La decima edizione di White Carrara, con il titolo Design Lives in the City e la direzione artistica di Domenico Raimondi, è ospitata nel centro storico della città apuana fino al 30 agosto 2026. L’esposizione si configura come una mostra diffusa a cielo aperto, con oltre 30 opere di design che hanno come filo conduttore l’uso della materia più nobile e caratteristica di questo territorio, celebre in tutto il mondo: il marmo bianco. Sedute collettive, panchine e installazioni urbane firmate da designer di fama internazionale danno vita a una nuova geografia urbana riqualificando gli spazi più rappresentativi della città, luoghi che per uno strano destino hanno subito negli ultimi cinquant’anni un progressivo abbandono a dispetto della straordinaria qualità architettonica degli edifici che li racchiudono. La splendida cornice pubblica di Piazza Alberica e quella più intima e raccolta di piazza Duomo si trasformano in spazi espositivi e in laboratori creativi all’insegna del dialogo tra presente e passato, tra il design contemporaneo e l’eternità della materia.

White Carrara in piazza Alberica. Foto: ©Stefano Suriano.

L’esposizione diviene inoltre occasione per discutere sulla sostenibilità dei processi produttivi e sui materiali di scarto: così la panchina progettata da Fabio Novembre si compone di una sequenza di lastre scartate dal processo produttivo che vengono sovrapposte in strati, incollate e levigate a creare la forma della seduta, lasciando volutamente le estremità sbrecciate e non finite. Il nome dell’opera – Rough – evoca in modo esplicito questa figura grezza e la volontà di usare pezzi che non appaiono più utili al rivestimento delle superfici, mostrando così la loro espressività più autentica. Una vera e propria operazione culturale che oltre a produrre un elegante oggetto artistico apre a riflessioni di carattere ambientale, in cui l’arte e il design si fondono per generare nuove prospettive di confronto, mettendo in primo piano – come sostiene lo stesso Novembre – il carattere quasi “religioso” del marmo.
Di fronte all’ingresso dell’ottocentesco Teatro degli Animosi la collezione Eternal Fragment di Pietro Franceschini e Arthur Vallin rimanda all’immaginario delle rovine archeologiche, dove frammenti di colonne sono reinventate in forme curve e poggiati al suolo come opere d’arte ma anche come stravaganti panche a disposizione della collettività.

Pietro Franceschini, Arthur Vallin, Eternal Fragment (Studio Corsanini, Marmo Canaloni). Foto: ©Stefano Suriano.

Fabio Novembre, Rough (Campolonghi). Foto: ©Stefano Suriano.

Ancora più complessa la raffinata proposta di Karim Rashid, che affonda le radici nella storia e nei simboli di Carrara. Il designer egiziano naturalizzato canadese progetta la scultura artistica Totem, ora realizzata in dimensioni ridotte, che poi sarà invece posizionata in dimensioni reali in una delle nuove rotonde previste dalla viabilità comunale. L’opera si compone di una sequenza verticale di parti separate, in cui ciascun elemento rappresenta un simbolo distintivo dell’identità di Carrara. Il simbolo base è Anima, e rappresenta il rapporto metafisico tra l’umanità e il marmo. La Croce simboleggia la città come luogo di incontro delle culture, mentre il simbolo del Multiuso riassume le infinite applicazioni del materiale; il doppio triangolo rovesciato fa riferimento all’Artigianato digitale come fusione tra le tecniche di fabbricazione artigianali e le tecnologie digitali (stampanti 3D, taglio laser, ecc.); il simbolo dell’occhio rappresenta il Piacere, mentre in cima al totem il simbolo della ruota di Carrara, storico stemma del Comune e motivo ornamentale della facciata del Duomo, viene reinterpretato a simboleggiare l’idea di Comunità. Questo “codice” formato da sei simboli restituisce a pieno il significato di tutta l’iniziativa artistica, un progetto corale che coinvolge l’intera cittadinanza grazie alla partecipazione attiva di diversi soggetti: aziende, laboratori artigiani, istituzioni culturali e associazioni di categoria. L’approccio collettivo e trasversale è teso a valorizzare il territorio e le sue risorse, impiegate per il rilancio dell’identità locale e per creare nuova aggregazione.
La scultura di Ross Lovegrove, che nelle forme e nel titolo – Flowing forms of Discontinuity in Life – riprende dichiaratamente la celebre opera dell’artista futurista Umberto Boccioni Forme uniche della continuità nello spazio, esprime una colta e delicata attenzione per la dinamicità del corpo e per la sua dimensione sensoriale.

Karim Rashid, Totem (Franco Spagnoli, Franchi Umberto Marmi). Foto: ©Stefano Suriano.

Ross Lovegrove, Flowing forms of Discontinuity in Life (Henraux 1821). Foto: ©Stefano Suriano.

