A Roma, all’Accademia Nazionale di San Luca, Xu Tiantian, protagonista del ritorno alla vita di estese aree agricole a Songyang e nel Fujian, ha dato inizio al ciclo di mostre e conferenze “Come aperto dal Cielo. Nuovi paesaggi nell’architettura cinese”, ispirato allo Yuanye, antico trattato cinese sui giardini di epoca Ming. Il ciclo, inaugurato da Xu Tiantian, proseguirà con Zhang Ke, Wang Shu e Liu Jiakun, tra i più interessanti architetti cinesi d’oggi.

Xu Tiantian durante la conferenza all’Accademia Nazionale di San Luca. Foto Stefano Cirianni.

Il lavoro di Xu è incessante, fatto anche di piccoli interventi realizzati con la partecipazione degli abitanti dei villaggi, come quelli effettuati sui Tulou del Fujian, grandi strutture comunitarie in terra cruda e legno. Rappresentano tipiche realizzazioni dell’architettura tradizionale cinese riportate alla vita attraverso il riuso, per sottrarle all’abbandono e favorirne l’utilizzo in una dimensione contemporanea, convertendole in spazi per la cultura, l’artigianato e la vita comunitaria. La conferenza nel salone di San Luca è stata appassionata, grazie anche alle immagini esotiche che, come osserva Gaetano Di Gesu, promotore dell’iniziativa, appaiono familiari perché capaci di evocare le nostre aree interne e il Meridione, in costante declino, su cui occorrerebbe intervenire come nel lavoro presentato.

Xu Tiantian – DnA Design and Architecture, Riuso del ponte Shimen sul fiume Songyin, 2016-17. Foto Han Dan.

Xu Tiantian fonda lo studio DnA Design and Architecture e si dedica a rivitalizzare aree rurali con proposte che ottengono numerosi riconoscimenti, a iniziare dal WA China Architecture Award nel 2006, dal Young Architects Award della Architectural League New York nel 2008, dal Moira Gemmill Prize for Emerging Architecture nel 2019 e dalla medaglia d’oro del 14° International Prize for Sustainable Architecture. Membro onorario dell’American Institute of Architects, nasce nel 1975 nel Fujian. I suoi interessi nascono dal grande complesso residenziale in cui cresce, che ospita più di cento abitanti: una casa tradizionale con cortili e passaggi in quota che affascina per la sua bellezza. Negli anni Ottanta vive le trasformazioni del paesaggio agrario, dalla tradizione alla modernità. Le riforme di quegli anni sollecitano la popolazione rurale a riversarsi nelle città, cogliendo le nuove opportunità di una Cina divenuta la fabbrica del mondo. In campagna restano gli anziani e i bambini, spesso in case fatiscenti. Si laurea all’Università di Tsinghua e consegue negli Stati Uniti un master in progettazione urbana alla Harvard Graduate School of Design.

Xu Tiantian – DnA Design and Architecture, Riuso del ponte Shimen sul fiume Songyin, 2016-17. Foto Wang Ziling.

Il suo lavoro risponde pienamente alle trasformazioni in atto e alla volontà di non ignorare le necessità delle comunità rurali che rappresentano gran parte della popolazione. Si concentra quindi su queste realtà per promuovere un processo di modernizzazione caratterizzato da un approccio sensibile, attento alle necessità degli abitanti, consapevole che le problematiche sono diverse in ogni luogo, che il lavoro da intraprendere cambia da villaggio a villaggio e che ogni progetto deve poter contenere la propria specificità. In questa logica diviene sostenitrice di un approccio sperimentato da Oriol Bohigas per il centro storico di Barcellona e noto come “agopuntura architettonica”. Applicato in modo olistico alla dimensione sociale, questo approccio vuole rivitalizzare le campagne con piccoli interventi capaci però di promuovere lo sviluppo sostenibile nelle comunità rurali, senza investimenti governativi o della grande industria. In questa prospettiva Xu ritiene che si debba tenere conto dei problemi e delle necessità dell’individuo e, più in generale, della produzione agricola locale e del patrimonio architettonico esistente che, per troppi anni, era stato lasciato all’abbandono se non volutamente distrutto.

