Vi sono pubblicazioni che meritano di essere stampate anche per la presentazione di una sola opera. Il piccolo rifugio in Appennino a Tufi d’Agna, Corniglio, in provincia di Parma è qualcosa che parla all’anima. Nonostante i dubbi e le incertezze, le turbolenze che viviamo ogni giorno, ti riconcilia con l’architettura. Evoca, per semplicità e schiettezza, la tomba descritto da Adolf Loos. “Se in un bosco troviamo un tumulo, lungo sei piedi e largo tre, disposto con la pala a forma di piramide, ci facciamo seri e qualcosa dice dentro di noi: qui è sepolto qualcuno. Questa è architettura”.
Quel piccolo ricovero per pastori e animali, in forte stato di degrado, con la stalla a piano terra e un fienile dormitorio a livello superiore, in posizione isolata e di difficile accesso perché ci si giunge solo a piedi, inoltrandosi in un bosco e arrivando in un terreno a forte pendenza, è tornato a nuova vita. Ora attesta non tanto la funziona salvifica della nostra disciplina, ma la capacità di realizzare con poco e quasi niente un luogo in cui vorremmo abitare. A conferma che qui siamo nella giusta misura.

Contini Architettura, Casa a patio a Monticelli Terme (Parma). Foto: Davide Galli.

La disponibilità d’acqua sorgiva e del legname del sottobosco ha indicato il percorso per giungere a una sostenibilità capace di mantenere i caratteri originali dell’edificio e le tecniche di recupero per conservare l’immagine originaria di una piccola casa ai limiti del bosco. L’impianto fotovoltaico sopra il portico ligneo garantisce l’autonomia energetica per l’acqua calda e l’illuminazione. Il riscaldamento avviene con la stufa a legna. Una vasca d’accumulo connessa con una sorgente assicura l’approvvigionamento idrico mentre lo smaltimento delle acque reflue utilizza la fitodepurazione. Il portico realizzato con tronchi di legno poggia su un’area pavimentata con lastre di pietra. Una connessione internet con una centralina metereologica permette di conoscere le condizioni del sito.
Cos’altro aggiungere? L’incipit del testo di Giovanni Vragnaz che cita Antoine de Saint-Exupéry. Non chiediamo di essere immortali. Chiediamo che le cose non perdano tutto il loro significato. 

Contini Architettura, Casa a patio a Monticelli Terme (Parma). Foto: Davide Galli.

Marco Contini richiama alla memoria i progettisti di altri tempi che hanno dedicato la loro esistenza in un unico luogo. Penso a Bernardo Rossellino con Pienza o a Giancarlo De Carlo con Urbino.
In quest’area dell’appennino parmense è riuscito a realizzare ben 25 architetture. Dal semplice ostello per i pellegrini al recupero di edifici agricoli, dalle riqualificazioni di tessuti storici alla cantina vinicola, dal nido per l’infanzia al campus, dalla struttura sportiva alla chiesa e al camposanto senza evitare il museo, la biblioteca o il centro commerciale. Tutti capolavori? No di certo, ma spesso arriva a toccare la poesia come nel multifunzionale a San Michele a Torre, Felino ove si avverte la lezione di Mies. O con la chiesa e centro comunitario a Castel di Lama, Ascoli Piceno e persino con la casa a patio a Monticelli Terme dove il giardino diviene il luogo degli sguardi e da ogni parte della casa si riesce a percepire una sua immagine.

Contini Architettura, Casa a patio a Monticelli Terme (Parma). Foto: Davide Galli.

Giovanni Vragnaz, che ha curato il volume, nota che nell’opera di Contini prevale il senso della misura; il suo “essere misurata” in senso materiale, metrico, dimensionale, di controllo percettivo ma anche – e soprattutto – in senso etico. Non è certamente poco.

Contini Architettura, Casa a patio a Monticelli Terme (Parma). Foto: Davide Galli.