A Venezia, Wang Shu e Lu Wenyu hanno presentato il tema della 20. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, in programma il prossimo anno dall’8 maggio al 21 novembre. Curata dalla coppia di architetti cinesi, l’esposizione avrà per titolo Do Architecture – La possibilità di coesistenza nella realtà reale e si svolgerà ai Giardini, all’Arsenale e in altri luoghi della città lagunare.
Il titolo scelto pone al centro il fare architettura come pratica concreta, materiale e radicata nei luoghi. Nella loro dichiarazione, Shu e Wenyu richiamano la necessità di confrontarsi con la “realtà reale” e con le pratiche locali, privilegiando una cultura del costruire capace di mettere in relazione elementi apparentemente incompatibili.
Wang Shu, Pietrangelo Buttafuoco e Lu Wenyu. Foto: Andrea Avezzù.
La coesistenza diventa così il punto di partenza per interrogare il rapporto tra natura e artificio, memoria e innovazione, materiali locali e tecniche contemporanee, sviluppo urbano e culture dei territori. Molte trasformazioni recenti rischiano infatti di perdere il legame con gli spazi reali e con l’esperienza diretta del cantiere, a causa di un’eccessiva concettualizzazione o della pressione del mercato.
La riflessione si collega al percorso di Amateur Architecture Studio, fondato dai due progettisti nel 1997 a Hangzhou. Le loro architetture hanno spesso indagato il riuso dei materiali esistenti, la memoria incorporata negli edifici, la vitalità delle strutture anonime e il valore dei processi artigianali. L’impiego di materiali di recupero, provenienti da edifici demoliti o trasformati, rappresenta una risposta alla perdita di memoria prodotta dallo sviluppo urbano su larga scala.
Amateur Architecture Studio, Ningbo Historic Museum. Foto: Lv Hengzhong.
Do Architecture viene quindi proposto come un invito a ripensare il ruolo dell’architettura attraverso l’azione. Costruire significa riconoscere la complessità dei contesti, accettare la presenza di contraddizioni e lavorare su forme di trasformazione graduale.
Da tempo impegnati nell’insegnamento, Shu e Wenyu attribuiscono un ruolo centrale anche alla formazione architettonica, intesa come spazio in cui mettere alla prova il rapporto tra teoria, progetto e cantiere. La rassegna intende così aprire un dialogo con le nuove generazioni, chiamate a confrontarsi con il futuro della disciplina a partire dai suoi strumenti più concreti.
Venezia assume in questa prospettiva un valore particolare. La città, luogo in cui è stata elaborata la “Carta di Venezia” sulla conservazione del patrimonio architettonico, diventa per i due curatori un campo di riflessione sul rapporto tra tutela e trasformazione, tra continuità storica e intervento contemporaneo.
In questa direzione, il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, ha sottolineato il ritorno dell’architettura alla sua dimensione più diretta, legata alla terra, ai materiali, alle comunità e alla realtà dei luoghi.
Amateur Architecture Studio, Xi’an Opera House and Concert Hall. Foto: Laksana Studio.
English Summary
Wang Shu and Lu Wenyu have presented the theme of the 20th International Architecture Exhibition of La Biennale di Venezia, which will take place from 8 May to 21 November 2027. Titled Do Architecture — The Possibility of Coexistence in Real Reality, the exhibition will explore architecture as a concrete, material and place-based practice, addressing the relationship between nature and the built environment, memory and innovation, local materials and contemporary techniques. The curators’ approach draws on the work of Amateur Architecture Studio and will give particular attention to architectural education and to Venice as a context for reflecting on conservation and transformation.










