Raramente ci si sofferma a riflettere sul meritorio impegno delle case editrici. In questo caso va segnalata la validità del volume perché amplia meritatamente la conoscenza sia del lavoro teorico che dei risultati progettuali di Sebastián Irarrázaval, ancora poco conosciuto in Italia. E lo fa con un’edizione innovativa. Propone infatti un volume originale che tiene insieme, in un formato più contenuto i testi teorici, unito ad un altro, più ampio, con una selezione delle opere realizzate. Lo cura Fernanda De Maio, architetto e docente di progettazione architettonica allo Iuav di Venezia, dopo la formazione a Napoli, alla Federico II, dove ottiene il dottorato. A lei si devono ricerche pubblicate da importanti editori.
In sintonia con gli studi elaborati dall’autore del libro in questione.
Sebastián Irarrázaval, Biblioteca Pública de Constitución, Constitución, Región del Maule, Chile, 2011-15.
Irarrázaval è figlio di un architetto. Nasce nel 1967 a Santiago del Cile dove si laurea in architettura nel 1991. Due anni dopo è a Londra, con una borsa di studio post-laurea per frequentare la prestigiosa Architectural Association. Fonda quindi il proprio studio nella città natale e nel 1999 ottiene il premio AOA che segnala i migliori giovani architetti. Dal 1994 insegna Progettazione architettonica presso l’Università Cattolica del Cile. Visiting Professor nelle più importanti università del mondo, nel corso del suo lavoro ha ricevuto numerosi premi: dalla Biennale di Architettura del Cile a quella di Venezia, all’Urbanistica e Architettura di Shenzhen e Hong Kong. A questi si aggiunge quello d’onore Wood Design Awards.
Sebastián Irarrázaval, Biblioteca Pública de Constitución, Constitución, Región del Maule, Chile, 2011-15. Foto: Felipe Díaz Contardo.
Ciò che caratterizza le sue realizzazioni, come i testi che riportano le riflessioni teoriche, consiste nel profondo radicamento nel paesaggio sudamericano, tenute insieme alla continua valorizzazione dell’architettura cilena contemporanea. Con tali presupposti trasmette un’indubbia capacità nel comunicare quali siano le ragioni fondanti di questa architettura, anche quando si misura con un singolo progetto. A ciò si aggiunge il fatto che nel mettere a punto le occasioni progettali si alimenta delle riflessioni teoriche che pongono al centro la città e il territorio. A ciò si unisce un bagaglio letterario composta da letture che spaziano da Plinio il Giovane a Jorge Luis Borges. Del resto, proprio riflettendo su quest’ultimo argomento ha scritto: “La letteratura è all’architettura ciò che il linguaggio orale è alla mera costruzione”. Significativa la riflessione sulle costruzioni rurali dove, per Irarrázaval, si esprimono le virtù che gli stoici attribuivano al naturale e si incarnano in quella massima del pensiero greco del “nulla in eccesso”. Lo nota la curatrice che nella Premessa attribuisce al nostro personaggio, “di avere contemporaneamente un pensiero rivolto al futuro dell’architettura e uno rivolto al suo passato”.
Sebastián Irarrázaval, Teatro Mataquito, Licantén, Región del Maule, Chile, 2017–.
Nella selezione di dodici opere particolarmente significativa troviamo la Biblioteca Pubblica di Constitución, una piccola città posta in un importante centro di produzione del legname in Cile. Costruita grazie alla collaborazione tra il pubblico e i privati, per far risorgere un tessuto urbano su cui si era abbattuta la furia del terremoto e dello tsunami. Si affaccia per guardare l’immagine di alberi secolari che crescono nella piazza di fronte al sito. L’edificio si insedia a 1,6 metri sul livello stradale per enfatizzare la funzione pubblica dell’edificio, come insegna Louis Kahn, e far filtrare la luce naturale nelle tre navate che compongono la costruzione e ospitano gli utenti in base alla loro età, divise per bambini, giovani e adulti. In sintonia con questa costruzione è il Teatro Mataquito, un centro di sviluppo culturale per la regione del Maule.
Sebastián Irarrázaval, Pabellón 120 / Valparaíso, Campus Lo Contador, Providencia, Santiago / Palacio Subercaseaux, Valparaíso, Chile, 2014-15. Foto: Cristobal Palma (Santiago), Felipe Fontencilla (Valparaíso).
L’Hotel in Patagonia accoglie 40 camere e i relativi servizi. Si caratterizza per la forma ad anello e il colore rosso acceso che spicca sulle pareti. Essendo in una zona priva di riferimenti architettonici il progettista ha privilegiato l’unica fonte di ispirazione, costituita dalle medialunas, le strutture lignee essenziali nelle quali si tengono i rodei. Resistono nel tempo per la forma e la robustezza degli elementi che le compongono. Per questa occasione sono state messe in opera cellule di 3,5 metri, trasportate in autostrada e montate sul posto, ponendo la gru al centro della corte. Il sostegno lo si deve a pilastri in calcestruzzo sui quali viene montata la struttura lignea.
Affascinante il gioco dei 45 container navali utilizzati per la XII Biennale del Cile a supporto dei percorsi, o il padiglione che celebra i 120 anni della fondazione della scuola di architettura della pontificia università cattolica del Cile. Lo si nota per la particolare copertura costituita da una sfera gonfiabile in PVC di 12 metri di diametro che funziona da copertura e trasmette la luce naturale all’interno, oltre che divenire un landmark.
Davvero particolari le due abitazioni che concludono il volume. Casa 8x8x8 rappresenta il rifugio ideale per i fine settimana dove gli ospiti possono vagare per i vari spazi rilassandosi e contemplando le meraviglie dell’intorno. Casa 2Y sembra uno strano animale che si incunea nella natura che sorge sulle rive del lago Colico, su un terreno lungo e stretto con l’andamento a onde reso prezioso dalla straordinaria vegetazione tipica dei laghi e dei vulcani.
Davvero un mondo tutto da scoprire.














