Arte, architettura e rivoluzione a Cuba

La XXII esposizione internazionale della Triennale di Milano, intitolata Broken Nature: Design Takes on Human Survival, indaga “sui legami che uniscono gli uomini all’ambiente naturale e che nel corso degli anni sono stati profondamente compromessi, se non completamente distrutti”. La grande rassegna milanese è formata da una mostra tematica e da 21 partecipazioni internazionali, tra cui anche quella cubana, che avviene a distanza di cinquant’anni dall’ultima partecipazione.

Scuola di Arte plastica, progetto di Ricardo Porro (Archivio Jose Mosquera Lorenzo, foto di Vittorio Garatti, 1964).

Il padiglione di Cuba è dedicato all’esperienza storico-progettuale del complesso delle Scuole nazionali d’Arte a L’Avana, composto da cinque volumi progettati e costruiti tra il 1961 e il 1965 dall’architetto cubano Ricardo Porro Hudalgo (1925 – 2014) e dagli architetti italiani Roberto Gottardi (1927 – 2017) e Vittorio Garatti (1927).

Scuola di Danza moderna, progetto di Ricardo Porro (foto di Christian Zecchin, 2014).

L’incarico ai tre progettisti scaturisce dal desiderio del governo di offrire ai giovani studenti cubani, e non solo, l’opportunità di apprendere l’insegnamento delle arti (musica, balletto, danza moderna, arte plastica, arte drammatica) nelle migliori strutture didattiche e condizioni ambientali possibili. Garatti (Scuola di Musica e Scuola di Balletto), Gottardi (Scuola di Arte drammatica) e Porro (Scuola di Arte plastica e Scuola di Danza moderna) realizzarono, appunto, un vasto complesso scolastico composto da cinque edifici non convenzionali, per molti aspetti “rivoluzionari”, improntati sostanzialmente sui princìpi di architettura organica.

Scuola di Arte drammatica, progetto di Roberto Gottardi (Archivio Jose Mosquera Lorenzo, foto di Vittorio Garatti, 1964).

Cinque volumi presentano, però, anche elementi di “cubanità”, quali i mattoni e le tavelle prodotti nelle fornaci locali, utilizzati per la costruzione, e i numerosi elementi architettonici a cupola che, insieme alle forme circolari degli edifici, determinano interessanti associazioni visive con la natura tropicale circostante.
Si può sostenere che la forma finale delle Scuole d’Arte non segue prettamente i dettami funzionali, ma, invece, come una struttura viva interagisce con gli elementi organici vicini, in una simbiosi di mutuo scambio tra il costruito e la natura.

Scuola di Arte plastica, progetto di Ricardo Porro (foto di Christian Zecchin, 2011).

Il padiglione Cuba racconta il passato, il presente e il futuro delle sue Escuelas Nacionales de Artes – inserite nella Watch List del World Monument Fund (2000) e nella World Heritage Tentative List dell’UNESCO (2003) – attraverso una serie di immagini e video realizzati dagli stessi studenti e professori dell’ISA (Universidad de las Artes).
Infine, la mostra della XXII Triennale costituisce anche l’occasione per presentare due recenti progetti italiani che prevedono, rispettivamente, la redazione di un Piano di conservazione e gestione dell’intero complesso e il restauro, il consolidamento strutturale e la rifunzionalizzazione della Scuola di Arte drammatica, progettata da Roberto Gottardi.

Scuola di Balletto, progetto di Vittorio Garatti (Archivio Jose Mosquera Lorenzo, foto di Vittorio Garatti, 1964).

Il padiglione Cuba alla XXII Triennale di Milano è espressione del Ministerio de Cultura de Cuba/Consejo Nacional Artes Plásticas attraverso la commissaria Norma Rodríguez Derivet.
Il curatore è Jorge Fernández Torres, direttore del Museo Nacional de Bellas Artes de Cuba, e co-curatori Christian Zecchin e Umberto Zanetti.
La mostra è patrocinata dall’Embajada de Cuba en Roma e dal Consulado de Cuba en Milán, con la collaborazione dell’Asociación Cultural Cubeart in Italia.