Alla Triennale Milano, la mostra Paolo Rosselli. Mondi in posa offre un’ampia ricognizione sul lavoro fotografico di Paolo Rosselli (Milano, 1952), riunendo immagini realizzate nell’arco di circa venticinque anni e proponendo una lettura articolata della città contemporanea. L’esposizione presenta una selezione di fotografie in grande formato che mettono in relazione architettura, spazio urbano e presenza umana, restituendo una visione stratificata delle metropoli globalizzate, colte nelle loro trasformazioni, contraddizioni e in una bellezza spesso inattesa.
Paolo Rosselli, Rotterdam, 2024.
Il titolo sintetizza l’approccio di Rosselli alla fotografia: mondi osservati con uno sguardo vigile e misurato, in cui la realtà appare sospesa tra registrazione e costruzione visiva. Le immagini non si limitano a documentare luoghi o architetture, ma suggeriscono una lettura critica dello spazio, capace di intrecciare passato e presente. Opere emblematiche del Moderno e della contemporaneità convivono con situazioni quotidiane, presenze marginali, dettagli secondari che assumono valore narrativo, contribuendo a un racconto non gerarchico della città.
Paolo Rosselli, Tokyo, 2006.
Il percorso si articola in una serie di nuclei tematici che riflettono la varietà degli interessi di Rosselli e la coerenza della sua ricerca. Riletture di architetture note si affiancano a sperimentazioni visive, a immagini urbane colte nella loro dimensione più instabile o a sequenze realizzate in movimento. In questo insieme, la figura umana non emerge come soggetto dominante, ma si inserisce come elemento di equilibrio, parte di un sistema visivo che mette sullo stesso piano spazio costruito, ambiente e vita quotidiana.
Paolo Rosselli, Bilbao, Guggenheim Museum, 2006.
Come osserva Stefano Boeri nel testo di catalogo, il lavoro di Rosselli si fonda su un pensiero visivo che precede l’immagine e ne orienta la costruzione. La fotografia diventa così uno strumento di indagine sullo stato delle città e un mezzo capace di organizzare la complessità del reale. Al rigore concettuale si affianca una componente ironica e narrativa, che emerge attraverso riflessi, accostamenti e presenze inattese, introducendo una distanza critica senza ricorrere alla spettacolarità.
Paolo Rosselli, Milano, S. Maria delle Grazie, 2013.
La mostra dialoga con il contesto culturale della Triennale e con i temi della 24a Esposizione Internazionale Inequalities, condividendone l’attenzione per le dinamiche urbane e sociali. Le immagini restituiscono una città frammentata e ambigua, fatta di sovrapposizioni e discontinuità, in cui la fotografia tiene insieme documento e costruzione visiva, producendo immagini autonome pur restando ancorate a luoghi riconoscibili.
Paolo Rosselli, Helsinki 2001, Kiasma di Steven Holl.
Ad accompagnare l’esposizione, il catalogo edito da Electa raccoglie una selezione di opere realizzate tra il 2000 e il 2025, insieme a testi critici e interviste che approfondiscono i temi e le modalità operative della ricerca di Rosselli.
Nel suo insieme, Paolo Rosselli. Mondi in posa si configura come una mostra di sintesi, capace di restituire con misura e continuità una ricerca che attraversa architettura, paesaggio e cultura visiva, affidando alla fotografia un ruolo di interpretazione critica della città contemporanea.
Vista della mostra. Foto: Gianluca Di Ioia – GDI STUDIO ©Triennale Milano.
























