Amare Gio Ponti

di Igor Maglica

2020-01-18T00:15:09+01:006 Dicembre 2019 |

Circa sei mesi dopo la retrospettiva parigina (vedi qui) e quarant’anni dopo la sua scomparsa, alla fine del mese di novembre è stata inaugurata, presso il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, un’altra grande esposizione dedicata all’opera di Gio Ponti (1891 – 1979).
Intitolata Gio Ponti. Amare l’architettura, con un chiaro riferimento al titolo del suo famoso volume Amate l’architettura, pubblicato nel 1957, la mostra romana celebra la grande poliedricità creativa del maestro milanese, distintosi nei campi della progettazione, del design e dell’arredamento d’interni, della critica e teoria dell’architettura, della grafica e della direzione editoriale.

Vista dell’allestimento. Foto: ©Musacchio Ianniello Pasqualini, Courtesy Fondazione MAXXI.
(cliccare sull’immagine per consultare la galleria fotografica)

Infatti, l’attualità della figura di Ponti riguarda la sua poliedricità, il fatto che ha progettato e sperimentato con successo all’interno di ambiti professionali e artistici differenti, una condizione professionale non così frequente all’epoca, oramai, invece, acquisita e comune alla maggioranza degli architetti e designer contemporanei.
Inoltre, Ponti ha saputo, probabilmente meglio di chiunque altro, interpretare, attraverso le sue numerose opere, le istanze culturali della società di cui ha fatto parte, realizzando opere che oggi potremmo definire “né classiche, né moderne”, bensì contemporanee a quel determinato periodo storico.

Vista dell’allestimento. Foto: ©Stefano Suriano.
(cliccare sull’immagine per consultare la galleria fotografica)

L’allestimento della mostra, sia nei colori (il giallo “fantastico” e non solo) sia nella grafica, rispecchia i canoni “pontiani”; invece, la curatela è di Maristella Casciato e Fulvio Irace con Margherita Guccione, Salvatore Licitra e Francesca Zanella; la realizzazione è opera del MAXXI in collaborazione con CSAC – Centro studi e archivio della comunicazione dell’Università di Parma.

Vista dell’allestimento. Foto: ©Stefano Suriano.
(cliccare sull’immagine per consultare la galleria fotografica)

Il corpus espositivo della rassegna è composto da circa 300 oggetti (disegni e documenti originali, modelli, fotografie, ceramiche, riviste, arredi, ecc.) suddivisi lungo le otto sezioni tematiche della mostra: Verso la casa esatta; Abitare la Natura; Classicismi; Architettura della superficie; L’architettura è un cristallo; Facciate leggere; Apparizioni di grattacieli; Lo spettacolo delle città.

La sezione dedicata alle maniglie di Gio Ponti prodotte da Olivari: E42, Lama, Cono e Anello.
Foto: ©Stefano Suriano. (cliccare sull’immagine per consultare la galleria fotografica)

Infine, una piccola “mostra nella mostra” fotografica, curata da Paolo Rosselli, presenta “sguardi contemporanei” in cui passato – le architetture pontiane: Concattedrale di Taranto; Hotel Parco dei Principi a Sorrento; Villa Planchart a Caracas; Grandi magazzini de Bijenkorf a Eindhoven; Facoltà di Lettere e Rettorato, Università di Padova; primo e secondo palazzo Montecatini a Milano; Scuola di Matematica a Roma; Grattacielo Pirelli a Milano – e presente – le fotografie realizzate da Delfino Sisto Legnani, Allegra Martin, Giovanni Chiaramonte, Filippo Romano, Giovanna Silva, Michele Nastasi, Stefano Graziani, Paolo Rosselli – si confrontano, per mostrare le otto opere di Ponti nella loro vita odierna.