Con i suoi Sassi d’Autore l’artista Antonio Aricò reinterpreta le forme dei ciottoli di marmo consumati dalle onde del mare, trasformandoli in sedute ironiche e poetiche dalle linee curve e sinuose. Le stesse forme accoglienti e organiche caratterizzano le opere della serie Agorà, disegnate dalla spagnola Beatriz Sempere; le sue sedute monolitiche in marmo non sono semplici arredi, ma dispositivi di attivazione urbana in grado di favorire le relazioni tra gli utenti, offrendo superfici che si adattano perfettamente al corpo.

Antonio Aricò, Sassi d’Autore (Studi d’Arte Carrara). Foto: ©Stefano Suriano.

Beatriz Sempere, Agorà (FiammettaV). Foto: ©Stefano Suriano.

Dopo le edizioni 2024 (Design is Back) e 2025 (Design Here and Now) che hanno rispettivamente indagato il patrimonio storico del design italiano e la contemporaneità progettuale, questa edizione segna un ulteriore evoluzione: si passa infatti da un evento espositivo a un progetto diffuso. Come afferma Domenico Raimondi con Design Lives in the City “il design esce dagli spazi espositivi per diventare parte integrante della vita quotidiana e strumento di trasformazione urbana.”
Il decennale di White Carrara costituisce un punto di arrivo per quella che ormai è una delle manifestazioni più interessanti a livello nazionale e internazionale ma vuole essere soprattutto un punto di partenza per un rilancio della cultura e della comunità locale, che attraverso un nuovo uso dello spazio possa tornare a riappropriarsi dei luoghi e abitare nuovamente la città. L’idea che le opere di White Carrara possano restare sul territorio costituisce un volano per un possibile rilancio urbano e per la valorizzazione del legame indissolubile tra Carrara e la sua materia prima per eccellenza, che torna a essere vissuta e utilizzata dai cittadini.
Accanto agli interventi urbani e alle installazioni diffuse, White Carrara 2026 ospita anche DESIGNULTRA, mostra a cura di ADI – Associazione per il Disegno Industriale allestita in piazza Alberica. Il progetto espositivo indaga il rapporto tra funzione ed espressione artistica, tra oggetto d’uso e valore simbolico, proponendo una riflessione sul design come linguaggio culturale capace di attraversare discipline, epoche e immaginari differenti. In dialogo con il contesto di Carrara e con la tradizione della materia, la mostra esplora il confine tra prodotto e icona, mettendo in evidenza la capacità del design contemporaneo di trasformarsi in esperienza estetica, narrativa e collettiva.

Nicolas Bertoux, Dorsale (ARTCO, BLC, BIDESE). Foto: ©Stefano Suriano.

gumdesign, Strata (Silvestri Marmi). Foto: ©Stefano Suriano.

Promossa e prodotta dal Comune di Carrara, Città Creativa UNESCO e Capitale Toscana dell’arte contemporanea 2026, con il patrocinio di Regione Toscana e ADI Toscana, in compartecipazione con la Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, in collaborazione con Internazionale Marmi e Macchine Carrara Fiere Spa, Nausicaa, Marmomac, l’Ordine degli Architetti di Massa Carrara e la rivista “Platform”, e con il sostegno della Fondazione Marmo in qualità di main sponsor, la manifestazione segna un traguardo importante che testimonia la solidità e l’evoluzione di un progetto culturale capace di affermarsi negli anni come punto di riferimento internazionale per il dialogo tra marmo, design e innovazione.

White Carrara, conferenza d’inaugurazione al Teatro Animosi. Foto: ©Stefano Suriano.

Partecipano all’edizione 2026 designer e progettisti di rilievo internazionale: Ross Lovegrove, Karim Rashid, Fabio Novembre, Serena Confalonieri, Nichetto Studio, Antonio Aricò, Beatriz Sempere, Gumdesign, Emiliana Martinelli, Michel Boucquillon, Marta Sansoni, Claudio Nardi, Benvenuto Saba, Pietro Franceschini, Andrea Ponsi, Cynthia Sah, Marco Pisati, Nicolas Bertoux, Arthur Vallin, Michele Monfroni, Antonio Leone, Nicola Maggi, Rima design, Formart, Nadia Sabbioni, Studio Lucifero, Andrea Spagnoli, Maurizio Michelotti e Viviana Bianchi, coinvolti in un processo che mette in relazione progettazione contemporanea e sapere produttivo locale.

Numerose le aziende che affiancano i designer nella realizzazione dei progetti di White Carrara 2026: AD Marmi, Angeloni Marble Project, Arte Fer, Artco srl, Atelier Carrara, Bidese, BLC Carrara, Bruno Lucchetti, Campolonghi, Marmo Canaloni, Coop. Cavatori fra di Gioia, Studio Corsanini, FiammettaV, Il Fiorino, Studio Formart, Franchi Umberto Marmi, GipiSoft, Henraux, La Casa di Pietra, La Civiltà del marmo, Martinelli luce, Marmo+Mac, MaxMarmi, Michelangelo srl, Mondopi, Monfroni studio d’arte, Nicola Maggi Arte & design, Costa Paolo, Prato Marmi, Robot City, Rocchi Marmi, Rossi Pio, S.A.P. srl, SGF scultura, Silvestri Marmi, Franco Spagnoli, Studi d’arte Carrara, Tanini home.