Xu Tiantian – DnA Design and Architecture, Fabbrica di tofu nel villaggio di Caizhai, 2017-18. Foto Wang Ziling.

L’agopuntura mira a individuare le diverse potenzialità insite nei villaggi: ciò che qualifica un’azienda agricola o una fabbrica, il valore di un centro storico, le capacità di attrazione per il tempo libero e la cultura o le potenzialità di un ponte divenuto inutile e in seguito riutilizzato. Ciò che è presente nel territorio può essere incentivato per produrre prosperità e attrarre nuova vita.

Xu Tiantian – DnA Design and Architecture, Fabbrica di tofu nel villaggio di Caizhai, 2017-18. Foto Wang Ziling.

Xu si misura con le realtà agricole quando riceve l’incarico di progettare un albergo nei pressi di una piantagione di tè, su un monte della contea di Songyang, a 250 miglia da Shanghai, popolata da circa 400 villaggi. L’obiettivo consiste nel promuovere il turismo rurale, nel quadro della rinascita nazionale promossa da Xi Jinping che, grazie alle esperienze giovanili, ripone “fiducia nella cultura”, da sviluppare anche nelle campagne per tendere all’equilibrio con la città. Dal 2016 si concentra su Songyang con progetti che valorizzano il patrimonio culturale della regione, tra cui un impianto per la produzione di zucchero grezzo di canna nel villaggio di Xing, dove la lavorazione artigianale viene illustrata scenograficamente ai visitatori. Nel villaggio di Wang progetta inoltre, nel 2017, un centro per la memoria dedicato a Wang Jing, celebre studioso del XIV secolo. Queste architetture hanno contribuito, con strutture sobrie, a rallentare l’esodo e ad attirare gli abitanti delle città e nuovi residenti. Rappresentano esempi di “agopuntura architettonica” disseminati nel territorio.

Xu Tiantian – DnA Design and Architecture, Riuso delle cave di Jinyun, 2021-22. Foto Wang Ziling.

Ai margini della Sesta Tangenziale Est di Pechino, il Songzhuang Art Center è una struttura pubblica dedicata all’arte, la prima realizzata all’interno di Songzhuang, il più grande distretto artistico della Cina. Offre spazio agli artisti residenti nel quartiere per esporre le proprie opere, entrare in contatto con altri artisti e organizzare convegni. Completato nel 2006, il progetto attribuisce grande importanza al dialogo con il contesto. I mattoni rossi utilizzati per l’esterno del museo e le piastrelle grigie della pavimentazione evocano gli edifici e i cortili della tradizione locale. Anche il corrimano della scala, costituito da una rete d’acciaio a maglia incrociata, richiama le recinzioni del villaggio. I blocchi espositivi del museo sono estrusi da un volume rettangolare e l’architettura entra in sintonia con lo spirito del luogo, proponendo una forma essenziale che non confligge né concorre con le opere d’arte. Tra le numerose realizzazioni si notano inoltre l’Huiming Tea Workshop, nella contea di Jingning, 2020, e lo stabilimento per la produzione di vino di riso, nella contea di Songyang, 2019.

Xu Tiantian – DnA Design and Architecture, Riuso delle cave di Jinyun, 2021-22. Foto Wang Ziling.

Nel 2022 riceve lo Swiss Architectural Award per il recupero del ponte Shimen sul fiume Songyin (2016-17), il riuso delle cave di Jinyun (2021-22) e la fabbrica del tofu nel villaggio di Caizhai (2017-18). Si tratta dell’ottava edizione del prestigioso premio, la cui giuria era presieduta da Mario Botta. Il riconoscimento viene attribuito a coloro che hanno realizzato almeno tre opere di architettura di qualità e intende “riconoscere e segnalare gli architetti di tutto il mondo che abbiano offerto, attraverso il loro lavoro, un contributo rilevante alla cultura architettonica contemporanea, dimostrando particolare sensibilità nei riguardi dell’equilibrio ambientale, e al tempo stesso di favorire il dibattito pubblico sul ruolo dell’architettura nella società contemporanea”.

Veduta dell’allestimento di Come aperto dal Cielo. Nuovi paesaggi nell’architettura cinese. Foto Stefano Cirianni.