Il Palazzo Reale di Milano presenta una mostra antologica dedicata a Robert Mapplethorpe, che attraverso oltre duecento opere ripercorre in modo articolato le diverse fasi della sua ricerca fotografica. Nato a New York nel 1946 e scomparso prematuramente nel 1989, l’artista ha sviluppato in poco più di vent’anni un linguaggio fotografico riconoscibile e coerente. La mostra, curata da Denis Curti, attraversa l’intera produzione di Mapplethorpe, dagli esordi alla piena maturità, mettendo in evidenza la precisione compositiva e il controllo formale che ne caratterizzano il lavoro.
La rassegna, promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, è inserita nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.
Vista dell’allestimento. Foto: ©Andrea Avezzu.
Il percorso espositivo si apre con una selezione di collage realizzati alla fine degli anni Sessanta, lavori rari che documentano una fase iniziale di sperimentazione. In queste opere, Mapplethorpe combina ritagli, oggetti e materiali eterogenei, elaborando una riflessione sull’identità, sull’artificio e sulla costruzione dell’immagine, elementi che torneranno, in forme diverse, anche nella produzione fotografica successiva.
Collage, Untitled, 1968 ©Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission.
Il passaggio alla fotografia segna una progressiva definizione del suo stile. La mostra dedica ampio spazio ai ritratti, ambito centrale nella sua pratica, intesi come incontri costruiti in studio attraverso un controllo rigoroso della luce, dello sfondo e della posa. Accanto alle immagini di figure note del mondo dell’arte, della musica e della cultura, emergono i ritratti delle persone a lui più vicine, come Patti Smith e Lisa Lyon, che assumono un ruolo fondamentale nella definizione del suo immaginario.
Patti Smith, 1986 ©Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission.
Una sezione significativa è dedicata agli autoritratti, nei quali Mapplethorpe utilizza la fotografia come strumento di indagine personale. Realizzate nel corso di quasi due decenni, queste immagini registrano trasformazioni fisiche e psicologiche, passando dalle pose costruite e performative degli anni Settanta fino agli scatti più essenziali e diretti degli ultimi anni, segnati dalla malattia.
Self Portrait, 1980 ©Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission.
Il nucleo dei nudi rappresenta uno dei momenti centrali del percorso. I corpi, maschili e femminili, sono trattati come volumi scultorei, modellati da un uso calibrato della luce e del contrasto. L’attenzione alla forma, alla tensione muscolare e all’equilibrio compositivo richiama la tradizione classica, senza tuttavia ridurre le immagini a esercizi di stile: il corpo diventa il luogo in cui si concentrano questioni legate al desiderio, all’identità e alla rappresentazione.
Ken, Lydia and Tyler, 1985 ©Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission.
In dialogo con il nucleo dei nudi, le fotografie di fiori costituiscono un controcampo solo apparentemente distante. Calle, orchidee e tulipani sono ripresi con la stessa intensità riservata al corpo umano, assumendo una presenza ambigua e carica di allusioni. Anche in questi scatti, la cura formale e la costruzione dell’immagine prevalgono su qualsiasi intento descrittivo.
Papavero, 1988 ©Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission.
Il percorso si conclude con una sezione che mette in relazione il lavoro di Mapplethorpe con la statuaria antica, evidenziando il legame tra fotografia e scultura. Il riferimento al mondo classico non si configura come citazione, ma come confronto diretto con un’idea di forma fondata su misura, equilibrio e durata.
Vista dell’allestimento. Foto: ©Andrea Avezzu.
La mostra costituisce la seconda tappa di una trilogia espositiva avviata a Venezia e destinata a concludersi a Roma, al Museo dell’Ara Pacis, tra maggio e ottobre 2026, con l’obiettivo di approfondire, in ciascuna sede, differenti aspetti della figura e dell’opera di Mapplethorpe. Accompagnano il progetto il podcast Mapplethorpe Unframed, scritto e condotto da Nicolas Ballario, e un volume-catalogo pubblicato da Marsilio Arte.
Vista dell’allestimento. Foto: ©Andrea Avezzu.
English Summary
The exhibition at Palazzo Reale in Milan presents a comprehensive retrospective of Robert Mapplethorpe (1946–1989), bringing together more than two hundred works that trace the main phases of his photographic career. Curated by Denis Curti, the show explores Mapplethorpe’s production from his early experiments to his mature work, highlighting the consistency of his visual language and his rigorous approach to composition, light, and form.
The exhibition itinerary moves from early collages to portraits, self-portraits, nudes, and floral still lifes, offering an in-depth view of the artist’s exploration of identity, desire, and representation. Particular attention is given to the dialogue between photography and classical sculpture, reflecting Mapplethorpe’s interest in balance, proportion, and permanence. The Milan exhibition is part of a broader trilogy project developed between Venice, Milan, and Rome and is accompanied by a podcast series and an exhibition catalogue.
Vista dell’allestimento. Foto: ©Andrea Avezzu.






























