Alla Biblioteca civica d’arte e architettura Luigi Poletti di Modena è in corso la mostra Ada Defez. Progetti, architetture, impegno civile. Materiali dall’archivio, dedicata all’architetta e urbanista Ada Defez (Napoli 1931 – Modena 2002), che contribuì alla trasformazione urbana della città nella seconda metà del Novecento. Il percorso presenta una selezione di disegni, tavole progettuali, fotografie e documenti provenienti dal suo archivio professionale.
Curata da Andrea Costa, Francesco Fantoni e Silvia Sitton, l’esposizione nasce dal recente lavoro di riordino e inventariazione del fondo Ada Defez e Vittorio Caruso, donato nel 2007 alla Biblioteca Poletti dagli eredi della progettista. Il fondo conserva una vasta documentazione di schizzi, progetti, appunti e materiali di lavoro che permettono di ricostruire il suo percorso professionale e il ruolo svolto nel contesto urbanistico modenese del secondo dopoguerra.
Negozio in via Roma, oggi via Toledo, Napoli, 1958. Vista prospettica di progetto.
Il materiale esposto accompagna il visitatore dagli anni della formazione universitaria a Napoli fino alla lunga attività svolta a Modena a partire dai primi anni Sessanta. Dopo le prime esperienze professionali nell’area napoletana, Defez si trasferisce nella città emiliana nel 1962, inserendosi in una fase di intensa trasformazione urbana. Qui esercita la professione come libera progettista e affianca all’attività professionale l’insegnamento di disegno tecnico all’Istituto Fermo Corni.
Nel corso dei decenni successivi il suo lavoro contribuisce alla definizione di alcuni luoghi significativi della Modena contemporanea. Tra gli interventi più noti figurano il complesso residenziale Le Piramidi in via Morane, realizzato tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta insieme a Romano Botti, l’Hotel Raffaello e diversi edifici residenziali progettati nel quartiere Villaggio Giardino, uno dei principali ambiti di espansione previsti dal piano urbanistico cittadino.
Progetto di concorso per l’Istituto Tecnico Femminile “Fermo Corni”, Modena, 1962. Assonometria.
Dai materiali d’archivio emerge il profilo di una progettista capace di operare su scale diverse, dall’urbanistica all’architettura, dal disegno degli interni agli interventi di restauro. Accanto al lavoro professionale si distingue anche un forte impegno civile e politico, testimoniato dalla partecipazione alle organizzazioni della sinistra italiana e alle associazioni femminili, che accompagnò a lungo il suo percorso personale e professionale.
L’esposizione si inserisce nel lavoro di valorizzazione dei fondi di architettura moderna conservati dalla Biblioteca Poletti, che custodisce anche gli archivi di altri progettisti attivi a Modena nel secondo Novecento. Attraverso disegni, documenti e fotografie, la mostra contribuisce a ricostruire un capitolo della storia urbanistica della città e a riportare in primo piano una figura rimasta a lungo ai margini della narrazione storiografica.
Complesso residenziale “Le Piramidi”, Modena, 1976. Prospetto ovest di progetto.
La mostra è accompagnata da un programma di iniziative pubbliche. Sabato 28 marzo alle ore 16 è previsto un incontro di approfondimento dedicato alla figura dell’architetta; il 16 maggio sono in programma visite guidate in occasione della Notte Europea dei Musei, mentre il 5 giugno si terrà una visita speciale nell’ambito della Notte degli Archivi.
L’esposizione è inoltre accompagnata da un catalogo curato dagli stessi responsabili scientifici della mostra, disponibile anche in versione digitale gratuita attraverso la casa editrice del Comune di Modena.
Ada Defez nella sua abitazione di Modena nel Villaggio Giardino (metà anni ’80).
English Summary
The exhibition Ada Defez. Progetti, architetture, impegno civile. Materiali dall’archivio, on view at the Luigi Poletti Civic Library of Art and Architecture in Modena until 6 June 2026, focuses on the work of architect and urban planner Ada Defez (1931–2002), whose projects contributed to the transformation of the city during the second half of the twentieth century.
Drawings, photographs and archival documents retrace her career from her training in Naples to her professional activity in Modena from the early 1960s onwards. The exhibition highlights several projects that shaped the modern city, including the residential complex Le Piramidi, the Hotel Raffaello and buildings in the Villaggio Giardino district. The show is accompanied by public events and by a catalogue also available online in a free digital edition.












