L’alacrità con cui egli si diede agli studi più profondi dell’arte, l’amore infinito, ardentissimo del bello a cui educò la propria anima, il sentimento della delicatezza ch’egli si procacciò col culto delle maniere più gentili, svilupparono ed accrebbero i doni della natura. I tempi favorivano l’ingegno. Ed Appiani può dirsi per eccellenza il pittore del secolo
Giovanni Berchet, Allocuzione nei funerali del pittore Andrea Appiani celebrati nella Chiesa della Passione il giorno 10 di novembre 1817

Fino all’11 gennaio 2026, Palazzo Reale ospita la mostra Appiani. Il Neoclassicismo a Milano, un omaggio ad Andrea Appiani (1754–1817), protagonista della pittura neoclassica italiana. L’esposizione, curata da Francesco Leone, Fernando Mazzocca e Domenico Piraina, ripercorre il percorso artistico di Appiani attraverso opere provenienti da collezioni italiane e internazionali, restituendo una visione del fermento culturale della Milano neoclassica.
La mostra è promossa dal Comune di Milano – Cultura e realizzata da Palazzo Reale, Civita Mostre e Musei, Electa e MondoMostre; l’esposizione coinvolge prestigiosi partner come lo Châteaux de Malmaison et de Bois-Préau, il Grand Palais e il Louvre, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano, la Pinacoteca di Brera e Villa Carlotta, con il supporto della Fondazione Bracco e Biofer SpA.

Andrea Appiani, Il generale Bonaparte della Vittoria che incide le sue imprese alla battaglia del ponte di Lodi, 1796, olio su tela, 96 x 76 cm, Edimburgo, Dalmeny House, The Earl of Rosebery.

Andrea Appiani, Joséphine Bonaparte de Beauharnais incorona il mirto sacro a Venere, 1796, olio su tela, 98 x 73,5 cm, Robilant+Voena.

Andrea Appiani, “primo pittore” del Regno d’Italia napoleonico insignito della Légion d’honneur, è noto al pubblico per la sua arte raffinata e armoniosa, al servizio di committenze religiose, aristocratiche e politiche del suo tempo. La mostra celebra il suo talento attraverso gli studi preparatori degli affreschi, ritratti e medaglie, che esprimono uno stile unico di grazia, equilibrio e rigore formale.

Andrea Appiani, Napoleone presidente della Repubblica Italiana, 1803. olio su tela, 100 x 70 cm. Collezione privata.

Con oltre 100 opere, la mostra si sviluppa nelle sale dell’Appartamento dei Principi e nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, ambienti decorati proprio da Appiani in epoca asburgica e napoleonica, contribuendo in modo decisivo alla definizione dell’apparato rappresentativo di Palazzo Reale. La mostra evidenzia la poliedricità dell’artista, infatti, tra i capolavori esposti spiccano le opere dedicate a Napoleone e i ritratti di figure emblematiche dell’epoca, come Parini, Canova e Vincenzo Monti.
L’esposizione è articolata in dieci sezioni tematiche che ripercorrono il percorso dell’artista, a partire dall’immagine dell’artista con i ritratti provenienti dal Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco e dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano all’età dei Lumi, rappresentata dai ritratti di Parini e altri protagonisti dell’Illuminismo milanese.

Andrea Appiani, Ritratto di Francesca Lechi, 1803, olio su tela 98,5 x 74,5 cm, Milano, Fondazione Trivulzio.

Andrea Appiani, Ritratto del marchese Alessandro Trivulzio ministro della Guerra della Repubblica Italiana, 1803-04, olio su tela, 98 x 73 cm, Milano, Fondazione Trivulzio.

La sezione dedicata alle storie della mitologia classica presenta tele dedicate a Venere e affreschi dedicati ad Apollo, provenienti dalla Pinacoteca di Brera e da collezioni private. Queste opere gli valsero nel tempo il titolo di “pittore delle Grazie”, come erede di Raffaello e Correggio, per la sua capacità di esprimere una bellezza ideale e armoniosa.

Andrea Appiani, Giunone assistita dalle Grazie (Toeletta di Giunone), 1810-12 circa, olio su tela, 100 x 142 cm, Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo, Courtesy Fondazione Brescia Musei ©Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia-Fotostudio Rapuzzi.

Segue la pittura religiosa, con disegni preparatori per le opere destinate alla Chiesa di San Celso. Il percorso si conclude con le monumentali opere celebrative dell’epoca napoleonica: dal Louvre arriva il cartone dell’Apoteosi di Napoleone, firmato da Appiani ed esposto nella Sala del Lucernario. Questo introduce ai Fasti di Napoleone, un vasto apparato decorativo composto da 35 dipinti suddivisi in 20 nuclei tematici, originariamente collocati lungo il ballatoio della Sala delle Cariatidi. Il ciclo, oggi perduto, è stato temporaneamente ricostruito grazie a un allestimento su tela basato su preziose lastre fotografiche del Civico Archivio Fotografico del Castello Sforzesco e sulle incisioni di Giuseppe Longhi, realizzate proprio su incarico di Napoleone Bonaparte.

Andrea Appiani, Apoteosi di Napoleone (cartone per l’affresco della Sala del Trono di Palazzo Reale), 1806-08 circa. Mina di piombo, lumeggiature bianche su carta, 2740 x 4750 mm, Parigi, Musée du Louvre, Département des Arts graphiques.

Una selezione delle opere esposte entrerà a far parte dell’allestimento permanente di Palazzo Reale, rafforzando così la sua identità di luogo di rappresentanza artistica. Tra queste, le Lunette di Appiani, originarie della Sala del Trono e attualmente conservate a Villa Carlotta di Como, saranno reintegrate nella futura ricostruzione della sala, prevista nei prossimi anni.

Andrea Appiani, Ritratto di Giuseppe Parini, 1795-99 circa. Matita con tocchi di sanguigna e gessetto bianco su carta preparata a tempera marroncina, 411 x 274 mm, Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Gabinetto Disegni e Stampe, Album Vallardi.

Il catalogo della mostra, edito da Electa, raccoglie saggi introduttivi e di approfondimento, oltre alle schede scientifiche di tutte le opere esposte.