Alfonso Femia sulla III Biennale di Pisa

di Redazione

2020-01-20T00:57:48+01:0011 Dicembre 2019 |

Si è conclusa la III Biennale di Architettura di Pisa organizzata, come di consueto, dall’Associazione Culturale LP – Laboratorio Permanente per la Città (vedi qui).
I numeri registrati dall’edizione diretta da Alfonso Femia parlano di 60 ospiti, 20 talk, 8 lectio magistralis, 6 eventi “Fuori Biennale”, 4 mostre e una medaglia, quella conferita dal Presidente della Repubblica che ha voluto omaggiare anche quest’anno la manifestazione degli Arsenali Repubblicani.
È stata una Biennale che si può descrivere nel senso delle parole”, afferma il Direttore. “Tempodacqua, l’espressione che descrive il tema della Biennale, è un neologismo che mette insieme due parole, ormai scomparse dalla nostra azione principale, a cui si è aggiunta la generosità dimostrata dalle tante persone coinvolte. La Biennale è un evento che nasce dal basso, dalla volontà di quattro generosi architetti pisani che, con determinazione, sono arrivati alla terza edizione grazie alla voglia di voler andare avanti nella loro sfida culturale. L’edizione di quest’anno ha potuto contare inoltre sulla generosità di più di 500 partecipanti e 131 studi internazionali, di cui il 70% italiani. La generosità dimostrata intorno al tema proposto ci dice che bisogna essere positivi e, forse, è giunta l’ora di cambiare lo sguardo, perché non si può parlare di certe problematiche, così importanti per tutti, solo in termini di emergenza o di allerta”.

Foto: ©Stefano Anzini.

La manifestazione pisana è stata l’occasione per riflettere, in modo diverso e propositivo, su come l’architettura possa rivolgere la sua attenzione alle tematiche invocate dal Tempodacqua, offrendo punti di vista inediti e aprendo scenari propositivi.
Secondo Alfonso Femia: “la sfida iniziale era di comprendere quanto, oggi, fosse presente una sensibilità di fronte a un tema come quello invocato dal titolo. Tempodacqua è un tema quotidiano, che va dalla dimensione domestica di ogni giorno – perché ogni giorno noi consumiamo e usiamo acqua per vivere – a una dimensione del progetto, fino a proiettarsi in un futuro che vedrà un pianeta in cui, diversi milioni di abitanti, saranno concentrati in grandi megalopoli. Tempodacqua non è un tema che abbiamo scelto da un punto di vista ambientale: noi non crediamo alla parola ‘sostenibilità’, non crediamo alla parola ‘climate change’, nell’accezione corrente, perché son parole che non definiscono azioni. Tempodacqua invece stimola l’azione, perché deve essere dimostrato attraverso azioni. Il risultato dei tre mesi di lavoro che hanno portato alla Biennale dimostra come, semplicemente sensibilizzando e richiedendo un cambio di sguardo attraverso una ‘Call’, si possano sviluppare creatività, idee, e riflessioni concrete”.

Foto: ©Stefano Anzini.

Con un’affluenza record di 1.500 persone in ogni weekend di apertura, l’edizione appena conclusa dimostra che, attorno a manifestazioni e progetti culturali di questo genere, c’è interesse e curiosità anche in un momento storico in cui l’architettura nel nostro paese soffre di indubbie difficoltà.
“L’architetto deve riprendersi un ruolo fondamentale attorno ai temi trattati dalla Biennale”, sostiene Femia. “Perché sono temi che fino ad oggi sono stati delegati a ‘tecnicismi’ ma che devono essere recuperati e letti attraverso la cultura del progetto che ci appartiene. Dobbiamo sforzarci di farlo quotidianamente, alle varie scale, in tutti i luoghi, in tutte le occasioni, a tutte le latitudini, con approcci diversi. Io credo nelle qualità dell’architettura italiana. Credo che, al di là delle difficoltà, per l’Italia questo sia un momento particolarmente interessante, come è stato evidenziato dalla grande risposta di partecipazione alla ‘Call’ che abbiamo lanciato. Le tante proposte presentate hanno mostrato differenze di approccio e molte sfumature culturali, e questa è una ricchezza unica. E le risposte non hanno riguardato solo la presentazione di un progetto ma si sono spinte a dare risultati in termini di una riflessione più ampia”.

Foto: ©Stefano Anzini.

Una riflessione che, nelle intenzioni di Alfonso Femia, dovrebbe proseguire e sviluppare ulteriori avanzamenti futuri. “La Biennale è stata l’inizio di un viaggio, credo un buon inizio, che continuerà nel tempo esplorando ancora il Tempodacqua e dando costante notizia del suowork in progress’ nel sito web Tempodacqua”.

Foto: ©Stefano Anzini.