Ad Amman un elogio all’ibrido: Capital Bank. Recente architettura di Saja Nashashibi
Nell’arrivo ad Amman ciò che colpisce è l’effervescenza del tessuto urbano. Dall’aeroporto recentemente completato su progetto di Lord Norman Foster e Partners, l’approccio al centro della città avviene lentamente, attraverso una campagna brulla. Qui appaiono ancora rare tende dei beduini e sempre con maggior presenza insediamenti che non permettono di comprendere la logica che li ha prodotti. Blocchi residenziali sparsi si alterno a centri commerciali, colleges e scuole, caserme e strutture ospedaliere. Tra queste spiccano recenti architetture che auspicano la diffusione di una nuova attenzione verso questo dinamico Paese. Ci si avvicina al centro storico con l’addensarsi delle costruzioni di edifici alti: i grandi alberghi spesso isolati sopra i colli, alcuni grattacieli che svettano verso l’alto e crescono le architetture degne di interesse. Tra questi spicca la sede della Royal Jordanian Airlines, per la raffinata eleganza, opera dell’architetto norvegese Niels Torp.
Sulla scia del risveglio dell’architettura si distinguono gli uffici e le ville dovute alla sensibilità architettonica di una giovane presenza: Saja Nashashibi. Laureata ad Amman, frequenta lo studio del compianto Jafar Toukan, continua il tirocinio a Roma, da Paolo Portoghesi. Tornata in Patria realizza architetture degne di attenzione presentate in un volume in corso di stampa. Tra queste Capital Bank, un elogio all’ibrido ben descritto dalla progettista stessa.
Mario Pisani
“L’edificio Capital Select celebra l’ibrido, un ibrido che viene caricato attraverso una strana metafora: l’edificio funziona come una banca con le sue misure di sicurezza e formalità specifiche di filiale per clienti facoltosi, ma si presenta anche come uno spazio accogliente di un boutique hotel, in altre parole Capital Select è un edificio bancario con le qualità di un boutique hotel.
La Metafora del Boutique Hotel è stata utilizzata come tentativo critico di mettere in discussione l’idea di cosa potesse essere la cultura bancaria, di metterne in discussione la capacità formale e programmatica. L’edificio Capital Select è un insieme di metafore: una composizione architettonica che conserva la serietà di un istituto finanziario offrendo al contempo il calore e l’intimità di un boutique hotel. La sua massa non è monolitica, ma piuttosto un insieme di parti attentamente coreografate, ciascuna distinta ma intricatamente interconnessa. Questo senso di molteplicità non è meramente estetico; è insito in disposizioni programmatiche, gesti formali, giunti materiali e sistemi strutturali.
Il risultato è un edificio che è allo stesso tempo rigoroso ed espressivo, sobrio e poetico. Strutturalmente, l’edificio è progettato per rafforzare questa identità stratificata. La scala centrale, ad esempio, è un’entità autoportante realizzata in cemento traslucido intrecciato con acciaio: un oggetto scultoreo tanto quanto un nucleo funzionale di circolazione. Si erge come simbolo di connettività e ascesa, catturando e diffondendo la luce e radicando il progetto sia nell’innovazione dei materiali che nella chiarezza concettuale.
L’involucro dell’edificio è realizzato in cemento armato post-teso, consentendo campate espressive e creando un senso di solidità e permanenza. Allo stesso tempo, parti degli interni sono supportate da un sistema di telai in acciaio sospeso, che introduce un senso di sospensione e leggerezza, articolando un mondo interiore che sembra sollevato, fluttuante e delicatamente posato all’interno della massa più grande. Insieme, questi sistemi strutturali formano una complessa orchestrazione di peso e portanza, densità e apertura.
Pianta del piano terra.
Nel cuore dell’edificio si trova un atrio che definisce l’esperienza interna. Introduce chiarezza spaziale e calma, fungendo da punto centrale attorno al quale ruota l’interno. L’atrio offre un senso di apertura e verticalità, invitando la luce naturale a penetrare nel nucleo e creando al contempo un momento di pausa e riflessione. Piuttosto che un cortile chiuso, è progettato per rimanere visivamente connesso al mondo esterno.
All’interno di questo atrio si trova un ulivo maturo, che ancora l’edificio al luogo e alla memoria. Simboleggia radicamento, continuità e pace, evocando il paesaggio e il patrimonio della regione. L’atrio si apre generosamente sulla strada con una grande finestra, creando una connessione tra la vita interna e il quartiere circostante. Invita trasparenza e coinvolgimento, trasformando l’interno in uno spazio che sembra allo stesso tempo protetto e rivolto verso l’esterno”.
Saja Nashashibi
English Summary
Capital Select by Saja Nashashibi reinterprets the typology of the bank through the metaphor of a boutique hotel, combining the security and formality of a financial institution with the warmth and intimacy of hospitality. The building’s composition unfolds through interrelated parts that balance solidity and lightness, rigor and expression. At its core, a central atrium with a mature olive tree introduces light, calm, and a symbolic connection to place, while a large window opens the interior to the city, fostering transparency and dialogue.
(Riassunto a cura di weArch)




































