Con l’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (AIAPP) il PNRR diventa una passeggiata
L’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, grazie all’impegno dei soci delle Sezioni TER (Triveneto ed Emilia-Romagna) e LAMS (Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna), organizza una serie di passeggiate tra fine maggio e inizio giugno 2026, per conoscere i siti interessati dai progetti di riqualificazione realizzati con i fondi del PNRR in Italia. È un programma di visite di giardini e parchi storici restaurati con i fondi del PNRR, guidate dai progettisti per attraversare tutte le dimensioni del progetto, conoscere le relazioni con i luoghi e approfondire le ragioni sociali, storiche, ecologiche, climatiche, terapeutiche e funzionali di un processo attuativo di riqualificazione e recupero.
Gli appuntamenti, rivolti a professionisti, studenti e appassionati per scoprire da vicino interventi significativi di restauro del paesaggio storico e dialogare con chi li ha realizzati, si svolgeranno nei territori del Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Lazio. Ogni appuntamento non sarà solo una passeggiata, ma un’opportunità concreta per rinnovare un legame con la natura e percorrere le ragioni di un progetto. Un percorso conoscitivo di confronto. Un’occasione per allenare quella percezione di cui parla la Convenzione Europea del Paesaggio, allenare lo sguardo, tracciare un percorso di consapevolezza dei valori del paesaggio e dell’identità culturale dei luoghi e coltivare le relazioni con il contesto.
Tra gli appuntamenti previsti tra fine maggio e inizio giugno, il 29 maggio si è tenuta la visita all’Orto Botanico dell’Università di Parma, istituito nel 1770 dal duca Ferdinando I di Borbone, con il direttore scientifico, prof. Renato Bruni, e l’arch. Paola Cavallini, per esplorare il “Giardino all’italiana”, il “giardino della resilienza”, l’area dedicata ai cambiamenti climatici, le zone d’acqua del “giardino all’inglese” e la nuova serra con la collezione di cactacee, dopo aver ammirato il settecentesco Ginkgo e l’Arboretum.
E ancora il 5 giugno, Villa Rizzardi a Negrar di Valpolicella (Verona) aprirà le sue porte per vedere il progetto di cura, integrazione e miglioramento del patrimonio vegetale esistente, nato dal sodalizio professionale dell’ing. Filippo Giustiniani, dell’arch. Giuseppe Rallo e della dott.ssa Annachiara Vendramin, che ridefinisce da un punto di vista paesaggistico i rapporti perduti tra gli elementi architettonici, il boschetto e il paesaggio circostante, e prevede la riattivazione della componente produttiva che era stata interrotta dai primi anni del Novecento.
Negrar di Valpolicella, Villa Rizzardi. Foto di Giuseppe Rallo.
Il 6 giugno, una visita alla scoperta del progetto di restauro paesaggistico del giardino della Rotonda a Vicenza, con la progettista Annachiara Vendramin, guiderà in un percorso nel parco, reso dai recenti interventi più fruibile e inclusivo, per leggere le diverse fasi storiche, vedere il boschetto ottocentesco e ricomporre i cannocchiali prospettici di relazione tra la villa e il paesaggio agricolo, svelando scorci inediti su ninfeo e cedraia.
Sempre il 6 giugno a Vicenza, una passeggiata guidata con le progettiste Giulia di Thiene e Silvia Lignana Bellandi permetterà di vedere il recupero della componente verde del Parco Monumentale di Villa Valmarana ai Nani, nota al pubblico per il ciclo degli affreschi di Giambattista e Domenico Tiepolo, e percorrere la storia del monumento e del giardino attraverso le testimonianze pittoriche, le fonti di tipo letterario, come Goethe, e il censimento botanico, che ha consentito di rintracciare i segni residui di una sistemazione a giardino orientaleggiante dello spazio attorno al padiglione della Pagoda, in parte ripristinato. La visita permetterà inoltre di scoprire i nuovi interventi finalizzati all’incremento della biodiversità e al riuso di alcune risorse locali nel rispetto dell’economia circolare.
Vicenza, Villa Valmarana ai Nani. Foto di Elena Cattarossi.
La passeggiata ad Arco (Trento) del 7 giugno porta alla scoperta del progetto di ristrutturazione del Parco Arciducale con l’architetto Giorgio Strapazzon, che restituisce valore storico, botanico e paesaggistico a uno dei luoghi più identitari del Trentino meridionale, ancora oggi laboratorio a cielo aperto per lo studio della biodiversità e dei cambiamenti climatici.
In Friuli Venezia Giulia sono previste due visite il 30 maggio a Gorizia: al parco di Palazzo Attems Santa Croce, per passeggiare con i progettisti Maria Cristina Tullio, Francesca Ravasin e Luigi Di Dato in un percorso di scoperta dei diversi “giardini storici” che si sono succeduti nei secoli, pur rispondendo alle sfide ambientali e alle esigenze di fruibilità contemporanea, e, nel pomeriggio, al Piazzale delle Milizie del Castello, restituito alla cittadinanza dopo anni di abbandono, riqualificato con un progetto che testimonia la volontà di conciliare tutela e innovazione, realizzato da MADS&Associati (TS), Th&Ma Architettura (VE) e DD Architettura di Luigi Di Dato (GO), in RTP con ATS SERVIZI, ing. Federica Andreis, geom. Paolo Sartori (TN), Grazioli snc di Ferro Federica e Grazioli Matteo (VR) e geol. Maurizio Comar (GO).
Nel Lazio, l’architetta del paesaggio Sofia Varoli Piazza, il 30 maggio, guiderà la visita al Castello Ruspoli a Vignanello (Viterbo) per scoprire, insieme alla progettista, arch. Elisa Fochetti, e al fitopatologo Naldo Anselmi, gli interventi realizzati nel progetto di riqualificazione del giardino storico ed esplorare il giardino segreto costruito tra il castello e 400 ettari di bosco.
Uno speciale tour il 6 giugno a Viterbo, a partire dal parco della chiesa bramantesca di Santa Maria delle Fortezze, guiderà in un percorso lungo le mura della città per conoscere il progetto ideato dall’architetta paesaggista Mariacristina Tullio dello studio Paesaggiepaesaggi e osservare le nuove connessioni pedonali e ciclabili realizzate per ricucire l’interno con l’esterno della città, il nuovo sistema di spazi pubblici e di sosta per valorizzare gli elementi storici e paesaggistici, l’illuminazione delle torri e delle porte, le nuove aree verdi con incremento vegetazionale del 58% e scoprire insieme alla progettista i criteri adottati per aumentare la biodiversità e contrastare i cambiamenti climatici.


