Si avvia alla conclusione Inequalities, la 24ª Esposizione Internazionale di Triennale Milano, dopo essere stata aperta al pubblico dal 13 maggio al 9 novembre 2025. Questo appuntamento chiude una trilogia iniziata nel 2019 con Broken Nature, dedicata alla sostenibilità, e proseguita nel 2022 con Unknown Unknowns, incentrata sui misteri dell’universo, dallo spazio cosmico alla scala microscopica dei virus. Con Inequalities, la riflessione si sposta sulla dimensione umana, affrontando il tema urgente e profondamente politico delle diseguaglianze che segnano le città e il mondo di oggi.

A Journey Into Biodiversity. Eight Forays on Planet Earth. Foto: Delfino Sisto Legnani – DSL Studio.

L’esposizione si configura come un progetto collettivo che esplora le differenze e le disparità in ambiti economici, etnici, geografici e di genere, attraverso un ricco programma di mostre, progetti speciali, partecipazioni internazionali, performance e incontri. A dare forma a questa visione sono stati 28 curatori e curatrici, che hanno coinvolto 341 autrici e autori provenienti da 73 Paesi.

Atlas of the Changing World. Foto: Delfino Sisto Legnani – DSL Studio.

Triennale Milano ha chiamato alcune delle voci più autorevoli della scena artistica e culturale internazionale per riflettere sul tema delle diseguaglianze; tra i curatori figurano personalità di spicco come Norman Foster, vincitore del Pritzker Architecture Prize, Beatriz Colomina, storica dell’architettura alla Princeton University, Mark Wigley, docente alla Columbia University, Hans Ulrich Obrist, direttore delle Serpentine Galleries di Londra, e Theaster Gates, artista multidisciplinare noto per il suo approccio che intreccia arte, scultura e impegno sociale. L’esposizione presenta anche i progetti di alcuni tra i più influenti architetti contemporanei, tra cui Kazuyo Sejima e Alejandro Aravena, entrambi premiati con il Pritzker Prize, Elizabeth Diller, dello studio Diller Scofidio + Renfro, Boonserm Premthada, fondatore del Bangkok Project Studio, e l’artista e regista Amos Gitai, figura centrale del cinema d’autore internazionale.

Cities. Foto: Delfino Sisto Legnani – DSL Studio ©Triennale Milano.

Per affrontare un tema complesso e globale come quello delle diseguaglianze, Triennale Milano ha coinvolto studiosi, ricercatori e creativi da tutto il mondo, articolando la riflessione lungo due assi principali: la geopolitica e la biopolitica delle diseguaglianze.
Al piano terra del Palazzo dell’Arte, l’attenzione si concentra sulla dimensione geopolitica, con un focus sulle trasformazioni delle città e sul nuovo significato assunto dai concetti di “ricchezza” e “povertà” nella vita urbana contemporanea. Il primo piano esplora la biopolitica delle diseguaglianze, analizzando come fattori sociali, economici e di genere influenzino stili di vita, aspettative e mobilità, a partire dalla diversità dei corpi e delle esperienze che compongono le società contemporanee.

Shapes of Inequalities. Fragapane. Foto: Alessandro Saletta e Agnese Bedini – DSL Studio ©Triennale Milano.

La mostra ha esteso la riflessione sulla sostenibilità ambientale, portata avanti da anni da Triennale Milano, anche al tema degli allestimenti; infatti, nell’ambito della mostra Viaggio nella biodiversità: otto incursioni sul pianeta Terra, è stato avviato un tavolo di co-progettazione con il curatore Telmo Pievani, Studio GISTO, Nolostand e Fiera Milano, con l’obiettivo di sviluppare un sistema espositivo fondato sui principi dell’economia circolare. Dopo un’attenta fase di ricerca, sono stati selezionati quattro tipi di materiali sostenibili: biobased, derivati da risorse naturali rinnovabili; riciclati, ottenuti da prodotti esistenti trasformati in nuovi materiali; riutilizzati, impiegati senza processi complessi; e longlasting, progettati per durare nel tempo e ridurre la produzione di nuovi oggetti.
Per misurare l’impatto ambientale dell’allestimento è stato effettuato un calcolo dell’impronta di carbonio durante il loro ciclo di vita (Life Cycle Assessment), i cui risultati hanno dimostrato l’efficacia del sistema modulare adottato: la Carbon Footprint iniziale era pari a 117 tonnellate di CO₂ equivalente, che si riduce a 42 tonnellate grazie al riutilizzo in una seconda vita, con un risparmio complessivo di circa 135 tonnellate. Questa esperienza rappresenta una buona pratica per la progettazione sostenibile di eventi culturali, offrendo nuove prospettive operative che possano valorizzare la sinergia tra progettisti, aziende e pubblico.

Theaster Gates, Clay Corpus. Foto: Alessandro Saletta e Agnese Bedini – DSL Studio ©Triennale Milano.

