Niente più ghiacciai, niente più draghi. Due piccoli interventi nel villaggio montano di Cané

Il lavoro è caratterizzato dalla ricerca di un nuovo equilibrio con l’ambiente esistente. L’attenzione al dettaglio e all’uso sapiente e raffinato dei materiali sono elementi fondamentali del pensiero progettuale. Il budget limitato ha portato alla creazione di uno spazio con senso concreto ed essenziale.

Il progetto trasforma lo spazio pubblico davanti alla Chiesa di Cané in una “piazza aperta”, un luogo di incontro e contemplazione che dialoga armoniosamente con il territorio dell’Adamello. Canè è un piccolo borgo di montagna, fatto di pietra, silenzi e memoria condivisa; l’intervento architettonico valorizza e interpreta questo legame profondo con la natura e la storia. Il granito locale – tonalite dell’Adamello – diventa protagonista attraverso tre blocchi monolitici sospesi, che vengono donati alla comunità come arredi per la sosta, la riflessione e la socialità. Una vecchia bacheca viene rimossa per liberare lo sguardo e restituire piena visibilità al paesaggio circostante. Un palo segnaletico esistente viene trasformato in un totem tecnico e simbolico: rappresenta il drago e il suo ghiacciaio, emblemi del territorio. Poco più a monte, una storica volta a botte viene riqualificata con un selciato in pietre locali, autentica espressione della cultura e della materia del luogo.

Stato di fatto. La “piazza” esistente.

Progetto, planimetria. Legenda: stato di fatto / progetto, interventi.

Progetto realizzato – atmosfere. Vista dello spazio pubblico: • tre grandi blocchi in granito tonalite dell’Adamello sono stati donati alla comunità come seduta e spazio per la sosta e la contemplazione; • un paracarro esistente è stato utilizzato come supporto per una piastra di acciaio circolare indicante le principali montagne e cime circostanti; • un palo metallico con affissioni e indicazioni è stato reinterpretato: un piccolo monocolo punta la vetta dell’Adamello; un barometro igrometro termometro ci fornisce alcuni dati atmosferici; un drago muovendosi, segna l’imprevedibile variare dei vènti. Foto: Daniele Bonetti.

Rilievi e fasi realizzative dell’opera. Foto: Daniele Bonetti.

Tre grandi blocchi abbandonati di granito tonalite provenienti dall’Adamello sono stati riutilizzati per creare un luogo di riposo e contemplazione. Un drago di metallo, che ondeggia al vento, evoca il carattere sublime del paesaggio alpino.
Vista assonometrica dell’intervento. Legenda: stato di fatto, elementi esistenti / progetto, nuovi interventi.

Atmosfere. Foto: Daniele Bonetti.

Fotografia che ritrae un operatore del consorzio Pontedilegno – Tonale seduto sui teli utilizzati per proteggere il Ghiacciaio Presena dallo scioglimento. Foto: Francesco Merlini.

Antica illustrazione che rappresenta un drago alpino; le mappe antiche riportavano sulle aree alpine (ostili ed inospitali) la scritta: “hic sunt dracones” – “qui draghi”.

Il drago giravento in acciaio. Foto: Fabio Sandrini.

Dettagli: piastra circolare in acciaio indicante le principali montagne e vette circostanti; blocco in granito tonalite dell’Adamello con i sui piedi sottili. Foto: Pietro Dardano.

Atmosfere. Il granito locale prende la scena dello spazio pubblico. Foto: Daniele Bonetti.

Atmosfere. Un palo metallico diventa un totem tecnico e simbolico: il drago e il suo ghiacciaio. Foto: Daniele Bonetti.

Atmosfere. Foto: Pietro Dardano.

Sistemazione volta a botte. Legenda: stato di fatto / progetto.

Atmosfere. Più a monte, una volta a botte viene riqualificata con un selciato di pietre locali, espressione della storia materiale e culturale del territorio. Foto: Pietro Dardano.

No More Glaciers, No More Dragons. Two small interventions in the mountain village of Cané

The project is defined by the search for a new balance with the existing environment. Attention to detail and the skillful, refined use of materials are key elements of the design approach. The limited budget led to the creation of a space that is both concrete and essential.

The project transforms the public space in front of the Church of Cané into an “open square,” a place of gathering and contemplation that harmoniously engages with the Adamello territory. Cané is a small mountain village, shaped by stone, silence, and shared memory; the architectural intervention enhances and interprets this deep connection with nature and history. The local granite – tonalite from the Adamello – becomes the central feature through three suspended monolithic blocks, donated to the community as seating and resting elements, inviting reflection and social interaction. An old notice board is removed to open up the view and restore full visibility of the surrounding landscape. An existing signpost is reimagined as a technical and symbolic totem: it represents the dragon and its glacier, both emblems of the region. A little further uphill, a historic barrel vault is restored with a pavement of local stones, a true expression of the area’s cultural and material heritage.