Un’onda bianca tra i vigneti: apre in Trentino la Cantina Moncalisse
L’edificio bianco è come un’onda che si frange in un verde mare di vigneti – è questa la prima impressione che Moncalisse offre a chi la visita. La nuova cantina, inaugurata il 26 maggio sul Monte Calisio, è stata progettata dagli architetti David Stuflesser e Nadia Moroder con una forma sinusoidale che dialoga armoniosamente con il paesaggio circostante, emergendo dai filari come un elemento naturale quanto inaspettato. Già al primo sguardo, l’edificio rivela il suo potenziale di diventare un punto di riferimento per il territorio e per la sua tradizione vitivinicola. La costruzione minimalista, rivestita di un intonaco bianco brillante e deciso, evoca l’eleganza e la freschezza del Trentodoc, creando un contrasto netto con il paesaggio rurale che la circonda. Un effetto straniante e affascinante, capace di catturare immediatamente la curiosità e l’attenzione del visitatore.
Questo approccio progettuale si inserisce in una tendenza sempre più diffusa a livello globale: le cantine contemporanee di impronta minimalista vanno progressivamente sostituendo le tradizionali tenute toscane dai caldi toni ocra o gli châteaux neoclassici color crema del Bordolese. Il fenomeno affonda le radici nella trasformazione della cantina come tipologia architettonica – non più semplice luogo di produzione, stoccaggio e distribuzione del vino, ma spazio sempre più orientato all’enoturismo di fascia alta, settore redditizio e in forte crescita. Un’estetica di questo tipo pone all’architetto una sfida complessa: conciliare le esigenze tecniche – controllo di umidità e temperatura, costruzione in un microclima delicato – con eleganza, gusto e consapevolezza dello spazio.
Stuflesser e Moroder hanno optato per un edificio raffinato nella sua essenzialità cromatica, declinata nel bianco e nel rosso in esplicito riferimento al paesaggio naturale circostante. Le superfici con inserti in porfido bocciardato rimandano al porfido presente nel vigneto, mentre l’esterno, caratterizzato da un intonaco bianco grezzo, evoca le rocce sedimentarie calcaree stratificate della zona – accentuando le forme scultoree dell’edificio e conferendogli un’identità forte e radicata nel territorio.
“Abbiamo cercato di trasformare l’elemento primordiale dell’architettura – il muro – in un elemento del paesaggio, facendolo fluttuare fino a farlo diventare un edificio”, spiega David Stuflesser.
Foto: ©Sonia Suchecka.
Il percorso del visitatore prosegue tra i filari, avvolti in un alone di mistero tutto loro. È qui che sono state rinvenute le coppelle, incisioni rupestri dell’età del Ferro e del Bronzo, testimonianza del fascino ancestrale del luogo. Queste cavità emisferiche scavate direttamente nella roccia sono ritenute forme sacre di devozione; rivolte verso le colline, evocano un senso profondo di contemplazione – e proprio qui si svolge la degustazione, in un luogo ideale per una pausa riflessiva. Affacciati sui dodici ettari di vigneti collinari, si gode del microclima alpino, fresco e ventilato, ideale per la coltivazione di Chardonnay e Pinot Nero, vitigni d’eccellenza per la produzione di spumanti. L’altitudine di 600 metri sul livello del mare favorisce i cicli vegetativi di Moncalisse grazie alle marcate escursioni termiche tra il giorno e la notte. Il visitatore che si avventura su per la collina viene ricompensato nel pomeriggio estivo: la calura soffocante della pianura lascia il posto a una frescura leggera e rigenerante, mentre il paesaggio che si apre ai piedi toglie il fiato.
Nel sottosuolo, Moncalisse svela un ulteriore segreto: una cantina di straordinaria bellezza, concepita tanto per celebrazioni speciali quanto per la conservazione delle bottiglie, che riposano alla temperatura naturale del terreno, costante a 13°C. Queste condizioni termiche stabili, garantite dalla posizione ipogea, assicurano una maturazione indisturbata dei vini Metodo Classico — notoriamente tra i più longevi nel raggiungere la piena espressione. In questo spazio, anche la lavorazione delle uve segue una logica di delicatezza: la vinificazione avviene per gravità, per rispettare al massimo la materia prima.
L’atmosfera fresca del luogo, ulteriormente isolato dal calore esterno dalle pareti in calcestruzzo, produce una sensazione simile a quella di un risveglio lento e sereno, come dopo un sogno piacevole. Le linee della struttura sotterranea giocano sapientemente con luce e ombra: il calcestruzzo naturale nei toni del rosso-bruno si affianca all’intonaco bianco, componendo una scena di rara suggestione, quasi teatrale.
La cantina barrique, con i suoi imponenti soffitti di 11 metri, richiama la vastità dei paesaggi altoatesini e riporta l’attenzione a una visione dell’enoturismo attenta e consapevole, in cui gli ospiti hanno la possibilità di vivere il processo di vinificazione in prima persona. Il collegamento tra la cantina, lo spazio di stoccaggio e distribuzione e la sala eventi non è una semplice sequenza funzionale, ma un percorso naturale di scoperta — non solo dei vini, ma della filosofia produttiva che li anima.