In occasione dell’esposizione Inequalities, Triennale Milano ha promosso due progetti editoriali.
 Il primo è il catalogo ufficiale dell’Esposizione, pubblicato da Electa – con progetto grafico di Pentagram – disponibile fin dall’apertura e arricchito dai contributi di curatori, artisti e designer. 
Il secondo è un doppio numero speciale della rivista “Lotus”, frutto di una collaborazione avviata con Triennale Milano, che propone analisi critiche e approfondimenti su alcune delle principali tematiche trattate in mostra.
Con il catalogo sarà possibile approfondire l’articolato programma di mostre e progetti speciali che esplorano le disuguaglianze contemporanee offrendo uno sguardo originale su temi urgenti, proponendo visioni critiche e soluzioni creative per un futuro più equo:

– Cities: un atlante globale di installazioni site-specific che esplorano le disuguaglianze urbane e sociali con l’obiettivo di proporre un’idea di sviluppo diversa da quella tradizionale suggerendo inaspettati percorsi di crescita.

– Lo spazio delle disuguaglianze: una installazione immersiva che affronta le disparità territoriali legate all’ambiente, alla mobilità e alla cittadinanza, evidenziando come i cambiamenti climatici, l’accesso diseguale alle risorse e l’esclusione dai servizi influenzino la qualità della vita. A cura di DAStU e CRAFT, Politecnico di Milano.

– Atlante del mondo che cambia: mappe e cartografie che illustrano conflitti, migrazioni, differenze di genere, flussi migratori e trasformazioni climatiche.

– Verso un futuro più equo: progetti della Norman Foster Foundation per città sostenibili e soluzioni abitative inclusive, con l’esempio della trasformazione di un insediamento informale in India, la rigenerazione di una città distrutta dalla guerra in Ucraina, un’alternativa alle tende nell’accoglienza dei rifugiati, soluzioni abitative sostenibili economiche e di alta qualità, idee per produrre energia pulita e moduli edilizi industrializzati.

Norman Foster Foundation, Towards a More Equal Future. Foto: Alessandro Saletta e Piercarlo Quecchia – DSL Studio ©Triennale Milano.

– Radio Ballads: progetto della Serpentine di Londra che racconta le esperienze di social workers e caregiver attraverso film e ricerca artistica.

– Milano. Paradossi e opportunità: analisi di sei paradossi urbani milanesi che oggi influenzano l’accesso alle opportunità e condizionano il destino di una parte sempre più ampia della popolazione; con opere di artisti selezionati da Black History Monthsal Milano, ai quali è stato chiesto di proporne un’interpretazione personale del paradosso attraverso una propria opera.

– Forme di disuguaglianze: data visualization che rappresenta, anche in modo tridimensionale, le asimmetrie sociali con un linguaggio visivo organico.

– 471 Days: installazione preposta al racconto dell’impatto umano della guerra a Gaza, trasformando i dati sulle vittime in una narrazione visiva che restituisce dignità alle vite spezzate e riflette sulle disuguaglianze generate dai conflitti.

– We the Bacteria: Appunti per un’architettura biotica: esplora il legame tra disuguaglianze, salute e architettura, proponendo una visione del corpo umano come ecosistema microbico e invitando a ripensare il nostro modo di abitare il pianeta in relazione alla biodiversità invisibile che ci circonda.

– Un viaggio nella biodiversità: Otto stazioni sul pianeta Terra: otto installazioni sensoriali che raccontano comunità viventi, dalle alghe agli esseri umani, per esplorare il concetto di biodiversità e promuovere una visione interconnessa tra specie, ambiente e conoscenza scientifica.

– La Repubblica della Longevità: installazione interattiva che propone nuovi modelli di salute e longevità inclusiva per contrastare le disuguaglianze legate all’invecchiamento e promuovere un futuro più equo per tutte le generazioni.

– Not for Her: L’intelligenza artificiale che svela l’invisibile: Un’esperienza immersiva che, attraverso un trittico multimediale e un’installazione interattiva, indaga il ruolo dell’intelligenza artificiale nel rivelare le disuguaglianze di genere nel mondo del lavoro, stimolando una riflessione collettiva e mettendo in discussione le convinzioni più consolidate.

– Clay Corpus: Installazione di Theaster Gates che celebra la potenza simbolica degli oggetti quotidiani, intrecciando le tradizioni ceramiche giapponesi di Yoshihiro Koide con la visione di Ettore Sottsass, in un dialogo culturale che rende omaggio all’artigianato e alla memoria materiale.

– Portraits of Inequalities. Pittura di classe: progetto che riflette sulla rappresentazione storica delle classi privilegiate attraverso una selezione di ritratti della Ca’ Granda.

– La fragilità del futuro: sculture in cartapesta di Jacopo Allegrucci raffiguranti animali a rischio di estinzione che simboleggiano la fragilità ecologica e le disuguaglianze ambientali.

Milan. Paradoxes and Opportunities. Foto: Alessandro Saletta e Agnese Bedini – DSL Studio ©Triennale Milano.