Collezione Scharf a Genova. Due secoli d’arte, quattro generazioni di collezionisti
Fino al 2 maggio 2027, Palazzo Ducale di Genova ospita la mostra Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne. 200 anni di arte dalla Collezione Scharf, a cura di Ilaria Bonacossa. L’esposizione si distingue per la qualità delle opere esposte e per la storia della collezione, segnata dalle scelte che ne hanno accompagnato la formazione attraverso quattro generazioni.
Tra le più rilevanti raccolte private tedesche, la Collezione Scharf affonda le proprie radici nella celebre collezione berlinese di Otto Gerstenberg, formatasi tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, con un particolare interesse per l’arte francese. La figlia Margarethe Scharf riuscì a salvare una parte consistente delle opere dalle distruzioni della Seconda guerra mondiale, nonostante le gravi perdite e dispersioni subite dalla raccolta.
Pierre-Auguste Renoir, Paesaggio fluviale con bagnanti, 1885 ca. Olio su tela, 32,5 × 41 cm. The Scharf Collection. Foto: Ruland Photodesign.
I figli Walther e Dieter ne svilupparono successivamente due distinti indirizzi collezionistici. Dieter privilegiò il surrealismo e i suoi antecedenti, dando vita alla raccolta oggi conservata ed esposta presso la Sammlung Scharf-Gerstenberg di Berlino-Charlottenburg. Walther, insieme alla moglie Eve e al figlio René, ampliò invece il nucleo francese, consolidando l’interesse per l’impressionismo, il postimpressionismo e le avanguardie del Novecento. René e la moglie Christiane hanno proseguito questa tradizione, aprendola alle ricerche artistiche contemporanee.
Henri de Toulouse-Lautrec, Divan Japonais, 1892-1893. Litografia su carta da manifesto, 80,8 × 60,8 cm. The Scharf Collection. Foto: Peter Tijhuis.
Grazie alla collaborazione tra Palazzo Ducale, la Collezione Scharf e MondoMostre, l’esposizione genovese presenta oltre 140 opere, per la prima volta in Italia dopo le tappe di Berlino e Düsseldorf. Il percorso si estende dalle incisioni di Goya fino alle esperienze più recenti, attraverso il realismo, l’impressionismo, il cubismo e le avanguardie del Novecento. La mostra racconta dunque due secoli di storia dell’arte e l’evoluzione di un gusto collezionistico capace di confrontarsi, nel corso delle generazioni, con le trasformazioni della modernità. Le opere testimoniano scelte maturate in momenti storici differenti, nelle quali alla conservazione di un patrimonio si è progressivamente affiancata la volontà di esplorare nuovi linguaggi.
Dal Waterloo Bridge di Monet, dove la luce e l’atmosfera sembrano dissolvere la consistenza delle forme, al Paesaggio fluviale con bagnanti di Renoir, nel quale figure e natura si fondono in una vibrante tessitura cromatica, emergono alcune delle diverse interpretazioni della ricerca impressionista.
Claude Monet, Waterloo Bridge, 1903. Olio su tela, 65 × 100 cm. The Scharf Collection. Foto: Ruland Photodesign.
Con Cézanne, nel Paesaggio fluviale con case, l’indagine sulla percezione si traduce invece in una nuova costruzione dello spazio, affidata ai rapporti tra colore, volume e struttura.
Paul Cézanne, Paesaggio fluviale con case, 1904 ca. Olio su tela, 65,5 × 81 cm. The Scharf Collection. Foto: Ruland Photodesign.
La ricerca prosegue nelle costruzioni cromatiche di Bonnard, dove anche un soggetto apparentemente tradizionale come una natura morta diventa occasione di sperimentazione, e nella libertà espressiva di Matisse, che affida al colore e alla sintesi formale una nuova autonomia dell’immagine.
Pierre Bonnard, Vaso con fiori, 1933. Olio su tela, 99,5 × 48,5 cm. The Scharf Collection. Foto: Ruland Photodesign.
L’apertura all’arte contemporanea, testimoniata anche dalla presenza della scultura di Tony Cragg, introduce un ulteriore confronto con le possibilità espressive della materia, del volume e dello spazio. È proprio questa continuità di interessi, pur nella diversità delle esperienze artistiche, a rivelare come la raccolta non sia rimasta ancorata ai grandi maestri del passato, ma abbia saputo rinnovarsi attraverso le scelte delle generazioni successive.
Veduta dell’allestimento della mostra, Pool di Anthony Cragg, 2012. Foto: ©Silvana Colombi.
Un elemento di particolare interesse è il progetto di allestimento firmato da Alfonso Femia, che conferisce al percorso espositivo una precisa dimensione interpretativa.
Il percorso segue un ordine cronologico, ma non si limita a ricostruire una successione di epoche e movimenti artistici. Attraverso precisi assi visivi, le opere entrano in relazione tra loro anche quando appartengono a periodi differenti, suggerendo confronti che il semplice ordinamento temporale non offrirebbe. La cronologia conserva il filo del racconto, mentre le relazioni visive consentono di superarlo, creando inattese corrispondenze tra linguaggi, sensibilità e modi diversi di interpretare la realtà. È proprio in questa capacità di costruire relazioni tra le opere che l’allestimento rivela una delle sue qualità più significative: lo sguardo non è costretto a procedere soltanto in avanti, da un’opera all’altra, ma può spaziare, tornare indietro, cogliere rimandi e contrasti. Lo spazio diventa così parte integrante del racconto, uno strumento di interpretazione che invita a osservare le singole opere e le relazioni che le uniscono.
Veduta dell’allestimento della mostra. Progetto di allestimento: Alfonso Femia. Palazzo Ducale, Genova. Foto: Silvana Colombi.
La Collezione Scharf appare, in definitiva, come qualcosa di più di una prestigiosa raccolta di capolavori. È la testimonianza di una passione per l’arte tramandata e rinnovata attraverso le generazioni, capace di attraversare le profonde fratture della storia europea senza rinunciare a confrontarsi con il proprio tempo.
Nell’allestimento genovese, questo patrimonio rivela la qualità delle singole opere e la ricchezza delle relazioni che attraversano due secoli di ricerca artistica.
Veduta dell’allestimento della mostra, sezione con opere di Henri Matisse della serie Jazz. Foto: ©Silvana Colombi.
English summary
The Scharf Collection in Genoa. Two centuries of art, four generations of collectors
Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne. 200 years of art from the Scharf Collection, curated by Ilaria Bonacossa and on view at Palazzo Ducale in Genoa until 2 May 2027, brings together more than 140 works tracing the history of a collection built across four generations. From Goya and Hokusai to Impressionism, Post-Impressionism and the twentieth-century avant-gardes, the exhibition reflects the changing interests of its collectors. Designed by Alfonso Femia, the installation follows a chronological sequence while creating visual connections between works from different periods, making the exhibition space an active part of the narrative.




















