Nei prestigiosi spazi del Teatro Regio di Torino il 30 giugno 2026 Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Torino Musei, in collaborazione con Città di Torino e Fondazione per l’architettura / Torino, insieme al gruppo vincitore del Concorso Internazionale di Progettazione – lo studio olandese MVRDV e gli studi torinesi Balance Architettura ed EP&S Group – hanno presentato il progetto di riqualificazione, rilancio e valorizzazione della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.
Il progetto, con un investimento complessivo di 27,5 milioni di Euro, avvia un percorso di trasformazione che si configura come passaggio strategico non solo per la città di Torino ma anche per l’intero sistema museale italiano, mettendo al centro una visione capace di coniugare innovazione architettonica e tecnologica, sostenibilità ambientale, accessibilità e partecipazione, nel rispetto della propria identità storica.
Il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha ricordato come la GAM sia stata la prima Galleria d’arte moderna d’Italia, mentre il Presidente della giuria e della Compagnia di San Paolo Marco Gilli ha sottolineato come dopo il Museo Egizio e la Cavallerizza Reale, la Fondazione Compagnia di San Paolo abbia ancora una volta scelto di sostenere questo progetto assumendo integralmente l’onere dell’investimento per il restauro e la riqualificazione del museo.
Il presidente della Fondazione Torino Musei Massimo Broccio ha ribadito il tema delle sfide contemporanee e dei nuovi modelli di fruizione museale, orientati alla partecipazione e al ruolo sociale degli spazi.
La giuria del Concorso ha riconosciuto al progetto la capacità di affrontare la riqualificazione come riscrittura sensibile e critica dell’edificio e della sua relazione con la città: la Galleria viene infatti ripensata come infrastruttura civica aperta, partecipativa e tecnologicamente avanzata, capace di moltiplicare le modalità di fruizione del museo.

La diagonale di luce: un attraversamento urbano nel quartiere. GAM Torino, progetto MVRDV + BALANCE. Immagine MVRDV.

Il museo oggi esistente è stato costruito tra il 1951 e il 1959 su progetto degli architetti Carlo Bassi e Goffredo Boschetti. Edificio introverso e programmaticamente orientato sull’asse eliotermico, la GAM ha sempre avuto un rapporto contraddittorio con la trama urbana del quartiere Crocetta, in cui sorge come un’astronave posata sul suolo. Già negli anni Ottanta il palazzo fu dichiarato inagibile, e la riapertura dopo il restauro del 1993 non ne cambiò le sorti. Nonostante la successiva riorganizzazione del 2013, in occasione dei 150 anni delle collezioni GAM, il museo non é mai riuscito a sfruttare le potenzialità spaziali e figurative dell’edificio, che pure manifesta nella composizione di facciata, negli incastri strutturali e nell’involucro edilizio una certa eleganza, rendendolo un esempio visionario di architettura radicale.
“Per molti aspetti, il nostro progetto riprende le idee e l’ottimismo che hanno ispirato la realizzazione di questo edificio settant’anni fa” ha dichiarato Winy Maas, socio fondatore di MVRDV, intervenendo al Teatro Regio. “Il nostro obiettivo è ripulire e rendere il più accessibile possibile questo edificio, creando un dialogo tra passato e futuro. Mi piace pensare che se Carlo Bassi e Goffredo Boschetti potessero vedere oggi la nostra proposta sarebbero colpiti da come le nuove tecnologie, i materiali e i valori contemporanei possano spingere le loro intuizioni progettuali ancora oltre rispetto a quanto fosse possibile negli anni Cinquanta”.

La nuova dimensione dell’arte: uno spazio pubblico in cui arte, didattica e società si incontrano. GAM Torino, progetto MVRDV + BALANCE. Immagine MVRDV.

