Nel nord della Spagna, dal 18 al 23 giugno 2026 si è svolta la dodicesima edizione del Festival internacional de Arquitectura y Diseño de Logroño. La piccola cittadina spagnola, capoluogo della Comunità autonoma di La Rioja e storica tappa del Cammino di Santiago, ha ospitato più di venti installazioni urbane che hanno indagato il rapporto tra il luogo e la dimensione simbolica e identitaria dell’architettura, valorizzando in modi singolari gli spazi pubblici dismessi e i vuoti presenti all’interno del tessuto urbano. I progetti realizzati sono il risultato di una selezione di quasi 500 proposte e costituiscono un laboratorio di idee che coinvolge il design, l’architettura e l’arte. In un’atmosfera a tratti metafisica, in cui le tracce della città storica convivono con gli spazi irrisolti creati dalla più recente edificazione, le installazioni temporanee assumono il ruolo di elementi di ricucitura fisica e culturale degli interstizi urbani.
Ideato e diretto da Javier Peña Ibáñez in collaborazione con la Fundación Cultural de los Arquitectos de La Rioja, il festival anno dopo anno consolida la sua vocazione progettuale inclusiva attraverso dispositivi architettonici che spingono a riflettere sulla provvisorietà e sulla permanenza, sul rapporto tra il luogo e la storia, tra l’interno e l’esterno. I tre nuclei tematici attraverso cui si è costruita l’iniziativa sono stati Identità e Finzione, Ecologie Urbane e Agenti Effimeri. Da una parte il tentativo di evidenziare attraverso le architetture temporanee il carattere dei luoghi, dall’altra l’attenzione alle questioni ambientali come modo di affrontare la riconversione degli spazi; infine il tema della leggerezza e dell’adattabilità come strumenti di trasformazione dell’ambiente. Di seguito una selezione dei progetti presentati:
Smiljan Radić, Circo. Foto Josema Cutillas.
Smiljan Radić (Cile)
Circo
Solar en calle Mayor
L’architetto cileno Smiljan Radić, vincitore del Premio Pritzker 2026, presenta in un grande vuoto urbano delimitato da un muro e da fronti ciechi il suo Circo, una grande tenda rossa e bianca costruita con un tessuto plastico di derivazione industriale.
Ispirato ai circhi poveri itineranti della tradizione cilena, lo spazio può assumere funzioni collettive differenti tra loro e rispondere ai più disparati usi civici. All’interno sono proiettati video che evocano i temi delle avanguardie sceniche.
Infine, così come si é insediata in quello spazio incolto in calle Mayor, questa architettura temporanea e primitiva torna a essere materia informe, pronta a riempire il prossimo frammento abbandonato di città per dare ad altri luoghi nuovi significati.
Matilde Cassani Studio (Italia)
La Serrana de San Bernabé
Arco de San Bernabé
Come le grandi architetture effimere di età controriformista, l’Arco di San Bernabé viene montato ogni anno nella Calle Portales di Logroño durante la festa del Santo patrono della città, che si tiene attorno all’11 giugno. Quest’anno Matilde Cassani ha “vestito” l’arco con un telo da mongolfiera rosso e nero, che riempiendosi d’aria dal basso crea l’effetto svolazzante della gonna di una ballerina di flamenco. La tradizione popolare spagnola e l’uso contemporaneo si fondono così in un unico dispositivo progettuale, che segna lo spazio urbano in modo originale oltre che simbolico.
2050+ (Italia)
Frontones danzantes
Aparcamiento del Revellin
Lo studio italiano 2050+ ha ridato vita a un desolato parcheggio appena al di fuori dei resti delle mura della città con originali strutture mobili costituite da griglie metalliche e pareti in legno che ricreano i lati corti dei playground degli sport più praticati nella zona: calcio, pallacanestro, pelota basca. I “Frontoni danzanti”, così chiamati perché spostabili in base alle necessità spaziali e alla posizione del sole, risolvono con semplicità e immediatezza il problema della mancanza delle strutture sportive nei centri urbani. La loro natura itinerante consente nuove forme di partecipazione collettiva e di aggregazione sportiva e culturale, riattivando lo spazio pubblico in disuso.
Foto Josema Cutillas.
