Situato nel centro storico di Bruges, l’8 maggio ha aperto al pubblico BRUSK, il centro per l’arte e le esposizioni di Musea Brugge, l’istituzione che riunisce i principali musei civici della città, progettato dagli studi Robbrecht en Daem architecten e Olivier Salens architecten.
Promosso dalla città di Bruges e dalla Regione delle Fiandre, BRUSK mette in dialogo la collezione del museo, prestiti internazionali e arte contemporanea, come nelle due mostre inaugurali: Bigger Picture. Connected worlds of Bruges 900-1550 e Refik Anadol. Latent City.
Musea Brugge, ©Jasper van het Groenewoud.
Il progetto restituisce alla cittadinanza un’area pubblica e assicura alla collezione di Musea Brugge ambienti dedicati alla ricerca e alla conservazione tramite la ristrutturazione di un edificio preesistente e la riqualificazione dell’area verde adiacente.
Costruire a Bruges, città patrimonio dell’UNESCO caratterizzata da una forte identità, è una sfida che la città ha affrontato con sapienza. Edifici come BRUSK e il Concertgebouw Brugge (anch’esso dello studio Robbrecht en Daem architecten), di indiscutibile modernità, sono stati pensati per integrarsi con il panorama circostante.
Musea Brugge, ©Jasper van het Groenewoud.
BRUSK, con le sue trasparenze, si fonde con l’acqua e il verde che lo circondano, senza annunciarsi da lontano ma lasciandosi scoprire dai visitatori che si aggirano per il quartiere dei musei.
L’intervento rientra in un più ampio masterplan culturale, che comprende il centro di ricerca BRON e i prossimi interventi per il Groeningemuseum e il parco pubblico, previsti entro il 2031.
Musea Brugge, ©Jasper van het Groenewoud.
Il nuovo edificio si sviluppa su due livelli. Il piano terra è uno spazio aperto, accessibile da più punti e visitabile senza biglietto, pensato per essere utilizzato come una piazza coperta o anche solo attraversato, dopo aver ammirato il grande affresco realizzato dell’artista francese Laure Prouvost sulle pareti della Scala centrale, per raggiungere l’adiacente Groeningemuseum o il futuro parco.
Laure Prouvost, details: The Whispering Walls Rêve, 2026, fresco, Musea Brugge, Brugge ©Dániel Mátyás Fülöp.
Il piano terra di BRUSK, trasparente e attraversabile, mette in relazione questi diversi spazi e conferma la volontà di fare del museo non solo un luogo espositivo, ma anche uno spazio quotidiano di incontro e attraversamento. Il primo piano ospita le due sale espositive, di 800 e 1.600 metri quadrati, e collega, tramite due passerelle esterne in acciaio che ne assorbono anche le spinte strutturali, il museo agli edifici di servizio.
BRUSK ©Filip Dujardin.
Le mostre trovano spazio nelle due ampie sale collegabili tra loro attraverso un corridoio di vetro; le stanze, riconfigurabili all’occorrenza, sono prive di colonne, nel punto più alto raggiungono i 13,5 metri e possono sopportare carichi di 5 tonnellate per metro quadro.
I tetti a spiovente, con pannelli fotovoltaici integrati, hanno ampie finestre rivolte verso nord, come negli studi degli artisti, e aperture più piccole rivolte a sud per illuminare in maniera naturale e ottimale le esposizioni.
BRUSK ©Filip Dujardin.
Le due mostre sono un chiaro manifesto delle intenzioni e delle ambizioni di BRUSK.
Bigger Picture, curata da Peter Frankopan (Università di Oxford), racconta un Medioevo inedito, in cui Bruges – nodo di una rete di scambi economici, politici e culturali – influenza e viene influenzata dal resto del mondo. La mostra, in cui sono esposte più di 250 opere, presenta capolavori di Jan Provoost e Jan van Eyck e prestiti internazionali, come la Passione di Cristo di Hans Memling, proveniente dai Musei Reali Torino – Galleria Sabauda; il Ritratto di Solimano il Magnifico, dal Kunsthistorisches Museum di Vienna; e il Ritratto di Maometto II, opera di Gentile Bellini, dalla National Gallery di Londra.
Attraverso cinque sezioni dedicate al Mare del Nord, al mondo cristiano, al Mediterraneo, alle corti europee e alle nuove rotte commerciali, la mostra restituisce l’immagine di una Bruges medievale profondamente connessa con il resto del mondo.
Breedbeeld, BRUSK, Brugge, 2026 ©Stad Brugge.
Latent City del videoartista Refik Anadol, pioniere nell’uso dell’intelligenza artificiale nell’arte e sostenitore dell’estetica dei dati – in Italia è possibile ammirare la sua opera Data Tunnel a Gorizia, nell’ex Galleria Bombi – è composta da un’imponente installazione di dieci metri d’altezza, in continuo mutamento, alimentata da dati aggiornati in tempo reale, come meteo e traffico, sulla città di Bruges, e da una serie di quadri digitali – nuovi e d’archivio – anch’essi parte della serie Latent City.
Si tratta della prima mostra personale in Belgio dell’artista turco-americano, che negli ultimi anni ha esposto in istituzioni come il MoMA di New York e il Guggenheim di Bilbao.
Refik Anadol Studio, Refik Anadol. Latent City, BRUSK, Brugge, 2026, ©Stad Brugge.
English Summary
BRUSK, the art and exhibition centre of Musea Brugge designed by Robbrecht en Daem architecten and Olivier Salens architecten, opened in the historic centre of Bruges in May 2026. Promoted by the City of Bruges and the Flemish Region, the project combines exhibition spaces, research and conservation facilities, and a publicly accessible urban space integrated into the city’s museum quarter.
The opening programme includes Bigger Picture, curated by Peter Frankopan and dedicated to the global connections of medieval Bruges, and Latent City by Refik Anadol, an immersive installation based on real-time urban data and artificial intelligence.
BRUSK EN BRON ©Filip Dujardin.








