Il progetto di MVRDV, in collaborazione con gli studi Balance Architettura e EP&S Group, nasce proprio da questi presupposti: ripartire dall’edificio e dalle sue qualità figurative costruendo attorno a esso un sistema di spazi in grado non soltanto di costruire un museo contemporaneo ma soprattutto di collegarlo alla città.
Il progetto rende accessibili al pubblico i depositi sotterranei, che contengono oltre 50.000 opere d’arte, realizzando un piano espositivo al di sotto della piazza esistente tra i due corpi di fabbrica principali. Il piano ipogeo dei vecchi depositi viene riprogettato e illuminato con luce naturale tramite aperture posizionate sul piano di calpestio dell’esterno, rendendo lo spazio scenografico e allo stesso tempo molto flessibile. Ne risulta all’esterno una nuova piazza civica polifunzionale, aperta a visitatori e cittadini; l’ingresso conserva la sua collocazione storica all’angolo tra corso Galileo Ferraris e via Magenta, mentre il nuovo percorso pedonale – la Diagonale di luce – attraversa tutto il complesso manifestando la presenza dei nuovi spazi espositivi al piano interrato.

La nuova agorà: una piazza restituita alla città. GAM Torino, progetto MVRDV + BALANCE. Immagine MVRDV.

All’interno il progetto restituisce chiarezza e continuità all’impianto progettato nel 1951, eliminando le superfetazioni e le stratificazioni successive. In particolar modo il lavoro di MVRDV è orientato alla valorizzazione della luce naturale per creare continuità tra gli ambienti museali. Attraverso un approccio congiunto – architettonico e museografico – il patrimonio sommerso della Galleria diventa finalmente accessibile trasformandosi in un Deposito Vivente, non solo spazio di conservazione ma luogo espositivo.
Tra il primo e il secondo piano si distribuiscono le collezioni permanenti e le aree per le mostre temporanee, progettate secondo criteri di flessibilità per rispondere alle diverse esigenze curatoriali ed espositive, mentre al piano terra uno spazio polifunzionale diviene un vero e proprio centro civico aperto alla comunità, con una zona per la ristorazione e un auditorium accessibili in forma indipendente.

Le mostre permanenti: un allestimento stabile ma mutevole, dedicato alle opere realizzate tra il 1912 e il 2012. GAM Torino, progetto MVRDV + BALANCE. Immagine MVRDV.

Una parte decisiva del progetto è dedicata ai sistemi impantistici, a cui è demandato il difficile compito di migliorare le prestazioni dell’edificio, che da fortemente energivoro punta a essere certificato secondo il protocollo LEED. “La sfida principale” – sottolinea l’ingegner Elena Bo, referente per la sostenibilità del progetto per lo studio EP&S Group – “è quella di conservare lo spirito originario del progetto di Bassi e Boschetti che era assolutamente sperimentale e pionieristico per l’epoca”. I progettisti avevano pensato la GAM non orientata secondo la maglia romana della città ma secondo l’asse eliotermico, intuendo come la luce potesse essere protagonista del sistema espositivo. Ciò ha dato origine ai grandi lucernari del progetto originale, che sono stati alterati nel tempo e che nel nuovo progetto diventano ispirazione per l’architettura contemporanea.
Gli obiettivi ingegneristici del progetto sono la sicurezza degli utenti, l’efficientamento energetico e la conservazione delle opere al fine della loro fruizione. Le due variabili principali per la conservazione delle opere sono la temperatura e l’umidità relativa, oltre alla luce. Quest’ultima dovrà essere controllata e gestita per avere da una parte la meraviglia dell’illuminazione naturale, dall’altra la garanzia della conservazione delle opere esposte.

Cantiere della nuova Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino: veduta esterna dei lucernari, 20 giugno 1956.

Cantiere della nuova Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino: interno con i lucernari in costruzione, settembre 1956.

Fino all’estate 2027, data in cui è previsto l’inizio del cantiere, gli spazi al piano rialzato della GAM ospitano una mostra dedicata al progetto vincitore e ai progetti finalisti del concorso, Kengo Kuma & Associates Europe, Guillermo Vázquez Consuegra Arquitecto SLP, Mario Cucinella Architects e ACPV Architects – Antonio Citterio Patricia Viel, selezionati tra 49 gruppi di progettazione provenienti da tutto il mondo.

Progetto finalista di Kengo Kuma & Associates Europe.

Progetto finalista di ACPV Architects – Antonio Citterio Patricia Viel.

Progetto finalista di Mario Cucinella Architects.

Progetto finalista di Guillermo Vázquez Consuegra Arquitecto SLP.