Franco Purini e il linguaggio architettonico

Inaugurata oggi dalla lectio “Inventare un linguaggio” di Franco Purini, è in corso, presso gli spazi espositivi dell’Università Iuav di Venezia, la mostra intitolata L’invenzione di un linguaggio. Franco Purini e il tema dell’origine, 1964-1976.

Franco Purini, Città compatta, retino blu, 1966.
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La rassegna analizza e illustra la costruzione di un linguaggio architettonico nella ricerca svolta da Purini – dal 1996 affiancato da Laura Thermes – attraverso i suoi “primi” disegni e progetti realizzati negli anni Sessanta e Settanta, in un momento storico particolare e intenso “di transizione e rifondazione della disciplina architettonica”.

Franco Purini, Città in costruzione, 1966.
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Franco Purini, “neo razionalista” romano, nato nel 1941 a Isola del Liri, afferma a proposito: “L’invenzione di un linguaggio è avvenuta nella mia ricerca in un clima nel quale lo strutturalismo si affiancava al concettualismo, mentre l’idealismo si confrontava con il pensiero marxista anche attraverso la distinzione, per me ingannevole e forse impropria tra struttura e sovrastruttura. Nello stesso momento erano presenti e fortemente operanti anche la fenomenologia, la semiologia e il nascente sistema dei mass-media, la sociologia. Il tutto dava vita a un mosaico, a volte indecifrabile, di prospettive culturali. Commentata da Manfredo Tafuri nel 1969, nel numero 5 di ‘Palatino’, una rivista del Comune di Roma, questa ipotesi di linguaggio è ancora oggi alla base del mio lavoro”.

Franco Purini, Città compatta – studio di strutture urbane, 1966.
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I disegni di Purini riflettono appieno le sue architetture (costruite o rimaste soltanto su carta) e la sua ricerca. Infatti, per lui il disegno rappresenta il “luogo privilegiato, nonché primario, del pensiero architettonico” e disegnare diventa una pratica per “esplorare uno spazio concettuale”.
La mostra veneziana è stata curata da Roberta Albiero e Laura Thermes, con la collaborazione di Teresa Ianni.

Franco Purini, Alberi, 1966.
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