Il plesso scolastico “Guglielmo Marconi – Emmanuel Lévinas” è l’esito di un concorso di progettazione in due gradi bandito dalla Provincia Autonoma di Bolzano nel 2013.
L’ambito di intervento insiste sul margine meridionale del quartiere Maia Bassa lungo la via Scuderie a Merano. Un’area priva di soluzioni di continuità dove le forme e le trame degli insediamenti abitati e produttivi si confrontano direttamente con i grandi sistemi formali delle Caserme e dell’Ippodromo: il primo struttura la trama del tessuto ordinario, il secondo introduce una rotazione disponendosi perpendicolarmente all’Adige.
Il progetto affronta il tema del consolidamento del margine meridionale del quartiere attraverso un intervento che ne ridefinisce il ruolo e il rapporto con l’edificato, fondandosi sulle misure e sulle direttrici che il tessuto edilizio è ancora in grado di esprimere. Si è così assunta la giacitura dominante delle Caserme e si è disposto un principio insediativo composto da un edificio in linea – sul fondo del lotto a definire la misura del fronte dell’isolato – e da una “torre” a mediare il rapporto con la strada. Al centro, tra i due edifici, un piccolo giardino e la piazza-parterre sopraelevata completano la dotazione degli spazi esterni.
Foto: ©Federico Covre.
Il risultato è un’architettura che, pur nell’espressione contemporanea dei suoi volumi, si innesta nella continuità culturale del paesaggio altoatesino, reinterpretandone in chiave attuale i valori tecnici, paesaggistici ed etici, espressi anche dall’interesse qui ancora elevato per l’infrastruttura pubblica.
Il linguaggio architettonico è essenziale, misurato e coerente, e trova espressione in un’articolazione materica ridotta ma altamente significativa. Tre materiali principali – cemento, vetro e metallo – diventano gli strumenti attraverso cui definire la gerarchia volumetrica, il carattere degli spazi e il rapporto dell’edificio con il contesto urbano e il paesaggio.
L’articolazione per elementi sintattici – basamento, nastro e coronamento – affida a ogni parte un ruolo rappresentativo. Il basamento in cemento fonda l’edificio nel suolo, il nastro vetrato introduce leggerezza e trasparenza, segnando il livello della relazione più intensa tra la scuola e la città; il volume superiore, rivestito in zinco-titanio secondo una trama modulare e continua, ordina le facciate e restituisce unità all’edificio.
Nel complesso, l’uso parsimonioso dei materiali e la chiara definizione dei volumi permettono al progetto di esprimere un linguaggio sobrio ma incisivo, capace di unire rigore costruttivo e qualità percettiva. In questo equilibrio risiede la forza del progetto: la capacità di coniugare identità e qualità dello spazio, restituendo all’educazione un luogo adeguato alla sua centralità nella società contemporanea.
Foto: ©Federico Covre.
Nella definizione architettonica, fondamentali sono la chiarezza compositiva e la leggibilità degli spazi, accompagnate da una forte relazione con la luce e con l’ambiente esterno. La trasparenza non è solo un tema estetico: è un dispositivo pedagogico che favorisce orientamento, sicurezza e autonomia. La luce naturale non solo illumina ma modula gli spazi, ne definisce la profondità e introduce variazioni percettive capaci di scandire la giornata scolastica. Il rapporto con l’ambito pubblico – garantito da ampie superfici vetrate – annulla la separazione tra interno ed esterno. La trasparenza delle officine verso via Scuderie non è solo una scelta compositiva, ma un’affermazione culturale: mostrare ciò che accade dentro significa affermare che l’educazione è un processo collettivo, aperto, condiviso, e che la Scuola è un bene comune che appartiene sia agli studenti sia all’intera comunità.
Pianta del piano terra.
Il progetto affronta il tema della sostenibilità secondo un approccio che si rivolge in prima istanza a un uso razionale e consapevole delle risorse, attraverso scelte passive di ordine architettonico e compositivo che precedono l’apporto attivo di sistemi impiantistici. Questa visione non affida il tema del contenimento dei consumi e delle dispersioni in modo del tutto esclusivo alle prestazioni del singolo materiale ma, anzi, considera l’insieme della costruzione nel suo complesso. La definizione dell’involucro è stata perciò affrontata non solo nei termini della sua valenza espressiva, figurativa e compositiva, ma anche in relazione al contenimento delle dispersioni termiche.
Foto: ©Federico Covre.
