Dal 21 al 26 aprile 2026, la 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano torna negli spazi di Fiera Milano Rho, con oltre 1.900 espositori da 32 Paesi. Accanto alla dimensione espositiva, emerge una struttura articolata che affianca al prodotto un programma culturale e una presenza diffusa in città, delineando un sistema che si muove tra architettura, ricerca e pratiche contemporanee del progetto.
All’interno della fiera, uno degli elementi più significativi è rappresentato dall’introduzione del Salone Contract, che segna un’apertura esplicita verso la scala dei grandi interventi integrati, dall’hospitality agli spazi pubblici. In questo contesto si inserisce la partecipazione di Rem Koolhaas, con una lectio e la presentazione del masterplan 2027 sviluppato con OMA, segnando un tentativo di connettere il Salone a una riflessione più ampia sul progetto e sulle sue ricadute urbane
Rem Koolhaas, Salone Contract, Salone del Mobile.Milano 2022. Foto Charlie Koolhaas, courtesy of OMA.
Accanto a questa nuova direttrice, il programma Drafting Futures prosegue come piattaforma di confronto sui temi emergenti, attraverso incontri e tavole rotonde che coinvolgono studi e professionisti internazionali. Tra questi, la presenza di David Barragán (Al Borde) porta l’attenzione su pratiche progettuali legate al contesto sociale e alle condizioni materiali del costruire, già emerse in occasione del riconoscimento ottenuto con il Swiss Architectural Award.
Sul piano espositivo, Aurea, an Architectural Fiction, progettata dallo studio Maison Numéro 20, costruisce un hotel immaginario articolato come sequenza di ambienti, in cui luce, materiali e configurazioni spaziali diventano strumenti per una riflessione sul concetto contemporaneo di abitare.
Aurea an Architectural Fiction, Forbidden Oasis, Project Maison Numéro 20 Salone del Mobile.Milano 2026 ©Maison Numéro 20.
Sempre in fiera, il SaloneSatellite continua a rappresentare un osservatorio sulle nuove generazioni di progettisti. In questo contesto si inserisce la giornata Next Gen at Work, dedicata alle nuove professionalità della filiera, che affianca alla dimensione espositiva una riflessione sulle trasformazioni del lavoro e delle competenze nel campo del progetto.
A questa dimensione si affianca un programma culturale che amplia ulteriormente il raggio d’azione della manifestazione. Tra le iniziative più rilevanti, Common Archive – La Notte Bianca del Progetto propone, per la prima volta, l’apertura coordinata di archivi di architettura e design distribuiti sul territorio milanese, con oltre cinquanta appuntamenti tra visite guidate e incontri. Il progetto evidenzia il valore degli archivi come luoghi attivi di produzione e trasmissione del sapere, coinvolgendo istituzioni come il CASVA, la Triennale e il Politecnico di Milano, e includendo anche materiali e ricerche recentemente riportati all’attenzione, come il lavoro di Carla De Benedetti presentato alla Fabbrica del Vapore.
Fondazione Franco Albini, Common Archive, Salone del Mobile.Milano.
Nello stesso ambito si colloca il Design Kiosk in piazza della Scala, che ospita un ciclo di conversazioni dedicate all’editoria e alla cultura del progetto, costruendo uno spazio di discussione che attraversa architettura, arti visive e narrazione dello spazio contemporaneo.
Design Kiosk, piazza della Scala, Salone del Mobile 2025 ©Alessandro Russotti.
La presenza del Salone si estende infine alla città attraverso una serie di iniziative che attivano direttamente lo spazio urbano. Tra queste, Architectures of Freedom, a cura di Bianca Felicori, propone un itinerario che attraversa cinque architetture milanesi del Novecento, tra cui opere di Arrigo Arrighetti, Luigi Moretti e Marco Zanuso. Il percorso, arricchito da installazioni temporanee, costruisce una lettura della città come stratificazione di linguaggi e sperimentazioni, riportando l’attenzione su edifici già oggetto di recenti approfondimenti e riflessioni critiche sul loro stato di conservazione. A fare da cornice, la guida Salone in the City raccoglie luoghi, eventi e percorsi distribuiti tra fiera e tessuto urbano, restituendo l’immagine di una manifestazione sempre più diffusa nel tessuto urbano.
Salone del Mobile.Milano, K-Way, Forgotten Architecture, Biblioteca Sormani ©Louis De Belle.
Nel suo insieme, l’edizione 2026 del Salone del Mobile.Milano conferma un’evoluzione già in atto da alcuni anni: da piattaforma espositiva centrata sul prodotto a sistema articolato che integra architettura, ricerca e dimensione urbana, ampliando il proprio campo d’azione e ridefinendo il rapporto tra industria e progetto.
Abito, Salone del Mobile.Milano 2026. Sketch Up, Gaetano Pesce, B&B, 1969 ©Palomba Serafini e Associati.
English Summary
The 64th edition of Salone del Mobile.Milano (21-26 April 2026) returns to Fiera Milano Rho with over 1,900 exhibitors, confirming its role as a major international platform for the design industry. Alongside its exhibition core, the event continues to expand into a broader system that integrates cultural programming and a growing presence across the city.
Within the fair, the introduction of Salone Contract and the participation of Rem Koolhaas with OMA highlight a shift toward larger-scale architectural and urban themes. This direction is reinforced by the Drafting Futures programme and installations such as Aurea, which explore spatial and narrative dimensions of contemporary living.
At the urban scale, initiatives such as Common Archive – La Notte Bianca del Progetto and Architectures of Freedom activate Milan through archives, itineraries and temporary installations, framing the Salone as an increasingly distributed event that connects production, research and the built environment.
A Matter of Salone, Campagna di Comunicazione in città, Salone del Mobile.Milano ©Alessandro Russotti.















