Architettura plurale: dall’io al noi

di RebelArchitette

2020-01-27T22:54:45+02:0012 Dicembre 2019 |

Online la nuova piattaforma di RebelArchitette a favore di diversità e inclusione
Una mappa interattiva di oltre 350 studi di architette da tutto il mondo; questa nuova risposta all’urgente bisogno di diversità in architettura è offerta dal collettivo RebelArchitette attraverso la nuova piattaforma collaborativa www.rebelarchitette.it.

Una guida visuale che si sviluppa a partire dagli studi di professioniste già raccolti nell’ambito dell’e-book ARCHITETTE=WOMENARCHITECTS Here we are! (issuu 2018, in libera consultazione) a cui se ne aggiungeranno molti altri in futuro.
Questo nuovo database di architette contemporanee, geolocalizzate nei loro studi professionali, vuole incoraggiare enti, università, istituzioni e media a contrastare il prevalente panorama architettonico mono-genere favorendone uno più ricco ed inclusivo. Un’attenzione particolare verrà riservata alla ricerca di studi emergenti che operano in aree geografiche generalmente poco coperte dai media.

Questo nuovo progetto indipendente e autofinanziato è stato sviluppato dal collettivo con l’intento di essere aperto e flessibile a contributi provenienti da altre associazioni e da singole persone che sostengono la necessità di un cambiamento in termini di equità nel mondo dell’architettura. Curatori, curatrici, giornaliste/i, architetti/e, docenti stanno già aderendo al progetto come advisor e stanno suggerendo profili di professioniste dei loro paesi di riferimento.
Sette architette di eccellenza, che hanno apertamente supportato il lavoro del gruppo fin dal suo esordio, figurano nella sezione Featured: Louise Braverman, Gisue Hariri & Mojan Hariri, Anna Heringer, Caroline James, Doriana Mandrelli Fuksas, Toshiko Mori. I loro profili sono proposti quali esempio di come sarà visualizzata la scheda di ogni singola architetta una volta completata. Tutti gli altri studi al momento sono visualizzati con il collegamento ai rispettivi siti web.

Con questo strumento interattivo, presto aperto anche ad una auto-candidatura e a più filtri di ricerca, il collettivo richiama la campagna #timefor50 #tempodiparità, lanciata nel 2018, sostenendo un’equa partecipazione di donne e uomini in tutti i campi dell’architettura, non solo in relazione a manifestazioni pubbliche, quali conferenze, ma anche all’insegnamento, giurie, ecc.
Una richiesta internazionale destinata al mondo culturale e accademico sulla necessità di una presenza di modelli di ruolo da offrire alle nuove generazioni di e architette e architetti.

“Vogliamo facilitare una narrazione dell’architettura che ancora deve essere affrontata. Durante i nostri due anni di ricerca abbiamo conosciuto architette eccezionali che stanno diffondendo messaggi urgenti e dirompenti nell’industria delle costruzioni e del design: nuovi approcci, priorità, opportunità, linguaggi, materiali in una professione in crisi e in cambiamento. I dati sull’equità in Italia sono scoraggianti, un panorama sovraffollato di professionisti (155.000 architetti/e, il 27% del totale europeo) crea un atteggiamento di obbligatoria e aspra competizione.
“I club di soli uomini stanno ancora vincendo sulla scena pubblica dell’architettura (dati disponibili nel report #timefor50)”, afferma l’architetta e curatrice Francesca Perani. “Dobbiamo offrire un futuro migliore alle giovani generazioni di studentesse e scoraggiare una letteratura al maschile e conferenze dominate dagli uomini per evitare un modello di riferimento di un solo genere. Crediamo che questa piattaforma possa avere un impatto sociale e culturale significativo grazie ad un approccio dichiaratamente collaborativo con altre associazioni internazionali”.

Collaborazione anziché competizione, ricchezza nella diversità. Il nuovo database interattivo è un atto plurale per una società di progettisti/e inclusiva. Tutti hanno il potenziale di far crescere il progetto: contattate il team.