Boltshauser architekten & Garbizu Collar (Svizzera)
Terroir
Iglesia de Santiago
Il piccolo padiglione situato a lato della chiesa di Santiago el Real, celebre tappa del Cammino Francese nella città di Logroño, è un capolavoro di eleganza che racconta nei suoi dettagli costruttivi tutta l’importanza della cultura del vino in quel territorio. L’uso della terra compattata e delle botti alla fine del loro ciclo di vita come casseforme per la costruzione restituisce all’interno la sacralità di spazi absidali, mentre l’esterno dialoga intensamente con la matericità della chiesa. L’inerzia termica e il comfort climatico garantito dalla costruzione fanno sì che il padiglione possa essere utilizzato come sala di degustazione per i vini.
PPAA (Messico)
Resonancia
Plaza del Ayuntamiento
All’interno della piazza del Municipio realizzato tra il 1976 e il 1981 su progetto dell’architetto Rafael Moneo lo studio messicano PPAA si affida a una sequenza continua di strutture metalliche per attivare un dialogo con la geometria e con il ritmo dell’architettura del grande maestro spagnolo. Il sistema spaziale che ne deriva è frammentato nei percorsi a terra ma prospetticamente unitario per la disposizione degli elementi verticali. Se l’edificio di Moneo rappresenta sia la parte amministrativa che quella civica – con la piazza e l’esile porticato che la caratterizza – l’installazione temporanea esprime un senso più ludico che trova nelle relazioni geometriche le ragioni di un nuovo modo di vivere e di abitare lo spazio urbano.
Foto Josema Cutillas.
Bear (Paesi Baschi, Spagna)
Temblores de superficie. Vino y Smithson
Viña Lanciano
Immerso nel paesaggio vitivinicolo delle cantine LAN, l’intervento inquadra la natura attraverso la lente della geometria segnando una direttrice che segue l’andamento dei filari delle viti nei campi. Un lungo spazio coperto connotato da travi assemblate in forme triangolari e unite tra loro da una trama reticolare si profila come luogo simbolico di attraversamento e occasione per ammirare il cielo tramite uno specchio posizionato all’interno. La forma archetipa dell’installazione evoca dichiaratamente le opere scultoree di Land Art dell’artista statunitense Robert Smithson.
Central + Maxime Delvaux (Belgio)
Architecture for ritual
Plaza del Mercado
Di fronte alla singolare facciata della Concattedrale di Santa Maria de la Redonda una grande montagna di sabbia circondata da un muro – che è allo stesso tempo una seduta – racchiude al centro un palo di legno multicolore. Come una candela al centro di una torta, il palo verrà acceso in un falò dove bruceranno anche i piccoli foglietti con desideri e intenzioni che bambini e adulti potranno inserire arrampicandosi liberamente sulla montagna di sabbia. La dimensione ludica di questa installazione si unisce al tema rituale e religioso del falò di San Giovanni, celebrato come atto propiziatorio la notte tra il 23 e il 24 giugno.
Parabase (Svizzera)
Transtation
Solar Estatión Intermodal
Nell’area della stazione ferroviaria della città il padiglione progettato dallo studio svizzero Parabase si staglia come un oggetto dall’immaginario post nucleare sul paesaggio urbano. La piccola architettura riutilizza frammenti di una sottostazione elettrica riconfigurandoli in un nuovo sistema di rigenerazione dell’energia: i rifiuti organici dei passeggeri di treni e autobus generano biogas che viene temporaneamente immagazzinato nelle membrane del tetto e successivamente convertito in elettricità. Il progetto collega la memoria infrastrutturale alla transizione post-fossile.
Foto Josema Cutillas.
IC-98 & Suomi / Koivisto architects (Finlandia)
Un tercio de la vida
Marqués de San Nicolás 144/146
L’intervento si inserisce con estrema sensibilità in un frammento urbano che già da solo evoca tutta la poesia di uno spazio segreto, abbandonato ma conservato intatto nelle sua condizione di rudere. La sequenza degli ambienti di quest’oasi nel centro storico della città è stata dedicata all’esperienza collettiva del sonno, con una serie di alcove che lungo il percorso invitano i partecipanti a riflettere sui propri sogni anche come forme di incontro con l’altro.
Ofreia (Svizzera)
El Pasti – Summer shapes memories
Parque de la Isla
Lungo la passeggiata sulle sponde dell’Ebro un piccolo campo da gioco si trasforma in un luogo che evoca la memoria dei bagni nel fiume. Un sistema di nebulizzazione dell’acqua disposto attorno al perimetro del campo trasforma la percezione dell’ambiente, che assume le sembianze di una grande vasca in cui piccole imbarcazioni in legno solcano l’acqua e dove una passerella al centro ricorda i pontili per accedere al fiume.








































