È stato annunciato oggi il conferimento del Premio Pritzker 2026 all’architetto cileno Smiljan Radić Clarke, fondatore dell’omonimo studio con sede a Santiago del Cile. Istituito nel 1979 da Jay A. Pritzker e Cindy Pritzker, il riconoscimento è considerato il più importante nel campo della progettazione e premia ogni anno l’opera complessiva di un’architetta, architetto o gruppo di progettisti il cui lavoro abbia contribuito in modo significativo alla qualità dell’architettura e dell’ambiente costruito. Radić è il 55° laureato del premio.

House for the Poem of the Right Angle, Vilches, Chile, 2013. Photo courtesy of Smiljan Radić.

La scelta è stata resa nota dalla giuria presieduta da Alejandro Aravena e composta da Barry Bergdoll, Deborah Berke, Stephen Breyer, André Aranha Corrêa do Lago, Anne Lacaton, Hashim Sarkis e Kazuyo Sejima. Nella motivazione si sottolinea come il lavoro dell’architetto cileno si collochi all’incrocio tra sperimentazione materiale e memoria culturale, privilegiando la fragilità rispetto a ogni pretesa di certezza. I suoi edifici possono apparire temporanei o deliberatamente incompiuti, ma offrono allo stesso tempo spazi di riparo capaci di accogliere la dimensione quotidiana dell’esperienza umana.

Pite House, Papudo, Chile, 2005. Photo courtesy of Cristobal Palma.

Radić ha spesso rifiutato l’idea di un linguaggio architettonico riconoscibile e ripetibile. Ogni progetto viene affrontato come un’indagine specifica, fondata su principi essenziali e su un rapporto diretto con il contesto. “L’architettura esiste tra forme grandi, massicce e durature – strutture che restano sotto il sole per secoli – e costruzioni più piccole e fragili, effimere come la vita di una mosca”, ha affermato il progettista cileno, spiegando come questa tensione tra tempi diversi possa generare esperienze capaci di invitare le persone a fermarsi e osservare il mondo con maggiore attenzione.

NAVE, Performing Arts Center, Santiago, Chile, 2015. Photo courtesy of Cristobal Palma.

Nei suoi lavori il sito non è inteso soltanto come luogo fisico, ma come punto di incontro tra storia, pratiche sociali e condizioni politiche. Da questa prospettiva emergono strategie progettuali specifiche. In alcuni casi gli edifici sono parzialmente integrati nel terreno, come nel Restaurant Mestizo a Santiago; in altri si orientano per proteggere gli spazi interni dal vento e dalla luce intensa, come nella Pite House a Papudo; oppure nascono dall’adattamento di strutture esistenti, come nel progetto Chile antes de Chile, ampliamento del Museo Chileno de Arte Precolombino a Santiago.

Restaurant Mestizo, Santiago, Chile, 2006. Photo courtesy of Gonzalo Puga.

Un esempio noto del suo lavoro è il padiglione realizzato nel 2014 per le Serpentine Galleries di Londra: una struttura in fibra di vetro translucida appoggiata su grandi pietre portanti, che definisce uno spazio di riparo parziale mantenendo un rapporto diretto con il parco circostante. Un approccio analogo si ritrova nel Teatro Regional del Biobío a Concepción, completato nel 2018, dove un involucro semitrasparente modula la luce naturale e contribuisce alle prestazioni acustiche dell’edificio. Nel centro culturale NAVE a Santiago, inaugurato nel 2015, Radić interviene su un edificio residenziale dei primi del Novecento danneggiato da un terremoto, mantenendo la struttura originaria e inserendo nuovi volumi destinati a prove, spettacoli e attività artistiche. Sopra l’edificio, una terrazza coperta da un tendone da circo introduce un elemento inatteso, trasformando lo spazio in un luogo di incontro e di eventi pubblici.

Serpentine Gallery Pavilion, London, United Kingdom, 2014. Photo courtesy of Iwan Baan.

Nato a Santiago nel 1965 da una famiglia di origini croate e britanniche, Radić ha studiato alla Pontificia Universidad Católica de Chile, laureandosi nel 1989. Successivamente ha trascorso un periodo allo Istituto Universitario di Architettura di Venezia e ha viaggiato a lungo, esperienze che egli stesso considera decisive per il proprio percorso. “A volte bisogna produrre da soli le proprie radici. Questo ti dà libertà”, ha osservato.
Durante gli anni universitari conobbe la scultrice Marcela Correa, con la quale avrebbe successivamente collaborato in diversi progetti e installazioni, tra cui The Boy Hidden in a Fish, realizzato per la 12. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia nel 2010.

Teatro Regional del Biobío, Concepción, Chile, 2018. Photo courtesy of Iwan Baan.

Lo studio fondato da Radić nel 1995 ha realizzato negli anni edifici culturali, spazi civici, abitazioni e installazioni in diversi paesi europei e americani. Tra i progetti più recenti si segnalano la Prism House nel Parco Nazionale Conguillío (2020), la Chanchera House a Puerto Octay (2022) e il Pequeño Edificio Burgués a Santiago (2023), che ospita anche il suo studio.

Vik Millahue Winery, Millahue, Chile, 2013. Photo courtesy of Cristobal Palma.

English Summary

The 2026 Pritzker Architecture Prize has been awarded to Chilean architect Smiljan Radić Clarke, founder of the Santiago-based practice established in 1995. Founded in 1979 by Jay A. Pritzker and Cindy Pritzker, the prize is widely regarded as the most prestigious international award in architecture and recognises the overall work of architects whose built projects have made a significant contribution to the quality of architecture and the built environment.
Radić’s work has been recognised for its distinctive approach, situated between material experimentation and cultural memory. His buildings often appear fragile, temporary or deliberately unfinished, yet they provide carefully constructed spaces that respond to their context and to everyday human experience.

Guatero, Santiago, Chile, 2023. Photo courtesy of Cristobal Palma.

Rather than relying on a recognisable architectural language, each project is developed as a specific investigation rooted in site conditions, history and use.
Over the past three decades Radić has designed cultural institutions, civic buildings, private houses and installations in Chile and internationally. Among his best-known works are the Serpentine Pavilion in London (2014), the Teatro Regional del Biobío in Concepción (2018) and the NAVE performing arts centre in Santiago (2015).

Carbonero House, Melipilla, Chile, 1998. Photo courtesy of Smiljan Radić.