How will we live together?

di Redazione

2020-03-28T13:37:25+02:0028 Febbraio 2020 |

È stata presentata ieri, in diretta streaming, la 17. Mostra Internazionale di Architettura, organizzata dalla Biennale di Venezia, che si svolgerà, dal 29 agosto al 29 novembre 2020, nella città lagunare, ai Giardini e all’Arsenale. Curata da Hashim Sarkis – architetto e docente, titolare di Hashim Sarkis Studios e preside della School of Architecture and Planning del Massachussetts Institute of Technology –, l’esposizione, intitolata How will we live together?, affronta il tema “degli spazi nei quali vivere generosamente insieme”.

PRÁCTICA, “River Somes, Urban Beach,” River Somes: Across Communities and Ecosystems, 2017-ongoing. Courtesy PRÁCTICA.
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“In un contesto caratterizzato da divergenze politiche sempre più ampie e da disuguaglianze economiche sempre maggiori”, afferma Sarkis, “abbiamo bisogno di un nuovo contratto spaziale”. E, poi, prosegue: “gli architetti invitati a partecipare (…) sono stati incoraggiati a coinvolgere nella loro ricerca altre figure professionali e gruppi di lavoro: artisti, costruttori, artigiani, ma anche politici, giornalisti, sociologi e cittadini comuni. La Biennale Architettura 2020 vuole così affermare il ruolo essenziale dell’architetto, che è quello di affabile convener e custode del contratto spaziale. Allo stesso tempo questa mostra vuole affermare l’idea che è proprio in virtù della sua specificità materiale, spaziale e culturale che l’architettura orienta i vari modi di vivere insieme. E in tal senso abbiamo chiesto ai partecipanti di evidenziare gli aspetti prettamente architettonici del tema principale”.

Olalekan Jeyifous and Mpho Matsipa, Liquid Geographies, Liquid Borders, 2020. Courtesy Olalekan Jeyifous.
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La 17. Mostra Internazionale di Architettura include 114 partecipanti in concorso provenienti da 46 paesi, oltre alla sezione Stations + Cohabitats, formata da ricerche attinenti al tema della manifestazione, sviluppate da università di tutto il mondo.
La Biennale Architettura 2020 è organizzata in 5 scale, con i progetti che “spaziano dall’analitico al concettuale, dallo sperimentale al collaudato e all’ampiamente diffuso”: Among Diverse Beings; As New Households; As Emerging Communities; Across Borders; As One Planet. Inoltre, le tre aree esterne dell’Arsenale e le due dei Giardini ospiteranno diverse grandi installazioni collegate a una delle cinque scale.

Dogma, “You always seemed so sure that one day we’d be fighting,” The Opposite Shore, 2016-19. Courtesy Dogma.
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Sono 63 le Partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia; il Padiglione Italia sarà curato da Alessandro Melis.
Infine, la manifestazione include numerosi “progetti speciali”, tra cui: British Mosques, un’iniziativa realizzata insieme con il Victoria and Albert Museum di Londra; Weekends on Architecture, una serie di conferenze sul tema della Mostra; Biennale Sessions ed Educational, due proposte formative rivolte a singoli e gruppi di studenti, bambini, adulti, famiglie, professionisti, aziende e università.

Bureau of Engineering, Michael Maltzan Architecture, Inc. / HNTB Corporation, “City of Los Angeles,” Sixth Street Viaduct. Courtesy Michael Maltzan Architecture.
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Il catalogo ufficiale è composto da due volumi, dedicati, rispettivamente, alla Mostra internazionale (curato da Hashim Sarkis) e alle Partecipazioni nazionali e agli Eventi collaterali.