Dal 24 marzo al 26 luglio 2026 il Grand Palais di Parigi ospita la mostra Matisse. 1941-1954, un’ampia retrospettiva dedicata a un momento decisivo della carriera di Henri Matisse (1869-1954), tra i protagonisti della pittura moderna. Coprodotta dal Centre Pompidou e dal GrandPalaisRmn e curata da Claudine Grammont, responsabile del Dipartimento di Arti Grafiche del Musée national d’art moderne, l’esposizione riunisce oltre trecento opere tra dipinti, disegni, gouaches découpées, libri illustrati, tessuti e vetrate, provenienti dalle collezioni del Centre Pompidou e da importanti prestiti internazionali, tra cui MoMA, National Gallery of Art di Washington, Barnes Foundation, Fondation Beyeler ed Hammer Museum.

Henri Matisse, La Tristesse du roi, 1952, gouaches découpées sur papier monté sur toile, 292 × 386 cm, Paris, Centre Pompidou, Musée national d’art moderne. Acquisition de l’État, 1954. Photo ©Centre Pompidou, MNAM-CCI / Philippe Migeat / Dist. GrandPalaisRmn.

La mostra si concentra sugli anni compresi tra il 1941 e il 1954, un periodo di straordinaria intensità creativa. Dopo una grave operazione chirurgica nel 1941, che lo costrinse a una condizione fisica fragile, Matisse parlò di una sorta di “seconda vita”. In questa fase sviluppò un linguaggio profondamente rinnovato, fondato soprattutto sulla tecnica dei papiers découpés, ritagli di carta dipinta con gouache che gli consentivano di unire linea e colore in composizioni di grande libertà formale.

Henri Matisse, Intérieur rouge, nature morte sur table bleue, 1947, huile sur toile, 116 × 89 cm, Düsseldorf, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, don du Westdeutschen Rundfunks. Photo ©BPK, Berlin / Dist. GrandPalaisRmn / Walter Klein.

Il percorso segue l’evoluzione di questa stagione attraverso diversi nuclei tematici. Una prima sezione è dedicata alla pratica del disegno e al libro Dessins. Thèmes et variations, pubblicato negli anni della guerra, nel quale Matisse sperimentò una metodologia seriale basata sul confronto tra variazioni di uno stesso soggetto. Il disegno emerge qui come uno strumento essenziale nella ricerca di una sintesi sempre più radicale.

Henri Matisse, Visage, 1952, pinceau et encre sur papier, 65 × 50 cm, collection particulière.

Uno dei passaggi centrali riguarda il progetto editoriale Jazz, ideato tra il 1943 e il 1944 e pubblicato nel 1947 dall’editore Tériade. L’opera, composta da tavole ottenute mediante ritagli di carta colorata e accompagnate da testi calligrafici dell’artista, segna l’affermazione del découpage come linguaggio autonomo. In mostra sono presentate sia le tavole dell’album sia i modelli originali in gouache, mettendo a confronto le composizioni con le loro riproduzioni a stencil e restituendo la complessità del processo esecutivo.

Henri Matisse, La Chute d’Icare, 1943, gouaches découpées épinglées, 36 × 26,5 cm, collection particulière, courtesy Galerie de l’Institut.

Un altro nucleo fondamentale è costituito dagli Intérieurs de Vence, realizzati tra il 1946 e il 1948 e spesso considerati il congedo di Matisse dalla pittura. In queste opere dedicate agli interni domestici e agli oggetti dello studio, il colore tende a dilatare lo spazio del quadro oltre i suoi confini, trasformandolo in un campo vibrante e decorativo. La mostra riunisce eccezionalmente undici dipinti della serie grazie a prestiti provenienti da musei europei e americani.

Henri Matisse, L’Asie, 1946, huile sur toile, 116,2 × 81,3 cm, Fort Worth, Kimbell Art Museum. Photo ©Kimbell Art Museum / Art Resource / Scala, Florence.

Ampio spazio è riservato anche alla Cappella del Rosario di Vence, alla quale l’artista lavorò tra il 1948 e il 1951, concepita come un’opera totale che comprende architettura, vetrate, decorazioni murali, arredi liturgici e paramenti sacri. L’esposizione presenta studi preparatori, disegni a pennello e modelli per le vetrate, realizzati a grandezza naturale direttamente sulle pareti dello studio di Nizza.

Henri Matisse, L’Asie, 1946, huile sur toile, 116,2 × 81,3 cm, Fort Worth, Kimbell Art Museum. Photo ©Kimbell Art Museum / Art Resource / Scala, Florence.