Lo zinco-titanio è stato scelto per le sue qualità estetiche e per le sue prestazioni tecniche di durabilità, riciclabilità e manutenzione ridotta: è un materiale che, nel rispetto della sostenibilità, rappresenta una continuità tra tradizione e innovazione, capace di adattarsi e dialogare con il paesaggio costruito e naturale. Nelle giornate chiare riflette le cromie luminose del cielo, mentre con il tempo si riveste di una patina che assume sfumature più profonde e minerali, avvicinandosi ai toni della terra e della roccia tipici del contesto alpino. Così il volume costruito non si impone, ma si integra con discrezione nel paesaggio, modificando il modo in cui viene percepito, senza perdere coerenza formale.
Questa impostazione ha permesso di ottenere la certificazione CasaClima/KlimaHouse “Gold” (nel protocollo “Scuole”), considerando anche che questo progetto è stato il primo edificio pubblico della Provincia di Bolzano ad adottare i CAM/Criteri Ambientali Minimi. Oltre l’aspetto tecnico, l’organizzazione costruttiva esprime un principio etico: costruire con onestà, economia e permanenza, affinché la durabilità diventi un valore culturale, un atto di responsabilità verso la collettività e verso il futuro dell’ambiente costruito.
Foto: ©Federico Covre.
Marconi-Lévinas school complex, Merano, Italy
The Marconi-Lévinas school complex is the result of a two-stage design competition launched by the Autonomous Province of Bolzano in 2013.
The intervention area is located at the southern edge of the Maia Bassa district, along Via Scuderie in Merano. It is a zone lacking continuity, where the forms and patterns of residential and industrial settlements confront the large formal systems of the Barracks and the Racecourse: the former structures the ordinary urban fabric, while the latter introduces a rotation, aligning perpendicularly to the Adige River.
The project addresses the consolidation of the district’s southern edge by redefining its role and relationship with the surrounding built environment. The design takes cues from the dominant orientation of the Barracks and establishes an urban strategy composed of a linear building at the back of the lot, defining the block’s frontage, and a tower mediating the relationship with the street. Between the two buildings, a small garden and an elevated piazza complete the outdoor spaces.
Foto: ©Federico Covre.
The resulting architecture, while contemporary in its volumes, integrates into the cultural continuity of the South Tyrolean landscape, reinterpreting its technical, environmental, and ethical values, reflectedin the still strong local interest in public infrastructure.
The architectural language is essential, measured, and coherent, expressed through a restrained but highly significant material articulation. Three main materials—concrete, glass, and metal—define volumetric hierarchy, spatial character, and the building’s relationship with the urban and natural context. The composition is structured syntactically into three elements: base, ribbon, and crowning volume. The concrete base anchors the building to the ground; the glazed ribbon introduces lightness and transparency, marking the level of closest interaction between the school and the city; the upper volume, clad in zinc-titanium with a continuous modular pattern, organizes the façades and unifies the building. Overall, the restrained use of materials and clear volumetric definition create a sober yet expressive architectural language that balances
constructive rigor and perceptual quality. The strength of the project lies in this balance: the ability to combine spatial identity and quality, providing an educational environment that reflects the centrality of learning in contemporary society.
Foto: ©Federico Covre.
Clarity of composition and legibility of spaces are fundamental in the architectural design, accompanied by a strong relationship with natural light and the external environment. Transparency is not merely an aesthetic choice—it is a pedagogical tool that promotes orientation, safety, and autonomy. Natural light not only illuminates spaces but modulates them, defining depth and introducing perceptual variations that structure the school day. The relationship with the public realm, ensured through extensive glazing, dissolves the boundary between inside and outside. The visibility of the workshops toward Via Scuderie is both a compositional decision and a cultural statement: showing what happens inside asserts that education is a collective, open, and shared process, and that the school is a public good belonging to both students and the broader community.
Foto: ©Federico Covre.
The project addresses sustainability primarily through rational and conscious use of resources, with passive architectural and compositional strategies preceding the active contribution of mechanical systems. Energy efficiency is not delegated solely to individual materials but is considered across the building as a whole. The envelope was designed for both expressive and compositional value and thermal performance.
Foto: ©Federico Covre.
Zinc-titanium was chosen for its aesthetic qualities, durability, recyclability, and low maintenance, representing a continuity between tradition and innovation. It harmonizes with the built and natural landscape: on clear days, it reflects the bright sky, while over time it develops a patina with deeper, mineral-like hues reminiscent of local earth and rock. The built volume integrates discreetly into the landscape, modifying perception without compromising formal coherence.
This approach enabled the project to achieve CasaClima/KlimaHouse Gold certification (school protocol) and marks the first public building in the Province of Bolzano to adopt CAM/Minimum Environmental Criteria. Beyond technical performance, the construction strategy embodies an ethical principle: building with honesty, economy, and durability, so that longevity becomes a cultural value and an act of responsibility toward the community and the future of the built environment.
Foto: ©Federico Covre.








