“L’architettura si sviluppa attraverso un dialogo tra due mondi: quello nascosto e silenzioso della struttura ipogea, dove avvengono i processi produttivi, e quello visibile e aperto della parte emergente, pensata per accogliere il pubblico e raccontare l’identità di Moncalisse”, osservano Julia e Karoline Walch, sorelle e vinificatrici alla guida del progetto Moncalisse. Il loro spirito vivace e coraggioso, unito all’esperienza maturata nella prestigiosa e storica cantina Elena Walch, è percepibile in ogni angolo della tenuta.
Dall’alto verso il basso, Moncalisse offre un’esperienza che si intreccia con il ciclo naturale della viticoltura e con la meticolosa produzione del Metodo Classico – un viaggio che accompagna il visitatore dal passato al presente di una delle regioni più belle del Trentodoc.
A White Wave Among the Vines: Moncalisse Winery Opens in Trentino
The white building is like crashing waves among the green sea of vines – that’s how Moncalisse, the new winery opened on the 26th of May on Mount Calisio, appears on the first sight. Raised above the fields by architects David Stuflesser and Nadia Moroder, it was designed in a sinusoidal shape, mimicking the landscape around it. Arriving at Moncalisse, one sees how the building has a potential to become a landmark of its region and its agricultural tradition. The minimalist construction in sparkling, bold white plaster evokes the taste of Trentodoc itself, creating a sharp contrast with the largely rural landscape. It achieves a striking effect on the visitor, immediately drawing curiosity and attention.
Foto: ©Sonia Suchecka.
This design approach is consistent with the trend we can observe around the world. Minimalist contemporary wineries replace the traditional golden-ochre Tuscan tenutas or cream Neoclassical châteaux of Bordeaux. The phenomenon has its roots in the evolving nature of a winery, no longer only a place of production, storage and distribution of wine, but now largely incorporating the lucrative premium wine tourism. Such aesthetic poses an interesting task for the architect who has to balance technical requirements such as humidity and temperature control and building in a delicate microclimate, with elegance, taste and spatial awareness.
Stuflesser and Moroder decided for a building refined in its simplicity of white and red, referencing the surrounding natural landscape. The surfaces with bush-hammered porphyry inserts reference the porphyry found in the vineyard, while the exterior, characterised by a rough white plaster, recalls the stratified limestone sedimentary rocks present in the area; emphasising the sculptural forms and giving the building a strong identity.
The visitor journey continues between the vines, full of their own mystery. Right there, Iron Age and Bronze rock carvings “Coppelle” were discovered, a testimony to the mystical allure of the place. These hemispherical cavities carved directly into the rock are thought to be sacred forms of devotion; facing towards the hills, they evoke a sentiment of contemplation. The wine degustation takes place here, a perfect place for a moment of reflection. Overlooking the twelve hectares of hillside vineyards you can enjoy the breezy Alpine microclimate, ideal for growing Chardonnay and Pinot Noir, excellent wine varieties for sparkling wines. The altitude of 600 metres above sea level benefits Moncalisse’s growing cycles with strong temperature variations between day and night. The visitor is rewarded after climbing the hill to taste the wines in the summer afternoon; the scorching heat of the plane turns into a breezy freshness and the landscape below takes your breath away.
Underground, Moncalisse presents yet another secret: a gorgeous cellar, ready for both special celebration, and storage of its bottles that sleep in the soil’s natural temperature of 13°C. Those constant thermal conditions provided by the subterranean positioning, ensure the undisturbed aging of Metodo Classico wines, famously taking long to achieve full maturity. In this space, even the grape processing follows a logic of gentleness: vinification takes place by gravity, respecting the raw material as much as possible.
The cool atmosphere of the place, further insulated from the external heat by the concrete walls, makes you feel like waking up from a beautiful nap. The lines of the underground structure invoke the play of the light and shadow, where red-brown natural concrete is placed next to the white plaster, evoking a feeling of a theatrical performance.
The barrel cellar with its grandeur 11 metres ceilings references the vastness of Alto Adige landscapes and brings the attention back to thoughtful winetourism, where guests are given a chance to experience winemaking firsthand. The connection between the wine cellar, bottle storage and distribution facility right next to the special event space is a natural pathway to discover not only the wines, but also the broader production philosophy.
“Architecture develops through a dialogue between two worlds: the hidden and silent one of the underground structure, where the production processes take place, and the visible and open one of the above-ground volume, conceived to welcome the public and convey the identity of Moncalisse,” observe Julia and Karoline Walch, sisters and winemakers behind the Moncalisse project. Their lively and brave spirit mixed with experience gained in prestigious and historical Elena Walch winery is visible throughout the whole estate.
From the top to the bottom, Moncalisse offers an experience corresponding with the natural cycle of winegrowing and the meticulous production of Metodo Classico, encapsulating a thoughtful journey from past to present of one of the most beautiful regions of Trentodoc.








