Un altro capitolo riguarda le grandi composizioni a papiers découpés degli anni finali, tra cui La Gerbe, Les Acanthes, L’Escargot e Mémoire d’Océanie, raramente esposte insieme in Francia. In questi lavori il colore ritagliato e disposto direttamente sulla superficie diventa elemento costruttivo dell’immagine e consente a Matisse di sviluppare una sintesi estrema tra decorazione, spazio e movimento.

Henri Matisse, La Gerbe, 1953, gouaches découpées sur papier monté sur toile, 311 × 350 cm, Los Angeles, Hammer Museum. Photo ©Hammer Museum / Bridgeman Images.

La mostra dedica inoltre un approfondimento alla serie dei Nus bleus del 1952, tra le espressioni più note di questa ricerca. Le figure blu, ottenute da forme ritagliate e assemblate, rappresentano uno degli esiti più radicali della sua semplificazione formale e della trasformazione del corpo in una presenza plastica e monumentale.

Henri Matisse, Nu bleu I, 1952, gouaches découpées sur papier monté sur toile, 106,3 × 78 cm, Riehen/Basel, Fondation Beyeler, Beyeler Collection. Photo ©Fondation Beyeler / Robert Bayer.

Il percorso arriva infine agli ultimi lavori realizzati tra il 1952 e il 1954, quando Matisse continuò a lavorare con grande intensità, producendo nuove composizioni, disegni e progetti per vetrate. Tra questi figura anche il modello per la vetrata Rosace, completato nel novembre 1954, pochi giorni prima della sua morte a Nizza.
La rassegna parigina, più che documentare semplicemente una fase conclusiva della carriera dell’artista, mette in luce un periodo autonomo e decisivo, in cui Matisse riorganizza i propri mezzi espressivi e apre nuove possibilità al rapporto tra pittura, disegno, decorazione e spazio.

Henri Matisse, Nu bleu II, 1952, gouaches découpées sur papier monté sur toile, 103,8 × 86 cm, Paris, Centre Pompidou, Musée national d’art moderne. Acquisition, 1984. Photo ©Centre Pompidou, MNAM-CCI / Dist. GrandPalaisRmn.

Henri Matisse, Nu bleu III, 1952, gouaches découpées sur papier monté sur toile, 112 × 73,5 cm, Paris, Centre Pompidou, Musée national d’art moderne. Acquisition, 1982. Photo ©Centre Pompidou, MNAM-CCI / Dist. GrandPalaisRmn.

Ad accompagnare l’esposizione sono inoltre diverse pubblicazioni, tra cui il catalogo scientifico di circa 480 pagine curato da Claudine Grammont e una rivista della mostra, “Matisse, 1941-1954 – The review”, concepita come un journal illustrato strutturato per parole chiave.
Il programma comprende anche un’installazione sonora commissionata dall’Ircam alla compositrice Claudia Jane Scroccaro, pensata per dialogare con il libro Jazz e integrata nel percorso espositivo.

Henri Matisse, Nu bleu IV, 1952, fusain et gouaches découpées sur papier Canson monté sur toile, 103 × 76 cm, Paris, Musée d’Orsay. Don de Mme Jean Matisse à l’État français, dépôt au Musée Matisse Nice, 1978. Photo ©François Fernandez.

English Summary

From 24 March to 26 July 2026, the Grand Palais in Paris hosts the exhibition Matisse. 1941–1954, a major retrospective devoted to the final creative period of Henri Matisse (1869–1954), one of the leading figures of modern painting. Co-produced by the Centre Pompidou and GrandPalaisRmn and curated by Claudine Grammont, the exhibition brings together more than 300 works, including paintings, drawings, gouache cut-outs, illustrated books, textiles and stained-glass designs.
Focusing on the years between 1941 and 1954, the exhibition explores a period of intense experimentation that followed a serious operation in 1941, when Matisse spoke of entering a “second life”. During these years he developed the technique of gouache paper cut-outs, which allowed him to rethink the relationship between line, colour and space.
The exhibition presents key works and series from this period, including the Jazz album, the Intérieurs de Vence, the designs for the Chapel of the Rosary in Vence, monumental cut-out compositions such as La Gerbe and L’Escargot, and the celebrated Nus bleus series, highlighting the radical formal synthesis of Matisse’s late work.

Henri Matisse, Le Cauchemar de l’éléphant blanc, fin octobre – début novembre 1943, maquette originale pour le livre Jazz, gouaches découpées sur papier monté sur toile, 43,9 × 66,7 cm, Paris, Centre Pompidou, Musée national d’art moderne. Photo ©Centre Pompidou, MNAM-CCI / Dist. GrandPalaisRmn / Philippe Migeat, Christian Bahier.