Doshi Retreat: un paradiso al Vitra Campus
Il Vitra Campus di Weil am Rhein ha inaugurato il Doshi Retreat, uno spazio contemplativo progettato dall’architetto Balkrishna Doshi, vincitore del Premio Pritzker, in stretta collaborazione con sua nipote Khushnu Panthaki Hoof e con Sönke Hoof. Ispirato alla spiritualità indiana, offre un viaggio sensoriale all’insegna del suono e della serenità.
Foto: Daisuke Hirabayashi.
Riflettendo sulla straordinaria trasformazione del Vitra Campus di Weil am Rhein negli ultimi decenni, il Presidente emerito di Vitra Rolf Fehlbaum osserva: “Sebbene rimanga un sito industriale, il campus è diventato un parco pubblico che oggi attira 400.000 visitatori ogni anno. Le persone vengono per ammirarne l’architettura, scoprire le mostre e le collezioni del Vitra Design Museum, godersi i giardini, i ristoranti e i negozi. Malgrado l’espansione del campus abbia inizialmente avuto un impatto negativo sull’ambiente naturale, negli ultimi anni l’area è stata ripensata come biosfera, con la piantumazione di giardini e boschi, la creazione di laghetti e la riduzione delle superfici cementate”. Con l’inaugurazione del Doshi Retreat, il Vitra Campus si arricchisce di un’aggiunta architettonica dal scopo tanto innovativo quanto inaspettato: un pacifico rifugio per la solitudine e il riposo.
Disegno di Balkrishna Doshi, 2022.
Dopo aver visitato il Tempio del Sole di Modhera, in India, Rolf Fehlbaum ricorda: “Ho mostrato a Balkrishna Doshi la foto di un piccolo santuario che avevo visto lì e gli ho chiesto se fosse disposto a progettare un luogo di contemplazione per il campus”. Balkrishna Doshi ha accettato la proposta e la visione di quello che sarebbe diventato il Doshi Retreat è emersa da un dialogo intimo tra Doshi, sua nipote Khushnu e il marito Sönke Hoof. Insieme, hanno modellato la sua forma e i suoi ritmi spaziali in armonia con il paesaggio circostante. Il Doshi Retreat è il primo progetto di Balkrishna Doshi realizzato al di fuori dell’India, nonché l’ultimo a cui ha lavorato prima della sua morte, avvenuta nel 2023. Nel 2018 ha ricevuto il Premio Pritzker per l’architettura.
Foto: Julien Lanoo.
Il Doshi Retreat si dipana lungo un percorso tortuoso, invitando all’esplorazione sia fisica che metaforica. Man mano che si avanza, scendendo sotto il livello del suolo e passando lungo pareti che riverberano i dolci suoni di gong e flauto, si avverte un crescente senso di transizione.
Khushnu Panthaki Hoof spiega: “Questa architettura è nata da un sogno in cui Doshi ha visto due cobra intrecciati. Da questa visione inconscia è emersa una narrazione scritta, seguita da una bozza di concept composta da appunti ed evocazioni. La quale poi si è trasformata in un invito a intraprendere un viaggio di scoperta”.
Foto: Julien Lanoo.
Analogamente agli ambienti sensoriali che si trovano nei templi orientali o negli spazi sacri cristiani, il suono svolge un ruolo fondamentale. Un sofisticato sistema audio, integrato in nicchie concave nel pavimento, diffonde una sequenza di suoni di gong e flauto di ceramica lungo il percorso. Man mano che ci si avvicina alla struttura centrale, il suono si disperde sulle pareti metalliche e interagisce con il corpo in movimento. Questa esperienza sensoriale culmina in un breve tunnel ad arco che conduce i visitatori nella sala di contemplazione. Lo spazio organicamente arrotondato contiene un bacino per l’acqua piovana che ne circonda la base, due ampie panche semicircolari in pietra e il gong al centro. In alto, il soffitto racchiude solo parzialmente la sala, creando un’apertura per la luce, l’aria e le precipitazioni. Un mandala in ottone martellato a mano, realizzato in India, adorna il soffitto rifrangendo la luce.
Foto: Julien Lanoo.
La struttura del Doshi Retreat è realizzata in acciaio XCarb® forgiato e modellato, un materiale innovativo a basse emissioni di carbonio composto in gran parte da rottami di acciaio e prodotto interamente con energia rinnovabile. Generosamente donato da ArcelorMittal, questo acciaio, sviluppa nel tempo una calda patina naturale attraverso una corrosione controllata. Le pareti sinuose guidano i visitatori lungo un percorso ricco di curve inaspettate e prospettive mutevoli, esaltando il senso di scoperta per tutta la durata del Doshi Retreat.
Foto: Julien Lanoo.
Doshi e i suoi collaboratori hanno attinto alla filosofia spirituale della Kundalini, un termine sanscrito che significa “avvolto” o “a spirale” e che si riferisce all’energia latente alla base della colonna vertebrale. Nelle tradizioni yogiche e tantriche, il risveglio e l’ascensione di questa energia attraverso i chakra è considerato essenziale per conseguire la trasformazione spirituale. Al centro di questa esperienza c’è il suono sacro, che funge da catalizzatore per espandere la coscienza. Sebbene il Doshi Retreat non abbia una colonna sonora specifica, il paesaggio sonoro asseconda il flusso della sua geometria spaziale.
Foto: Marek Iwicki.
Khushnu Panthaki Hoof osserva: “È il suono, che risuona nel corpo del visitatore, a cancellare il confine tra sé e la struttura. L’edificio riflette il suono verso chi vi passa, trasformando sia il percorso che la sala in strumenti di risonanza”. E aggiunge: “Nell’ultimo decennio della sua vita, Doshi si è allontanato dall’architettura per dedicarsi all’arte. Ma con questo progetto è tornato al tavolo da disegno, prima per scrivere, poi per guidarci nella definizione del design. È stata l’esperienza memorabile di Rolf Fehlbaum e di sua moglie Federica Zanco durante la loro visita a un piccolo tempio indiano vicino al Tempio del Sole a ispirare la genesi del progetto. Poi sono arrivati i sogni e le intenzioni di Doshi: testi, schizzi e una presentazione visiva ricca di concept stratificati e dualismi”.
Foto: Julien Lanoo.
Né Doshi, né Khushnu Panthaki Hoof, né Sönke Hoof hanno mai assegnato un’etichetta formale al Doshi Retreat. Al contrario, è pensato per presentarsi liberamente come uno spazio di solitudine e contemplazione, incoraggiando la percezione di presenze invisibili, un soggiorno che ammette il disorientamento, l’incontro e la ricerca di significato.
Foto: Julien Lanoo.
English Summary
The Vitra Campus in Weil am Rhein has inaugurated the Doshi Retreat, a contemplative space designed by Pritzker Prize–winning architect Balkrishna Doshi, together with Khushnu Panthaki Hoof and Sönke Hoof. Inspired by Indian spirituality, it offers a sensory journey guided by sound, light, and material harmony. Realized in low-carbon XCarb® steel, the structure unfolds through winding paths and a circular chamber for reflection. Blending architecture, landscape, and the philosophy of Kundalini, the project invites introspection and celebrates Doshi’s final built work beyond India.
(riassunto in inglese a cura di weArch)
Balkrishna Doshi con Khushnu Panthaki Hoof e Sönke Hoof, 2018. Foto: Vinay Panjwani.








































