Bosco come patrimonio è la mostra fotografica di Marco Introini dedicata al tema del bosco come spazio naturale, culturale e sociale, presentata al Museo Civico di Palazzo Cuttica di Alessandria. L’esposizione, che si inaugura il 22 gennaio, riunisce una selezione di immagini in bianco e nero realizzate nell’ambito di un progetto di ricerca avviato nel 2018 e tuttora in corso, concepito come una mappatura del patrimonio forestale italiano e delle sue trasformazioni.
Bosco delle Sorti della Partecipanza, Provincia di Vercelli, 2021.
Architetto di formazione e fotografo specializzato in paesaggio e architettura, Introini affronta il bosco non come semplice soggetto iconografico, ma come figura complessa che intreccia dimensione simbolica, storica ed ecologica. Nel testo introduttivo al progetto, l’autore ricostruisce il modo in cui alberi, selve, foreste e boschi hanno attraversato linguaggi, arti e pensiero, diventando nel tempo luoghi ambivalenti: spazi di smarrimento e di prova, ma anche rifugi, ambienti di libertà e modelli di armonia ecologica. Il bosco emerge così come un margine tra natura e cultura, tra ordine e disordine, in cui l’umanità ha imparato a rappresentare se stessa e a misurarsi con l’idea di trasformazione.
Parco dell’Aspromonte, Provincia di Reggio Calabria, 2021.
A questa dimensione simbolica si affianca una riflessione più direttamente legata al presente. Introini interpreta il bosco come parte integrante di quello che viene definito Capitale Naturale, cioè l’insieme delle risorse e dei servizi ecosistemici su cui si fondano benessere economico e sociale. In questo quadro, il patrimonio forestale non è riducibile a semplice materia prima, ma costituisce un’infrastruttura vivente che sostiene cibo, acqua, clima, salute, qualità dell’aria, protezione da frane e alluvioni, identità dei luoghi. La difficoltà di attribuire un valore economico immediato a questi servizi ha contribuito a renderli spesso invisibili nelle politiche di gestione, nonostante la loro funzione essenziale per la tenuta degli ecosistemi e per la memoria collettiva delle comunità.
Alta Valle del Tanaro, Provincia di Cuneo, 2021.
Le fotografie esposte restituiscono questa complessità attraverso un percorso che attraversa diversi contesti italiani, dal bosco marino a quello d’alta quota, mantenendo una scansione geografica che progressivamente perde riconoscibilità locale. L’osservatore è guidato in una sequenza che mette in relazione essenze diverse, strutture vegetali, sottoboschi, radure e pendii, fino a includere segni di disturbo ed eventi drammatici causati dall’azione umana e dal cambiamento climatico. La scelta del bianco e nero, come spiega l’autore, risponde all’esigenza di sospendere la consueta sensibilità visiva verso il verde, per rendere apprezzabili in egual misura tutte le componenti del bosco, il suo spazio e la sua architettura.
Foresta Monte Generoso, Provincia di Como, 2020.
Il risultato è un insieme di immagini di forte intensità formale, ma al tempo stesso rigorosamente analitiche, in cui la dimensione estetica non è mai disgiunta da una valenza civile. Bosco come patrimonio si inserisce così nella più ampia ricerca che Introini conduce da anni sul rapporto tra territorio, paesaggio e trasformazioni ambientali, proponendo una lettura del bosco come patrimonio unitario e insostituibile, radice di immaginari culturali e infrastruttura ecologica fondamentale per le generazioni future.
Foresta Monte Generoso, Provincia di Como, 2020.
English Summary
Bosco come patrimonio is a photographic exhibition by Marco Introini presented at the Museo Civico di Palazzo Cuttica in Alessandria. The show features a selection of black-and-white images from a long-term research project started in 2018, conceived as a mapping of Italy’s forest heritage and its transformations. Trained as an architect and working in the field of landscape and architectural photography, Introini approaches the forest as a complex cultural and ecological figure. The project reflects on the symbolic meanings of woods and forests and on their role as part of what is defined as Natural Capital, the set of resources and ecosystem services on which social and economic well-being depends. The exhibition unfolds through different Italian contexts, from coastal woods to high-altitude forests, and includes signs of disturbance caused by human action and climate change. The choice of black and white aims to allow all components of the forest, its space and its architecture, to be perceived with equal attention.
Val Ferret, Provincia di Aosta, 2021.














