Si è conclusa a Santo Pietro, nel territorio di Caltagirone, l’edizione 2026 di Bosco Colto Campus, il programma di ricerca e costruzione promosso dal 2022 da Makramè APS nel borgo e nel bosco circostante. Dedicato quest’anno al tema Thinking with Animals / Pensare animale, il Campus ha aggiunto alle esperienze sviluppate nelle precedenti edizioni due nuovi interventi permanenti: un Hybrid Train Kiln per la sperimentazione ceramica e le prime strutture di Sicilian Satoyama, il progetto agroecologico sviluppato con Yoshiharu Tsukamoto di Atelier Bow-Wow.

Hybrid Train Kiln. Foto ©Benedetto D’Antoni.

Diretto da Marco Navarra, Dario Felice, Beatrice Fontana e Antonio Scarponi, il programma ha riunito otto gruppi di lavoro internazionali. Yoshiharu Tsukamoto ha coordinato il workshop Sicilian Satoyama; Domenico Mangano e Marieke van Rooy, con la curatela di Salvatore Lacagnina, Sound, Ceramics and Communities; Food Hack Lab, con Andoni Munduate Dorronsoro, Jon Aldalur Soto e Varsha Lai, Observatories; Fabio Ciaravella la ricerca sull’Ordine delle Querce di Santo Pietro; Maja Avnat More-than-Human Audio Worlds; Nicolas Depoutot con la cooperativa francese Tout Terrain Attention au chien!; Johanna Schmeisser Skin Climate Action.
A questi si è aggiunto, fuori programma, Processo, con Karin Fink, Beatrice Fontana e Gaia Paris.

Skin Climate Action. Foto ©Giuliana Lo Presti.

Tra gli esiti dell’edizione, l’Hybrid Train Kiln prosegue un percorso di ricerca sulla ceramica avviato nei tre anni precedenti. Inaugurata il primo agosto alle spalle dell’antica chiesa del borgo di Santo Pietro, la fornace a legna si inserisce nel lavoro di Domenico Mangano e Marieke van Rooy, sostenuto nel 2025 dal programma Italian Council 14 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
La nuova struttura è destinata a diventare il primo laboratorio stabile di Casa Bosco Colto per residenze e attività di ricerca nell’ambito dell’arte, dell’architettura, del design e dell’ecologia.

Sound, Ceramics and Communities. Foto ©Giuliana Lo Presti.

La fornace completa la corte dell’antico insediamento rurale ottocentesco. La struttura di copertura riutilizza elementi lignei realizzati per precedenti edizioni del Campus, ricomponendoli in una nuova configurazione. Il rapporto con il bosco assume anche un significato funzionale e storico: il legname costituisce infatti il combustibile necessario alla cottura e richiama il legame tra il territorio di Santo Pietro e la tradizione ceramica di Caltagirone. Il forno, capace di raggiungere temperature di 1.350 °C, riporta così nel borgo una pratica storicamente legata alle risorse forestali del territorio.

Hybrid Train Kiln. Foto ©Benedetto D’Antoni.

La realizzazione è stata guidata da Ted Neal, docente alla Ball State University dell’Indiana e tra i principali continuatori della ricerca sui Train Kiln avviata da John Neely, e dallo scultore e ceramista polacco Michał Puszczyński, che nel 1999 costruì il primo forno Anagama in Polonia. La prima accensione, avvenuta durante il Campus, ha coinvolto anche la comunità locale, richiamando la memoria dell’antico forno che nella stessa corte veniva utilizzato per cuocere il pane delle famiglie del borgo.

Michał Puszczyński. Foto ©Giuliana Lo Presti.

Il secondo intervento permanente nasce dal workshop Sicilian Satoyama, coordinato da Yoshiharu Tsukamoto, cofondatore di Atelier Bow-Wow, con Alisa Hiramatsu, Hina Ota, Siena Hirao e Anna Minissale e con la consulenza strutturale di Carlo Micheletti. Il progetto trasferisce nel contesto siciliano il concetto giapponese di satoyama, il paesaggio di transizione tra insediamento umano e natura gestito attraverso pratiche agricole tradizionali. Il campo di sperimentazione è un antico podere abbandonato delimitato da muri a secco, con un orto all’interno e un uliveto all’esterno, nuovamente coltivati con il contributo di un permacultore locale.

Yoshiharu Tsukamoto (Atelier Bow-Wow). Foto ©Giuliana Lo Presti.

La prima delle due strutture realizzate è Zucca Gazebo, una piattaforma ottagonale sostenuta da otto colonne di castagno e coperta da una tenda colorata, collocata a cavallo del muro in pietra che delimita il podere. L’intervento introduce una costruzione leggera all’interno del sistema agricolo esistente e mette in relazione le diverse parti del terreno.

Sicilian Satoyama. Foto ©Giuliana Lo Presti.

Mulberry Canopy opera invece sul paesaggio esistente attraverso la potatura di un piccolo boschetto e la realizzazione di terrazzamenti a secco, ricavando un luogo ombreggiato senza aggiungere una nuova struttura autonoma. I due interventi procedono quindi secondo modalità complementari, per addizione e per sottrazione, riconfigurando ciò che già esiste.
Sicilian Satoyama è concepito come un processo aperto, destinato a svilupparsi nelle prossime edizioni del Campus insieme alla coltivazione del podere.

Sicilian Satoyama. Foto ©Giuliana Lo Presti.

Accanto ai due interventi costruiti, il Campus ha sviluppato ricerche e installazioni dedicate al rapporto tra attività umane e territorio. Fabio Ciaravella ha proseguito l’indagine sull’Ordine delle Querce di Santo Pietro, presentata attraverso una mostra multimediale e raccolta in un volume di lavoro in continuo aggiornamento. La ricerca intreccia scienze sociali, storia dell’arte e tecnologia dell’architettura.
Il programma ha inoltre compreso seminari sulle fragilità del territorio, dalla frana di Niscemi alla presenza nel bosco del sistema di comunicazione militare statunitense MUOS, oltre a incontri e visite di studiosi e professionisti provenienti da università e istituzioni internazionali.

The Order of the Oaks of Santo Pietro. Foto ©Giuliana Lo Presti.

Gli interventi del Campus accompagnano infine il passaggio di Casa Bosco Colto verso una presenza più stabile nel borgo. Nel corso del 2026 è stato avviato un Partenariato Speciale Pubblico-Privato per la valorizzazione di quattro edifici pubblici, tra cui l’ex Casa del Forestale e le ex Scuole, pensati come parti di un sistema culturale diffuso tra edifici, sentieri e bosco. Nello stesso anno Bosco Colto è entrato nella coorte 2026 dei Creativity Pioneers della Moleskine Foundation, dopo aver ricevuto in primavera una menzione al Premio Nazionale del Paesaggio del Ministero della Cultura.

Bosco Colto Campus 2026. Foto ©Giuliana Lo Presti.