Nell’ambito della terza edizione di Monza Paesaggio Week, lo spazio ex-Tea Rose ospita fino al 31 maggio 2026 Il paesaggio non è natura. Critica, progetto e prospettive, mostra curata da Marco Magni, Maurizio Monti e Valerio Tolve e dedicata al paesaggio come costruzione culturale, civile e critica.
Attraverso fotografie, disegni, montaggi, ricerche progettuali e documentazioni di opere realizzate, l’iniziativa propone una riflessione sul paesaggio non come semplice dato naturale, ma come esito complesso dell’interazione, nel tempo e nello spazio, tra ambiente e azione antropica. L’allestimento affianca materiali diversi e costruisce una sequenza essenziale, in cui le singole ricerche mantengono autonomia ma concorrono a una lettura condivisa del paesaggio contemporaneo.
Inaugurazione della mostra.
Gli autori invitati affrontano il tema con strumenti e sensibilità differenti. Davide Gennari indaga la Brianza come realtà urbana estesa, attraverso confronti satellitari con altri territori europei. Carlo Guenzi presenta una ricerca legata alla stagione radicale e alla nascita di una nuova sensibilità ambientale tra anni Sessanta e Settanta. Anna Kerschbaumer utilizza il fotomontaggio per far emergere le stratificazioni temporali dei paesaggi storici e archeologici, dalle Alpi al Mediterraneo.
Francesco Tricarico, Figure del paesaggio, 2022-26.
La rassegna include inoltre il lavoro di Maurizio Monti, che costruisce un atlante visivo tra memoria, immaginazione e trasformazione; la ricerca di Elena Paccagnella su Villa La Favorita di Gio Ponti a Valdagno, interpretata come paesaggio incompiuto d’autore; il progetto di Simone Pasini e Matteo Perazzi per il Parco archeologico minerario del Monte Vaccareggio a Dossena; e la serie fotografica di Stefano Tremolada dedicata alla strada e al cammino come dispositivi capaci di orientare lo sguardo sul territorio.
Elena Paccagnella, Narrare la temporalità dei paesaggi sospesi. La Favorita di Gio Ponti, 2022-26.
Completano il percorso le fotografie di Francesco Tricarico, che leggono alcune architetture del secondo Novecento e contemporanee come figure capaci di ridefinire il contesto in cui si collocano, e i lavori dello studio WERK, con particolare attenzione al Laboratorio Dossena e ad alcuni interventi che intrecciano recupero del patrimonio, paesaggio montano e infrastrutture pubbliche.
WERK, Restauro conservativo del roccolo e recupero dell’area dell’ex tiro a volo alla Corna Bianca di Dossena, 2021-24. Foto Francesco Tricarico.
Ne emerge un quadro volutamente eterogeneo, in cui il paesaggio non coincide con lo sfondo naturale, ma diventa campo di relazioni, trasformazioni e interpretazioni. L’esposizione restituisce così un insieme di sguardi sul progetto come strumento critico, capace di leggere i luoghi, renderne visibili le tracce e immaginare nuove possibilità di uso e significato.
Dettaglio della mostra allestita.
English Summary
Presented as part of the third edition of Monza Paesaggio Week, the exhibition Il paesaggio non è natura. Critica, progetto e prospettive reflects on landscape as a cultural, civil and critical construction rather than as a purely natural condition. Through photographs, drawings, montages, design research and records of built works, the exhibition brings together different approaches to the relationship between environment, human action and territorial transformation. The contributions by the invited authors explore landscape as a field of traces, interpretations and possible futures, where architecture and representation become tools for reading places and redefining their meaning.




















