presso l’Architekturzentrum, è in corso di svolgimento fino al 6 agosto un’interessante manifestazione, che, attraverso un’esposizione ed eventi correlati, cerca di sensibilizzare il grande pubblico dei non addetti ai lavori alla causa dell’architettura brutalista, illustrando alcuni suoi iconici esempi internazionali.
In realtà, si tratta di una mostra itinerante intitolata SOS Brutalismus. Rettet die Betonmonster! / SOS Brutalism. Save the Concrete Monsters!, che trae origine dal grande lavoro svolto dalle piattaforma #SOSBrutalism e dal suo ricco archivio on-line costituito da oltre 1.100 schede di edifici brutalisti.

Exhibition SOS Brutalism. Save the Concrete Monsters! Photo: Lisa Rastl.

#SOSBrutalism ha da tempo lanciato una campagna per salvaguardare i “mostri di cemento” realizzati tra il 1853 e il 1979, attraverso un lavoro di catalogazione e di segnalazione di quelli ritenuti “a rischio di estinzione”. Dall’iniziativa, atta a rivalutare il brutalismo in generale, è poi scaturita una prima grande esposizione, organizzata congiuntamente dal Deutsches Architekturmuseum (DAM) e dalla Wüstenrot Stiftung nel 2017 a Francoforte, la quale ha riscosso un enorme successo del pubblico (47.000 visitatori).

Exhibition SOS Brutalism. Save the Concrete Monsters! Photo: Lisa Rastl.

Così, la mostra di Vienna costituisce sì la seconda tappa della manifestazione #SOSBrutalism, ma presenta anche il suo repertorio arricchito da 10 esempi salienti di architettura brutalista austriaca, alcuni dei quali in grave pericolo di demolizione.
Il materiale espositivo è costituito, oltre che dai numerosi panelli contenenti le schede dei singoli edifici, da modelli architettonici, di cui alcuni, in cartone, realizzati in scale metriche insolitamente grandi e per questo molto interessanti e affascinanti.