Nel 2026, ottantesimo anniversario della Repubblica, il MAXXI dedica una grande mostra all’architettura italiana, rileggendo attraverso progetti, documenti, fotografie e testimonianze alcune delle trasformazioni che hanno accompagnato il Paese dal secondo dopoguerra a oggi. Curata da Pippo Ciorra ed Elena Tinacci, Vitalità dell’architettura italiana 1946-2026 è allestita nella Galleria KME del museo romano fino al 15 novembre.

Veduta della mostra. In primo piano Contributo Libero di Matilde Cassani Studio. Foto Giorgio Benni, courtesy Fondazione MAXXI.

Il progetto mette in relazione due aspetti complementari. Da una parte l’eredità costruita e culturale maturata nelle diverse stagioni attraversate dalla cultura progettuale dalla nascita della Repubblica al passaggio del millennio; dall’altra l’affermazione di progettisti ormai pienamente inseriti nello scenario internazionale e l’emergere di gruppi più giovani, attenti alle trasformazioni sociali, tecnologiche e ambientali.
Ad aprire la mostra sono le testimonianze di Stefano Boeri, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, Massimiliano Fuksas, Renzo Piano, Franco Purini, Elisabetta Terragni, Paola Viganò e Cino Zucchi.

Veduta della sezione “Voci a cavallo del millennio”. Foto Giorgio Benni, courtesy Fondazione MAXXI.

Le loro voci introducono un racconto che prende avvio anche da una riflessione sulla memoria, affidata a Matilde Cassani Studio e alla reinterpretazione del Monumento ai Caduti nei campi di sterminio nazisti realizzato dai BBPR al Cimitero Monumentale di Milano. In Contributo Libero la struttura originaria viene ridotta a una presenza bidimensionale e aerea, mentre iscrizioni e segni commemorativi lasciano spazio a offerte e simboli provenienti da tradizioni differenti, conferendo al monumento una dimensione multiconfessionale e universale.

Veduta della mostra con l’installazione Contributo Libero di Matilde Cassani Studio. Foto Giorgio Benni, courtesy Fondazione MAXXI.

Con Fotogrammi dalla storia si ripercorre sinteticamente l’architettura italiana dal 1946 fino alla fine del Novecento. La nascita della Repubblica coincide idealmente con quel “riprendere il cammino” evocato da Adriano Olivetti nel dopoguerra, quando architetti e urbanisti tornano a confrontarsi con la ricostruzione materiale e civile del Paese. Memoria, casa, musei, istruzione, infrastrutture e spazi per la collettività diventano i temi attraverso i quali leggere una stagione in cui l’iniziativa pubblica ha avuto un ruolo determinante nella costruzione dell’Italia democratica.

Veduta della sezione “Fotogrammi dalla storia”. Foto Giorgio Benni, courtesy Fondazione MAXXI.

Il racconto prosegue con Cronache del presente. Qui l’attenzione si concentra su quella che i curatori definiscono “generazione Erasmus”, nata tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta, meno legata alle appartenenze accademiche e maggiormente a proprio agio in una dimensione internazionale. Ne fanno parte, nella selezione proposta dal MAXXI, Barozzi Veiga, Giulia De Appolonia, DEMOGO, ELASTICOFarm, Kuehn Malvezzi, Labics, MoDusArchitects e Francesca Torzo.

Veduta della sezione “Cronache del presente”, con i materiali progettuali degli studi partecipanti. Foto Giorgio Benni.

A caratterizzare questi progettisti non è tanto, nella lettura dei curatori, l’adesione a un linguaggio comune quanto una serie di atteggiamenti condivisi: un certo disincanto formale, l’attenzione ai materiali e ai contesti, la sensibilità ambientale, una prudenza nei confronti della tecnologia e, insieme, la permanenza di una concezione pubblica dell’architettura. Ogni studio è presente attraverso un grande tavolo di lavoro e una specifica committenza fotografica affidata ad Allegra Martin.
Per Foto di gruppo in un esterno, Martin ha viaggiato tra Italia ed Europa per fotografare un’opera indicata da ciascuno degli otto studi come significativa del proprio modo di progettare. Ne nasce un ritratto collettivo che non utilizza la fotografia come semplice documentazione dell’architettura, ma come strumento autonomo di interpretazione, proseguendo una relazione che ha avuto un ruolo importante nella costruzione dell’immagine dell’architettura italiana del Novecento.

Veduta della sezione “Cronache del presente”. Foto Giorgio Benni, courtesy Fondazione MAXXI.

A chiudere il percorso è NeXT Generation, dedicata alle generazioni più giovani. La sezione ricostruisce l’esperienza avviata dal MAXXI nel 2011 con YAP – Young Architects Program, realizzato in collaborazione con il MoMA di New York, e proseguita dal 2022 con NXT. Al suo interno sono presentati il progetto vincitore dell’edizione 2026, Rubato del collettivo HPO, entrato nelle collezioni del museo, e i quattro finalisti di Associates Architecture, Atelier Vago, facchinelli daboit saviane e m²ft architects.

Veduta della sezione “NeXT Generation”. Foto Giorgio Benni, courtesy Fondazione MAXXI.

English Summary

To mark the 80th anniversary of the Italian Republic, MAXXI in Rome presents Vitalità dell’architettura italiana 1946-2026, curated by Pippo Ciorra and Elena Tinacci. The exhibition traces Italian architecture from the postwar period to the present through archival materials, projects, photography and interviews. A central section examines the so-called “Erasmus generation” through eight internationally active practices, while a commissioned photographic project by Allegra Martin offers a parallel collective portrait. The final section, NXT, looks to the youngest generation of Italian architects.