L’architettura montana e le tre “T”

Tra le montagne della Carnia, in Friuli, in un edificio progettato da Provino Valle negli anni ’30, “uno spazio modernista che diventa l’alter ego del tema affrontato”, è ospitata TTT, Tradizione, Traduzione, Tradimento. Riflessioni sull’architettura montana, a cura di Federico Mentil e su iniziativa del Comune di Cercivento (Ud), mostra i cui contenuti coincidono con la presente pubblicazione-catalogo, edita da LetteraVentidue.

Federico Mentil (Ceschia e Mentil architetti associati), Unità residenziale a servizio dell’albergo diffuso, Paluzza, Udine. Photo: ©Alessandra Chemollo.

Il format impostato è chiaro ed efficace: 5 autori chiamati a esprimere il proprio pensiero sul tema proposto; 5 esempi progettuali ciascuno; una mostra, con testi e fotografie, che espone i 25 progetti. Gli autori, critici e/o architetti, sono Giovanni Corbellini, Davide Tommaso Ferrando, Luca Gibello, Marco Ragonese e Pietro Valle; le opere sono distribuite lungo tutto l’arco alpino italiano (più un caso situato in Germania) e coprono una cronologia che va dal 1994 al 2018.
Ne esce un repertorio di architetture che rappresentano “piccoli miracoli” (Corbellini) nel rapporto/dialogo/confronto con la tradizione, soffermandosi in particolare – temi salienti dell’architettura alpina contemporanea – sui concetti di “domesticità, di attenzione materica, di introspezione e continuità con il paesaggio”(Ragonese).
Progetti che offrono possibili risposte al tema generale, che è di fatto un interrogarsi sul “tasso di tradimento ammesso nel processo di traduzione dai modelli”.

Studioata e altri, Restauro del castello abbaziale e trasformazione in ostello, Sant’Ambrogio, Torino. Photo: ©Beppe Giardino.

Innanzitutto riflettendo su cosa si intenda effettivamente con Tradizione e quanto questo concetto sia insidioso, poiché spesso tende ad appiattirsi sulla mera imposizione di regolamenti e abachi di forme e narrazioni “autentiche”, che scivolano facilmente in una “caricatura del passato” (Valle).

Dekleva Gregorič arhitekti, Chimney House, Logatec, Slovenia. Photo: ©Flavio Coddou.

Per poi entrare nel vivo del concetto di Traduzione mostrandoci, attraverso i progetti selezionati, quanto differenziati possano essere, rispetto alla Tradizione, i gradienti di: assorbimento e distacco, continuità e innovazione, imitazione e analogia.

Camillo Botticini, Alps Villa, Lumezzane, Brescia. Photo: ©Eugenie Pons.

Infine, suggerendoci che una forma di Tradimento è possibile e necessaria se le architetture vengono plasmate, completate, ricucite, rilette come “espressione delle reali necessità della vita contemporanea” (Mentil).
In questo senso il confronto con il passato è un processo dinamico, l’essenza della Tradizione si sublima proprio attraverso la trasformazione e i nuovi interventi non devono perciò tendere al mascheramento, né avere un timore reverenziale verso i modelli.

Mappa dei progetti. Grafica: ©Marco Ragonese_CFCstudio.

La mostra, aperta a Cercivento (Udine) fino al 4 novembre, dopo questa prima tappa diventerà itinerante, toccando diverse sedi, quali Malborghetto (Udine), Lubiana, Trento, Milano e Torino, secondo un calendario attualmente in corso di definizione.