Nel cuore di Sassari, il progetto di riqualificazione dell’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi”, situata in via Duca degli Abruzzi, si configura come un gesto architettonico consapevole e necessario, capace di riattivare il dialogo tra l’istituzione e il tessuto urbano. Un intervento che non si limita a restaurare, ma riscrive i margini del complesso con l’obiettivo di renderlo permeabile, accogliente, contemporaneo.
Foto: Aldo Amoretti.
La proposta si innesta su un insieme eterogeneo di edifici e su uno spazio aperto precedentemente indefinito, trasformandoli in un sistema coerente, riconoscibile, identitario. L’intervento, misurato e rispettoso, restituisce una nuova leggibilità all’insieme attraverso un’azione di riorganizzazione funzionale e di rilettura architettonica, in cui le relazioni spaziali tra interno ed esterno sono ripensate alla luce di una rinnovata centralità dell’esperienza collettiva. Il restauro delle facciate, la sostituzione puntuale degli infissi, l’adeguamento impiantistico: operazioni tecniche, certo, ma cariche di una volontà progettuale più profonda, orientata al comfort, alla sostenibilità e a un’idea di spazio che privilegia l’apertura, la luce, la relazione.
Foto: Aldo Amoretti.
Particolarmente significativa è la trasformazione dell’ex Clinica Medica: da contenitore chiuso a organismo vivo, fluido, attraversato da pieni e doppi volumi che scandiscono sequenze di spazi dedicati all’accoglienza e al lavoro. Qui l’architettura si fa racconto, misura dell’abitare collettivo, dove la verticalità degli spazi introduce un nuovo respiro.
Foto: Aldo Amoretti.
Accanto, il Padiglione Incisione si espande, accogliendo un nuovo volume che dialoga con l’esistente senza mimetismi. Un inserto contemporaneo dalle tonalità rosso-mattone, che reinterpreta con linguaggio autonomo le geometrie e i materiali del contesto, mantenendo però una coerenza cromatica e formale che ne facilita l’integrazione. È un gesto calibrato, che dichiara la propria contemporaneità senza rinunciare alla continuità.
Pianta del piano terra.
All’esterno, la nuova trama di percorsi e giardini tematici disegna spazi aperti che non sono solo transito, ma luoghi di sosta, di incontro, di studio all’aria aperta. Il verde diventa parte attiva della composizione, contribuendo a definire una nuova porosità tra l’Accademia e la città, tra l’istituzione e il quotidiano.
Foto: Aldo Amoretti.
Academy of Fine Arts “Mario Sironi”, Sassari, Italy
In the heart of Sassari, the redevelopment project for the Mario Sironi Academy of Fine Arts, located on Via Duca degli Abruzzi, represents a conscious and necessary architectural gesture, capable of reactivating the dialogue between the institution and the urban fabric. This project goes beyond restoration, reshaping the complex’s boundaries to make it permeable, welcoming, and contemporary.
Foto: Aldo Amoretti.
The proposal is grafted onto a diverse set of buildings and a previously undefined open space, transforming them into a coherent, recognizable, and distinctive system. The measured and respectful intervention restores a new legibility to the whole through a functional reorganization and architectural reinterpretation, in which the spatial relationships between interior and exterior are reimagined in light of a renewed centrality of the collective experience. The restoration of the facades, the timely replacement of window frames, and the upgrade of systems: these are technical operations, certainly, but imbued with a deeper design vision, oriented toward comfort, sustainability, and a concept of space that prioritizes openness, light, and connection.
Foto: Aldo Amoretti.
Particularly significant is the transformation of the former Medical Clinic: from a closed container to a living, fluid organism, traversed by solid and double volumes that articulate sequences of spaces dedicated to reception and work. Here, architecture becomes a narrative, a measure of collective living, where the verticality of the spaces introduces a new dimension.
Foto: Aldo Amoretti.
Next door, the Engraving Pavilion expands, welcoming a new volume that dialogues with the existing structure without camouflage. A contemporary insert in brick-red hues, it reinterprets the geometries and materials of the context with its own language, while maintaining a chromatic and formal coherence that facilitates its integration. It is a calibrated gesture, which declares its contemporaneity without sacrificing continuity.
Foto: Aldo Amoretti.
Outside, the new network of pathways and themed gardens creates open spaces that are not just transit hubs, but places for rest, meeting, and outdoor study. Greenery becomes an active part of the composition, helping to define a new porosity between the Academy and the city, between the institution and everyday life.
Foto: Aldo Amoretti.






































