Nel mese di dicembre 2025, presso la Basilica di Sant’Ambrogio in Milano, è stato inaugurato un nuovo percorso espositivo Ambrosius. Il Tesoro della Basilica, finalizzato a valorizzare sia il patrimonio materiale costituito dall’antico complesso basilicale, corredato di opere d’arte, reperti archeologici e preziose reliquie, sia quello di offrire rilevanza al patrimonio immateriale rappresentato dalla straordinaria vita di Sant’Ambrogio, Patrono della Città di Milano, e dalla storia dell’antico edificio.

Atrio di Ansperto. Foto: Amir Farzad.

Il progetto di rinnovamento museale si articola nell’allestimento di diverse aree espositive e di servizio. L’ingresso del percorso è situato sul lato di nord ovest della Basilica, davanti alla “colonna del Diavolo”. Qui troviamo la biglietteria, il bookshop e la sala multimediale, dove viene proiettato un video sulla vita del Santo. In quest’area è stato creato un laboratorio per le attività didattiche, elative all’uso di antiche tecniche pittoriche e a sbalzo, pensato per allievi delle scuole primarie e secondarie e anche per adulti. Il progetto di questa area, realizzato con estrema cura dei particolari e attenzione per i materiali è stato firmato da Giuseppe Amato, designer, artista ed ebanista, in collaborazione con l’architetto Giorgio Ripa, che ha diretto i lavori di restauro di questi ambienti.
Lo stesso Amato ha anche realizzato un ciclo di sette tavole a tempera su legno, gli Oculi della Memoria, che ricordano episodi centrali della vita del Santo Patrono, posizionati sulle pareti dell’area multimediale.

Aula didattica. Foto: Marco Reggi.

Il percorso continua fino all’antico Oratorio della Passione, i cui interventi di restauro hanno interessato gli affreschi di età rinascimentale che decorano le pareti.
L’itinerario conduce, poi, all’interno della Basilica, passando per il quadriportico esterno detto Atrio di Ansperto. L’edificio basilicale paleocristiano è stato realizzato, tra il 379 e il 386 d.C., per volere di Ambrogio, nell’ambito del piano di costruzione di quattro edifici basilicali collocati a Milano ai quattro punti cardinali, esternamente alle mura romane: Basilica Apostolorum, oggi San Nazaro; Basilica Virginum, oggi San Simpliciano, Basilica Prophetarum (poi S. Dionigi, demolita nel 1783) e infine la Basilica Martirum, oggi Sant’Ambrogio.

Oratorio della Passione. Foto Attilio Feder.

Il Santo Patrono ebbe una vita eccezionale, fu uomo di fede, intellettuale, colto, dotato di grande capacità oratoria e in grado di operare magnanimamente nel governo della Città. Aurelio Ambrogio nacque a Treviri verso il 330 d.C. da una famiglia romana di rango senatoriale. Verso il 354, si trasferì a Roma dove frequentò le migliori scuole per prepararsi alla carriera in magistratura. Tra il 372 o 373 rivesti la carica di governatore consularis della Liguria e dell’Emilia con sede a Milano. Nel 374 fu acclamato Vescovo della Città per volontà del popolo.

Tondo con Sant’Ambrogio benedicente (950-1000 circa). Foto: Mauro Ranzani.

Dopo il ritrovamento dei corpi dei martiri Gervaso e Protaso, avvenuto nel 386, ad opera dello stesso Ambrogio, la nuova Basilica, ospitò i corpi dei Santi e cambiò nome in Basilica Martirum. La forma dell’edificio attuale corrisponde a quello ricostruito, tra la fine del XI e la prima metà del XII secolo, in stile romanico lombardo, con pianta basilicale a tre navate, con matroneo, facciata a capanna con nartece, attorniata da due campanili, uno detto dei Monaci e l’altro dei Domenicani.
All’interno della Basilica si trovano alcune eccezionali opere d’arte come l’Altare d’oro di Vuolvino, capolavoro dell’arte carolingia, il Pulpito con Sarcofago di Stilicone, opera scultorea del IV secolo d.C. e il ricco mosaico absidale con la figura di Cristo Pantocrator benedicente.

Altare d’oro. Foto: Mauro Ranzani.

Entrando in Basilica, sulla destra, ai piedi del Campanile dei Monaci, sono esposti due modelli lignei che documentano le due principali fasi di costruzione dell’edificio religioso. I modelli, realizzati da Giuseppa Amato, rappresentano, in scala 1:30, due sezioni della costruzione, da una parte la struttura dell’antica Chiesa paleocristiana creata nel IV sec. D.C. e dall’altra quella della Chiesa romanica eretta nel XII sec.

Modello ligneo della basilica. Foto: Manuela Oglialoro.

In fondo alla navata di destra il percorso espositivo porta al Sacello di San Vittore in Ciel d’oro, costruzione del V secolo d.C., unico manufatto rimasto integro degli antichi edifici che formavano il complesso paleocristiano. Questa zona espositiva, completamente rinnovata, è composta da più ambienti, ora tutti accessibili ai visitatori: la restaurata Sacrestia dei Monaci, detta Aula Ambrosii, l’antico Sacello e il Capitolino.

Il Capitolino. Sulla parete in fondo: tomba dell’abate Guglielmo Cotta, 1267. Foto: Marco Reggi.

Questa area, cuore del nuovo allestimento, custodisce il Tesoro di Sant’Ambrogio, costituito da antichi cimeli, manufatti e opere d’arte, distribuiti nei vari ambiti. Nell’Aula Ambrosii troviamo alcune preziose reliquie della vita del Santo, come il letto di Sant’Ambrogio, struttura lignea ricomposta con i numerosi frammenti originali ritrovati nell’altare di San Vittore in Ciel d’oro, e la ciotola di Sant’Ambrogio. 
Nel Sacello si può ammirare la cupola rivestita di preziosi mosaici del V-VI secolo che raffigurano Sant’Ambrogio in mezzo ai Santi Gervaso e Protaso, Nabore e Felice, con Vittore e il Vescovo Materno. Nel Capitolino sono conservati, oltre ad altri oggetti di valore, due opere di alta oreficeria medioevale: la Croce Viscontea e l’Urna degli Innocenti.

Il letto di Sant’Ambrogio. Foto: Manuela Oglialoro.

Il progetto è stato promosso da monsignor Carlo Faccendini, Abate-Parroco della Basilica di Sant’Ambrogio, con l’Ufficio Beni culturali della Diocesi di Milano e la Soprintendenza, il patrocinio del Ministero della Cultura, di Regione Lombardia e del Comune di Milano, con il contributo di Fondazione Cariplo. In particolare, il nuovo percorso museale è stato progettato dall’architetto museografo Andrea Perin, con la direzione lavori dell’architetto Gaetano Arricobene, in cooperazione con il Comitato scientifico, creato per l’occasione, guidato dall’architetto Carlo Capponi in qualità di curatore e dalla dott.ssa Miriam Rita Tessera.

Foto: Marco Reggi.

Cenni bibliografici
Ambrògio, santo, in Treccani Enciclopedia on line
Miriam Rita Tessera, Basilica di Sant’Ambrogio, Giunti, Milano, 2023
AA. VV, Basilica di Sant’Ambrogio in Milano, Touring Club Italiano – La Biblioteca di Repubblica, 2005