Nel centoventesimo anniversario della nascita di Ignazio Gardella, Alessandria dedica all’architetto milanese una mostra che ne ripercorre il contributo all’architettura italiana attraverso opere e materiali d’archivio. Dal 18 dicembre 2025 al 16 marzo 2026, le Sale d’Arte ospitano Ignazio Gardella. Progettare la città, un percorso che mette in luce il rapporto dell’architetto con Alessandria, città in cui avviò la sua attività e definì molti dei temi destinati a orientare la sua ricerca.

Chiesa del Sanatorio, V.E. III, 1929-34, Alessandria. Foto: Marco Introini.

L’esposizione, curata da Emanuele Piccardo, nasce dalla collaborazione tra il Comune di Alessandria, ASM Costruire Insieme, l’Archivio Storico Gardella e l’associazione plug_in, con il sostegno dell’Ordine degli Architetti PPC di Alessandria, di Ance Alessandria e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria. Il legame con il territorio risale al 1928, quando Gardella inizia a lavorare nello studio fondato dal padre Arnaldo e dall’ingegnere Luigi Martini. Laureato in ingegneria al Politecnico di Milano e in architettura allo IUAV, affianca alla formazione tecnica un interesse crescente per il dibattito internazionale, testimoniato dal viaggio in Finlandia del 1939 con Giuseppe Pagano, dove incontra Alvar Aalto e avvia un dialogo destinato a proseguire negli anni.

Dispensario Antitubercolare, 1933-38, Alessandria. Foto: Gabriele Basilico, 1990.

La mostra presenta diciassette progetti realizzati tra Alessandria, Milano, Genova e Venezia, documentati attraverso schizzi, disegni, materiali originali e una campagna fotografica realizzata da Marco Introini ed Emanuele Piccardo, accanto a immagini storiche di Gabriele Basilico. Il filo conduttore è la capacità di Gardella di concepire l’architettura come parte di un sistema urbano più ampio: ogni opera è pensata in dialogo con il contesto e con la struttura dello spazio costruito, un approccio che attraversa tutta la sua attività e che nel 1955 viene riconosciuto dal Premio Olivetti per l’architettura.

Laboratorio di Igiene e Profilassi, 1933-38, Alessandria. Foto: Emanuele Piccardo.

La prima sezione è dedicata ai progetti realizzati ad Alessandria, che rappresentano un laboratorio decisivo per la definizione del suo linguaggio. Il Dispensario Antitubercolare e la Casa per Impiegati Borsalino, costruiti tra gli anni Trenta e Cinquanta, segnano un passaggio centrale nell’evoluzione del razionalismo italiano. A questi si affiancano il Sanatorio Vittorio Emanuele III e la sua chiesa, il Laboratorio di Igiene e Profilassi, il Padiglione Pediatrico dell’Ospedale Infantile Cesare Arrigo, la Taglieria del pelo Borsalino e l’Istituto Tecnico Industriale A. Volta, opere che danno conto della continuità del lavoro di Gardella in città.

Cappella dei Caduti della Grande Guerra, 1936 (costruita 2005), Arquata Scrivia, Varinella. Foto: Emanuele Piccardo.

La seconda sezione guarda alle architetture in cui l’esperienza alessandrina viene rielaborata in altri contesti: gli interventi per l’INA-Casa e la Chiesa di Cesate, la Chiesa di Sant’Enrico a San Donato Milanese, la Casa ai Giardini d’Ercole a Milano, la Casa Cicogna a Venezia, il Piano Particolareggiato di San Donato e San Silvestro e la Facoltà di Architettura di Genova, progettata tra gli anni Settanta e Ottanta. Anche in questi lavori emerge una visione orientata alla costruzione di relazioni spaziali più che alla definizione di forme isolate.

Casa per Impiegati Borsalino, 1948-52, Alessandria. Foto: Emanuele Piccardo.

Una terza sezione presenta l’esito del progetto “Un giardino per Ignazio Gardella”, sviluppato dagli studenti e dalle studentesse del Laboratorio di Progettazione 2A del Dipartimento Architettura e Design dell’Università di Genova, nell’ambito del corso tenuto da Emanuele Piccardo. L’attività riguarda la riqualificazione dell’area antistante la Facoltà di Architettura di Genova, offrendo una lettura contemporanea dell’opera gardelliana attraverso la progettazione dello spazio aperto.

Casa Cicogna, 1953-58, Venezia. Courtesy Archivio Storico Gardella.

A completare la mostra è pubblicato un volume di quattrocento pagine, edito da plug_in e curato da Piccardo, con contributi di Luca Guido, Gregorio Carboni-Maestri, Roberto Livraghi, Andrea Vergano, Angelo Lorenzi, Claudia Cavallo e Pierluigi Serraino. Il libro raccoglie materiali inediti tra testi radiofonici, interviste e lezioni universitarie, delineando l’evoluzione del pensiero teorico di Gardella.

Istituto Tecnico Industriale A. Volta, 1959-67, Alessandria. Foto: Marco Introini.

Il programma prevede infine un convegno nazionale, un reading dedicato a Mario Mantelli, studioso che ha contribuito alla diffusione dell’opera dell’architetto, e un ciclo di visite guidate alle architetture alessandrine, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC di Alessandria e con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria. A Genova, un incontro promosso dalla Fondazione Ordine Architetti PPC approfondisce il rapporto tra Gardella e il territorio ligure. L’iniziativa si avvale della collaborazione dell’Archivio Storico Gardella e del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, custode del fondo gardelliano.

Chiesa di Sant’Enrico, 1962-66, San Donato Milanese. Courtesy Archivio Storico Gardella.

English Summary
The exhibition Ignazio Gardella. Designing the City, held at the Sale d’Arte in Alessandria from 18 December 2025 to 16 March 2026, retraces the work of the Milanese architect on the 120th anniversary of his birth. Curated by Emanuele Piccardo, the show brings together archival documents, drawings and a new photographic campaign to highlight Gardella’s early professional ties with Alessandria, where many of the principles that shaped his career were first defined. Seventeen projects located between Alessandria, Milan, Genoa and Venice illustrate his ability to conceive architecture as part of a broader urban system, an approach recognised in 1955 with the Olivetti Architecture Award.

Facoltà di Architettura di Genova, 1975-89, Genova. Foto: Emanuele Piccardo.

Organised into three sections, the exhibition focuses first on Gardella’s major works in Alessandria, then on projects in which that experience is reinterpreted in different contexts, and finally on the design studio “A Garden for Ignazio Gardella”, developed by students of the University of Genoa. A 400-page publication edited by Piccardo accompanies the exhibition, alongside a programme of events including a national conference, a reading dedicated to scholar Mario Mantelli and guided tours of Gardella’s architecture in Alessandria.

Facoltà di Architettura di Genova, 1975-89, Genova. Foto: Gabriele Basilico, 1990.