Alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia inaugura la mostra Nulla di preciso. Ovvero: architetture, strategie, eresie, racconti, ritrovamenti e genealogie per una felicità immediata evitando l’attesa di tempi migliori. Curata da Luigi Prestinenza Puglisi e allestita nell’Area Scarpa fino al 12 aprile 2026, l’esposizione prende spunto dal progetto per il concorso di ampliamento del MAXXI di Roma (2022) realizzato da Peluffo&Partners, Stefano Pujatti ElasticoFarm e Beniamino Servino, riletto come occasione di riflessione sull’architettura italiana contemporanea.
Più che documentare una proposta progettuale non realizzata, emergono alcune questioni culturali: il ruolo di un’architettura condivisibile e popolare, il valore dell’effimero e della trasformabilità, il rapporto con la memoria collettiva e la ricerca dello spazio come ambito di relazione tra esperienza individuale e dimensione comunitaria.
Nulla di preciso.
Il percorso espositivo si articola attraverso modelli materici in ceramica e cemento, immagini, figure e disegni tecnici riorganizzati in forma narrativa, restituendo il progetto come costruzione stratificata. L’allestimento dialoga con l’Area Scarpa e con il patrimonio della Fondazione, richiamando l’immaginario popolare e la storia figurativa, mentre stabilisce inaspettate analogie con il recente allestimento della Presentazione di Gesù al Tempio di Giovanni Bellini. Tra i riferimenti emerge il Libro del Sarto cinquecentesco conservato alla Querini Stampalia, testimonianza dell’allestimento effimero di padiglioni e tende per cerimonie pubbliche e rituali civili.
Libro del sarto.
In questo contesto l’effimero emerge come tema centrale, inteso non come precarietà ma come possibilità progettuale: architetture temporanee, leggere e modificabili, capaci di adattarsi a esigenze mutevoli e di attivare relazioni simboliche e sociali. Il richiamo agli apparati festivi e ai padiglioni temporanei del XVI secolo rafforza questa prospettiva, mostrando come la costruzione provvisoria possa assumere un ruolo rappresentativo e collettivo.
Nulla di preciso.
Nel testo che accompagna la mostra, Luigi Prestinenza Puglisi propone una lettura più ampia del contesto culturale italiano, individuando una tradizione progettuale che privilegia genealogie narrative, frammenti di memoria e forme riconoscibili, piuttosto che sistemi teorici rigidi. L’architettura viene così interpretata come racconto capace di attivare riconoscimenti immediati e di costruire spazi di libertà all’interno della complessità contemporanea.
Nulla di preciso.
Completa il percorso espositivo il cortometraggio Verso la luce di Ernesta Caviola, dedicato alla Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, che rafforza il dialogo tra memoria figurativa e costruzione dello spazio.
Allestimento Bellini. How to deal with a Masterpiece, 2025. Foto: Adriano Mura.
English Summary
The Fondazione Querini Stampalia in Venice presents Nulla di preciso, curated by Luigi Prestinenza Puglisi and hosted in the Scarpa Area until 12 April 2026. The exhibition revisits the 2022 competition proposal for the MAXXI expansion in Rome by Peluffo&Partners, Stefano Pujatti ElasticoFarm and Beniamino Servino, using it as a starting point to reflect on contemporary Italian architecture. Rather than documenting an unbuilt project, the exhibition highlights themes such as shared and accessible architecture, the role of the ephemeral, and the relationship between memory and space. The narrative display engages with the Querini Stampalia’s collections, including the sixteenth-century Libro del Sarto, whose drawings of ceremonial costumes and temporary pavilions echo the exhibition’s focus on ephemeral structures. A short film by Ernesta Caviola, inspired by Piero della Francesca’s Legend of the True Cross, completes the exhibition.
















