Frammenti della città in estensione

Luciana Macaluso, giovane ricercatrice in Progettazione Architettonica e Urbana presso l’Università degli Studi di Palermo, ha recentemente pubblicato, per l’editore LetteraVentidue di Siracusa, un piccolo libro sul tema delle campagne urbane che rintraccia alcune radici nella “città in estensione” di Giuseppe Samonà. Si tratta di un volume agile e di facile lettura – inserito dall’editore nella collana Alleli/TXT dedicata alle ricerche universitarie sul progetto d’architettura – arricchito da una serie di considerazioni progettuali e teoriche riferibili ai temi di ricerca cari all’autrice.

Giuseppe Pagano, campagna lombarda (dintorni di Bergamo), 1933 ca.

Il saggio si compone di sei parti introdotte da alcune parole chiave e binomi concettuali che aiutano il lettore nella comprensione generale della ricerca. “Freespace” è il primo termine scelto da Luciana Macaluso per delimitare il tema dell’indagine, vale a dire: lo studio di quegli “spazi aperti floridi, decadenti, residuali e agricoli” che si sono venuti a configurare “nella città contemporanea”.

Leberecht Migge, prospettiva per una lottizzazione autosufficiente, 1919.

Quale ruolo avranno questi spazi nello scenario della città odierna? Per rispondere a questa domanda la ricercatrice palermitana, dando seguito a una struttura metodologica sviluppata da Andrea Sciascia nel testo Invenzione, composizione e tempo nell’architettura di Giuseppe Samonà, propone di leggere in sequenza alcuni “frammenti” che indagano esperienze progettuali di maestri d’architettura noti e meno noti.

F.L. Wright, Broadacre City, schizzo dell’impianto planimetrico generale, 1932.

Partendo dagli interventi di Leberecht Migge sul rapporto tra orti urbani e spazi domestici nelle Siedlungen tedesche degli anni Venti, l’autrice si sofferma sul ruolo del progetto architettonico nel “perimetro” fra urbano e rurale, considerando il rapporto tra natura e artificio nelle differenti declinazioni elaborate dalle ricerche di Frank Lloyd Wright (“e la compenetrazione” a Broadacre City), Le Corbusier (“e la riorganizzazione agraria”), Giuseppe Pagano (“l’architettura rurale e il razionalismo”) ed Edoardo Caracciolo (“in Sicilia”).

Leberecht Migge, insediamento in crescita, 1932.

Una lettura simultanea che consente di rintracciare – come è esplicitamente chiarito nella premessa del libro – “le fila di un ragionamento ancora capace di orientare le scelte progettuali di chi vuole trasformare brani della città diffusa senza gesti autoreferenziali”. Un contributo significativo allo studio – ancora in parte da chiarire e approfondire – sul complesso rapporto tra gli ambiti eterogenei nello spazio del paesaggio contemporaneo.