Dopo quasi nove anni di chiusura e un lungo intervento di riallestimento e progettazione museografica, riapre al Castello Sforzesco di Milano la Galleria Antico Egitto, uno dei nuclei storici delle collezioni civiche milanesi. Il nuovo percorso presenta circa 330 reperti, selezionati da una collezione che conta oltre 3.000 oggetti, e ripercorre la civiltà egizia dal IV millennio a.C. al V secolo d.C.
Libro dei Morti del sacerdote e scriba reale Hornefer, Cyperus papyrus, III secolo a.C. Courtesy Civico Museo Archeologico di Milano / Castello Sforzesco.
L’intervento, curato dalla conservatrice Anna Provenzali insieme all’egittologa Sabrina Ceruti, affronta i principali aspetti della società, della religione e delle pratiche funerarie dell’antico Egitto. Il percorso si articola in sei sezioni tematiche. Vivere nell’Antico Egitto introduce le figure e l’organizzazione della società faraonica. Vivere in eterno è dedicata alle credenze funerarie e al viaggio del defunto nell’aldilà, mentre Vivere con gli dèi presenta le pratiche votive e il rapporto con il mondo divino. Milano in Egitto ricorda le campagne di scavo condotte negli anni Trenta nell’oasi del Fayum che portarono all’arrivo di numerosi reperti nelle collezioni milanesi. Le ultime due sezioni, L’Egitto greco-romano e L’Egitto copto, illustrano le trasformazioni culturali e religiose tra età ellenistica, dominio romano e diffusione del cristianesimo.
Il progetto di allestimento, a cura di Markus Scherer, si ispira alla struttura delle sale ipostile dei templi egizi. Vetrine monumentali, concepite come colonne espositive, scandiscono lo spazio. Superfici scure, pietra di Brera e vetri extrachiari accompagnano una luce calibrata che mette in risalto gli oggetti esposti e ne garantisce al tempo stesso le condizioni conservative.
Nuovo allestimento della Galleria Antico Egitto, Castello Sforzesco di Milano. Video Courtesy Civico Museo Archeologico di Milano / Castello Sforzesco.
La collezione si è formata nei primi decenni dell’Ottocento, nel clima di forte interesse europeo per la civiltà egizia. I primi reperti giunsero a Milano presso il Gabinetto Numismatico e la Biblioteca di Brera, per poi confluire nelle raccolte civiche. Nel corso del Novecento il nucleo si è ampliato grazie ad acquisizioni, donazioni private e soprattutto alle campagne di scavo condotte negli anni Trenta nel Fayum da Achille Vogliano.
Sarcofago di Peftjauauiaset, legno di tamerice, XXV–XXVI dinastia (ca. 712–525 a.C.). Courtesy Civico Museo Archeologico di Milano / Castello Sforzesco.
Tra i reperti più noti figura la statua del faraone Amenemhat III, rinvenuta nel sito di Medinet Madi durante le campagne di scavo del 1936-37. È esposto anche il cosiddetto papiro Busca, lungo quasi sette metri, recentemente restaurato e oggi presentato in una teca dedicata; il reperto è concesso in deposito dalla Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico. La raccolta comprende inoltre sarcofagi decorati, bronzetti votivi, amuleti, stele e altri papiri legati alle pratiche funerarie dell’antico Egitto.
Statua del faraone Amenemhat III, calcare, XII dinastia (ca. 1859–1813 a.C.), da Medinet Madi, Oasi del Fayum. Courtesy Civico Museo Archeologico di Milano / Castello Sforzesco.
English Summary
The Galleria Antico Egitto at the Castello Sforzesco in Milan reopened to the public on 5 March 2026 after nearly nine years of closure and a comprehensive museographic redesign. The new installation presents about 330 artefacts selected from a collection of more than 3,000 objects, illustrating ancient Egyptian civilisation from the 4th millennium BCE to the 5th century CE.
Curated by Anna Provenzali and Egyptologist Sabrina Ceruti, the exhibition is organised into six thematic sections exploring everyday life, religious practices and funerary beliefs in ancient Egypt, as well as the transformations of the Greek-Roman and Coptic periods. The installation design by Markus Scherer draws inspiration from the spatial structure of Egyptian hypostyle halls.
Among the most notable objects are the statue of Pharaoh Amenemhat III, discovered during archaeological excavations in Medinet Madi in the Fayum oasis, and the so-called Papiro Busca, a nearly seven-metre funerary papyrus on loan from the Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico.
Gatta, bronzo, Epoca tarda (664–332 a.C.). Courtesy Civico Museo Archeologico di Milano / Castello Sforzesco.




















