Promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, Donne e progetto. Figure dell’architettura e del design nell’Italia contemporanea nasce nell’ambito del progetto Donne in architettura. Curato da Caterina Tantillo, Luciano Antonino Scuderi, Simona Gervasio e Marina Lo Re, raccoglie circa cento contributi dedicati al ruolo delle donne nell’architettura, nel design e nelle discipline del progetto in Italia, con l’obiettivo di restituire visibilità a percorsi individuali e collettivi spesso rimasti ai margini della narrazione disciplinare.
Il libro non si presenta come un repertorio biografico, ma come una raccolta ragionata di studi e ricerche. La sua origine è legata alla call for abstract Donne in architettura, lanciata nel 2024 e valutata da un comitato scientifico multidisciplinare. Le oltre trecento proposte ricevute confermano la vitalità di un campo di ricerca che negli ultimi anni ha assunto maggiore rilievo, ma anche l’esistenza di un patrimonio ancora in parte disperso, frammentario o poco riconosciuto.
Un elemento decisivo riguarda il rapporto con il Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea. Durante il lavoro di aggiornamento e pubblicazione del censimento era emersa la presenza di oltre duecento architette, una percentuale ancora ridotta rispetto al totale degli autori censiti, ma superiore alle attese iniziali. Da questo dato prende avvio l’esigenza di una ricognizione più approfondita, capace di includere non solo le figure già riconosciute, ma anche professioniste il cui contributo è stato spesso assorbito entro studi collettivi, collaborazioni, ruoli editoriali, attività didattiche o percorsi di ricerca.
La struttura del libro conferma questa impostazione. I saggi sono organizzati in dieci ambiti tematici che attraversano insegnamento, editoria e promozione culturale, attività internazionale, città, paesaggio e patrimonio, autorialità e collaborazione, analisi di opere, interni, esercizio della professione, design e testimonianze. Ne deriva un quadro volutamente non lineare, nel quale l’architettura non coincide soltanto con l’opera costruita, ma comprende formazione, pubblicistica, curatela, ricerca, tutela, progetto urbano, comunicazione visiva e cultura materiale.
L’indice restituisce la varietà del campo indagato accostando figure molto diverse tra loro, da Bice Crova, Vittoria Calzolari, Maria Teresa Parpagliolo e Franca Stagi a Lina Bo Bardi, Gae Aulenti, Cini Boeri, Maria Bottero, Anna Castelli Ferrieri, Ada Defez, Patrizia Gabellini, Afra Bianchin Scarpa, Paola Lanzani, Anna e Lica Steiner e Nanda Vigo. Più che definire appartenenze disciplinari univoche, questa sequenza evidenzia la volontà di leggere architettura, design, urbanistica, paesaggio, grafica, editoria e pratiche culturali come ambiti intrecciati di una stessa storia del progetto.
Uno degli aspetti più significativi riguarda il tema dell’autorialità. Molte professioniste sono state presenti nei processi progettuali senza ricevere un riconoscimento proporzionato al ruolo svolto. In altri casi il loro lavoro è stato documentato solo attraverso relazioni professionali o familiari con colleghi uomini, oppure è rimasto circoscritto ad ambiti spesso considerati laterali rispetto alla grande narrazione dell’architettura. Il libro affronta questa condizione non come semplice questione di recupero nominale, ma come problema storiografico: per comprendere la cultura architettonica italiana del Novecento e della contemporaneità occorre riconsiderare metodi, fonti e categorie di attribuzione.
In questa prospettiva assumono rilievo anche gli apparati finali. L’appendice bio-bibliografica analizza 110 professioniste e mette in evidenza la fragilità documentaria di molti percorsi: per circa un quarto delle figure trattate mancano monografie o contributi specifici, mentre solo 38 dispongono di archivi ordinati, consultabili e descritti. Allo stesso tempo, la ricerca segnala come molte di queste autrici abbiano prodotto testi, studi e riflessioni, a conferma di una presenza intellettuale spesso più ampia di quanto la bibliografia su di loro lasci intuire.
Donne e progetto si colloca quindi in un momento in cui la presenza delle donne nell’architettura e nel design non può più essere affrontata soltanto attraverso singole riscoperte. Il libro propone una mappatura corale e aperta, utile a studiosi, studenti, professionisti e lettori interessati a una storia più complessa della cultura progettuale italiana. Il suo valore risiede nella capacità di mostrare che il contributo delle donne non costituisce un capitolo separato, ma una parte strutturale, spesso ancora da indagare, della costruzione dell’architettura, del design e del paesaggio contemporanei.
English Summary
Promoted by the Directorate-General for Contemporary Creativity of the Italian Ministry of Culture, Donne e progetto. Figure dell’architettura e del design nell’Italia contemporanea examines the role of women in architecture, design and related fields in Italy. Edited by Caterina Tantillo, Luciano Antonino Scuderi, Simona Gervasio and Marina Lo Re, the volume stems from the 2024 Donne in architettura call and brings together around one hundred contributions. Organised into ten thematic sections, it addresses education, publishing, international activity, city, landscape and heritage, authorship, interiors, professional practice, design and testimonies. A bio-bibliographical appendix on 110 women professionals highlights both their contribution to Italian design culture and the documentary gaps that still affect many of their careers.
