“Mi resi conto di quanto fosse necessario liberarmi di tutti i personaggi che abitavano dentro di me. Dovevo liberarmi di tutto ciò che la malattia mi aveva portato, gettare via queste personalità e iniziare così la mia liberazione. Credevo che, per effetto del sole, fossi androgina, la Luna, lo Spirito Santo, una zingara, un’acrobata, Leonora Carrington e una donna”
Leonora Carrington
Fino all’11 gennaio 2026, le sale al piano terra di Palazzo Reale di Milano ospitano la prima grande retrospettiva italiana dedicata a Leonora Carrington, artista visionaria del Novecento. L’esposizione è promossa dal Comune di Milano – Cultura e realizzata da Palazzo Reale, MondoMostre, Civita Mostre e Musei, ed Electa, con il sostegno di Unipol e Pirola Pennuto Zei & Associati; offre un’immersione nell’universo creativo e intellettuale dell’artista, restituendole il giusto riconoscimento nella storia dell’arte moderna e contemporanea.
Leonora Carrington, Grandmother Moorhead’s Aromatic Kitchen, 1974. Olio su tela, 79 x 124 cm, The Charles B. Goddard Center for Visual and Performing Arts – Ardmore, Oklahoma ©Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025.
L’esposizione presenta oltre 60 opere, tra dipinti, disegni, fotografie e materiali d’archivio, ripercorrendo la sua vita e carriera: dalle origini in Lancashire con radici celtiche, ai soggiorni in Europa e Stati Uniti, fino al definitivo trasferimento in Messico, dove fu celebrata accanto ad artisti come Frida Kahlo e Remedios Varo.
La retrospettiva su Leonora Carrington (Inghilterra, 1917 – Messico, 2011) raccoglie opere provenienti da prestigiose istituzioni internazionali e collezioni private, a conferma della fama globale dell’artista. Tra i principali prestatori figurano il Dallas Museum of Art, l’Art Institute of Chicago e il Goddards Charles B. Center negli Stati Uniti, il Banco Nacional de México, il FAMM (Femmes Artistes du Musée de Mougins) in Francia, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea – GNAMC di Roma, la Peggy Guggenheim Collection – Venezia, il Frahm & Frahm, oltre a numerosi collezionisti privati.
Leonora Carrington, La joie de patinage, 1941. Olio su tela, 45,7 x 60,9 cm, Madrid, Collection Peréz Simón ©Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025.
Leonora Carrington è stata una figura poliedrica in quanto pittrice, scultrice, scrittrice, drammaturga e pioniera del pensiero femminista ed ecologista. La sua opera intreccia sogno e realtà, mito e psicologia, magia e politica, dando vita a un universo complesso e sfuggente.
La mostra, prima monografica in Italia, restituisce la ricchezza della sua visione da artista transnazionale, madre, esule e intellettuale radicale. Carrington ha infatti esplorato la coscienza con instancabile profondità ed è stata autrice di un universo autentico e originale, intrecciando arte, scrittura e vissuto in una serie di cosmologie intime, animate da temi come la metamorfosi, la reinvenzione e la continua esplorazione dell’identità e del mondo.
Nel corso della sua carriera, ha integrato influenze eterogenee – dalla pittura rinascimentale italiana alla letteratura vittoriana, dall’alchimia medievale alla magia – per esplorare temi che oggi la pongono al centro delle riflessioni artistiche contemporanee.
Leonora Carrington, Snake bike floripondio, 1975. Olio su tela, 59,5 x 80 cm, Collection Peréz Simón ©Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025.
Leonora Carrington muove i primi passi nell’Inghilterra post-vittoriana e si forma a Firenze nei primi anni ’30. Fin da bambina, influenzata dai racconti e dalle storie irlandesi della madre, sviluppa una passione per il fantastico e la creazione di mondi immaginari, già evidente nel quaderno infantile Animals of a Different Planit, dove scienza e fantasia si fondono, o in Sisters of the Moon, disegni che riflettono l’universo fiabesco della sua infanzia rappresentando donne misteriose e creature fantastiche che popolano una cosmogonia femminile e alternativa.
La vita dell’artista subisce una svolta drammatica con l’arrivo della guerra: nel 1940, separata dal compagno Max Ernst, arrestato in Francia, fugge in Spagna dove affronta una durissima esperienza personale, culminata nel ricovero in un sanatorio a Santander. Questo periodo, vissuto tra lucidità e follia, segna profondamente la sua arte, rendendola più oscura e simbolica; la sua sofferenza viene elaborata nel testo Giù in fondo, testimonianza intensa del suo trauma.
Nel 1941 si trasferisce a New York, dove ritrova la comunità surrealista in esilio. Qui approfondisce la sua iconografia, arricchendola di nuovi significati per affrontare il dolore dell’esilio, della guerra e della perdita; è in questo periodo che le sue opere riflettono una trasformazione profonda personale e artistica.
Nel 1942 Leonora Carrington si stabilisce definitivamente in Messico, dove trova una vivace comunità di esuli europei che arricchisce la sua visione artistica. Negli anni successivi la sua pittura cambia radicalmente, influenzata da esperienze personali come la costruzione della sua casa e la maternità; riappaiono ricordi d’infanzia, visioni oniriche e nostalgie inglesi, tradotti in scene familiari e pastorali. Le opere di questo periodo mostrano anche l’influenza della pittura italiana grazie all’uso della tempera, supporti in tavola o masonite, e il formato orizzontale della predella. I dipinti assumono spesso il tono di una “sacra conversazione” enigmatica e malinconica, più introspettiva rispetto alla fase precedente.
Nel 1948 espone alla Pierre Matisse Gallery di New York, sostenuta dal mecenate Edward James, che ne celebra la forza onirica e la profondità simbolica, definendo le sue opere come immagini “distillate nelle caverne sotterranee della libido” e appartenenti al “subconscio universale”.
Leonora Carrington, Orplied, 1955. Olio su tela, 90 x 131 cm, Colección Banco Nacional de México ©Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025.
La sua arte ha trovato nuova risonanza nella inclusione alla Biennale di Venezia 2022, che ha adottato come titolo un suo racconto, Il latte dei sogni. Il progetto espositivo a Palazzo Reale prosegue quel percorso di riscoperta, celebrando Leonora Carrington come una delle voci più rivoluzionarie del XX secolo, capace di dialogare con le nuove generazioni e di stimolare riflessioni sul ruolo dell’arte e della conoscenza.
Dopo Milano, la mostra sarà ospitata al Musée du Luxembourg di Parigi dal 18 febbraio al 19 luglio 2026, proseguendo il suo viaggio europeo.
Electa, editore del catalogo della mostra, cura anche il bookshop e il merchandising, offrendo ai visitatori un’ampia selezione di titoli e oggetti ispirati all’universo surrealista della Carrington. Grazie a una ricca bibliografia tematica, il pubblico potrà approfondire e ampliare l’esperienza della mostra, proseguendo il viaggio nell’immaginario dell’artista anche oltre le sale di Palazzo Reale.




