Progetto Navigli: conversione ecologica di Milano

Il 5 febbraio 2019, si è tenuto a palazzo Marino, in sala Alessi gremitissima di pubblico, l’incontro per la presentazione delle risposte agli interrogativi inoltrati dai cittadini sul Progetto di riapertura dei Navigli, conclusivo del dibattito. All’incontro erano presenti il sindaco Giuseppe Sala, Lorenzo Lipparini, assessore alla Partecipazione, Cittadinanza Attiva e Open Data, Marco Granelli, assessore alla Mobilità, Antonello Boatti, coordinatore Comitato scientifico Navigli, Andrea Costa e Matteo Ghia, tecnici MM Spa. Fungeva da moderatore Andrea Pillon, coordinatore del dibattito pubblico.

Tratto D: via Molino delle Armi ©Comune di Milano, Progetto Navigli.

Dopo mesi di riunioni di lavoro e di dibattiti, tenutisi tra giugno e settembre 2018, a cui hanno partecipato oltre tremila persone, in oltre 22 assemblee, sono state esposte le controdeduzioni dell’Amministrazione comunale ai 92 quesiti raccolti nel corso del dibattito pubblico su mobilità, navigabilità, verde, gestione delle acque e un migliore accesso al Policlinico di via Sforza.
L’assessore Lorenzo Lipparini, in particolare ha spiegato che è stato predisposto il recupero del fabbisogno di parcheggi per i residenti su via Melchiorre Gioia, in aree limitrofe, che si è migliorata l’accessibilità per il Policlinico e sono stati esaminati nel dettaglio gli interventi di tutela e aumento del verde.
Nei numerosi incontri partecipativi si sono affinate le soluzioni per la navigabilità dei Navigli e si è confermata la scelta di valorizzare tutti gli elementi di rilevanza storica e paesaggistica presenti lungo la Cerchia dei Navigli tra cui, le chiuse leonardesche. Inoltre, sono stati accolti i dubbi e le perplessità dei cittadini circa i problemi derivanti da uno sviluppo della movida, confermando l’esigenza di trovare una governance di queste attività nei luoghi coinvolti.

Tratto A: Martesana-Gioia dall’alto. ©Comune di Milano, Progetto Navigli.

Il professor Antonello Boatti, e gli ingegneri Andrea Costa e Matteo Ghia si sono succeduti nell’illustrare il percorso svolto in questi mesi e le modalità di risposta ai quesiti. Gli argomenti sono stati divisi in 16 aree tematiche: gli obiettivi e le finalità del progetto, la ciclabilità, il futuro della linea 94, la navigabilità e gli usi alternativi del naviglio, il livello dell’acqua rispetto al piano stradale, il sistema delle acque, le pompe di calore, la biodiversità, il verde, l’effetto movida e la gestione del naviglio, i materiali costruttivi, il tratto via Melchiorre Gioia, il tratto via Francesco Sforza, la viabilità in piazza Vetra, via De Amicis, il tratto di Conca di Viarenna e infine una serie di quesiti singoli.
Tutto il materiale è stato raccolto in un documento consultabile da tutti e pubblicato online sul sito del Comune (consulta qui).

Tratto C: via Francesco Sforza direzione centro ©Comune di Milano, Progetto Navigli.

Nel corso dell’evento, il sindaco Sala ha confermato il suo interesse per la realizzazione del progetto vedendo in esso la possibilità di contribuire alla visione di una città in trasformazione che vuole essere modello di sostenibilità.
I Navigli furono chiusi un secolo fa per ragioni di ordine economico e urbanistico, riferibili a quel momento storico che tendeva verso la motorizzazione come strumento dello sviluppo. Oggi la realtà è cambiata e l’Amministrazione comunale ha imboccato una nuova strada che porta Milano verso una conversione ecologica che coinvolge più settori del sistema urbano: nuovo PGT, nuova Area B, sviluppo dei mezzi di trasporto metropolitano, diminuzione del traffico veicolare privato, aumento del verde in città. In questo insieme anche il progetto di riapertura dei Navigli può influire creando una mobilità diversa, favorendo la ciclo-pedonalità e anche la navigazione, sia di persone che di merci.
In base alle osservazioni raccolte nel corso del dibattito pubblico e alle attese dei cittadini, sono emersi due dati fondamentali in primo luogo la richiesta di un progetto di riattivazione integrale dei Navigli, e non per tratte separate, in secondo luogo, la necessità di avere la sicurezza economica per poter intraprendere l’opera senza impoverire gli altri grandi progetti per Milano, primo fra tutti quello che riguarda le periferie.
Per questo, il sindaco ha preso contatti con la Commissione trasporti dell’UE per il reperimento di fondi necessari per realizzare il progetto totale e nello stesso tempo sta cercando l’intesa con la Regione Lombardia, favorevole all’attuazione integrale della riapertura dei Navigli, poiché l’opera è anche alla base di un disegno di riorganizzazione del sistema delle idrovie lombarde.

Tratto B: San Marco-Ponte dei Bastioni ©Comune di Milano, Progetto Navigli.

Dopo un movimentato dibattito che ha visto intervenire numerosi cittadini e membri di associazioni milanesi, in conclusione dell’incontro, il sindaco Sala, pur disponibile ad ascoltare tutte le istanze che ancora verranno avanzate dai cittadini, ha dato mandato alla MM per una verifica tecnica ed economica del progetto di riapertura totale dei Navigli.